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Almagal: così si formano e si accendono le stelle lunedì 10 marzo 20250

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Arrivano i primi risultati del progetto ALMAGAL, il più esteso censimento finora realizzato con ALMA delle regioni di formazione stellare, ...

Giuli oggi a Catania: dalla visita al rione Librino all’inaugurazione della mostra su Tolkien venerdì 7 marzo 20250

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Il Ministro della Cultura ha visitato anche la Biblioteca Ursino Recupero, l’Archivio di Stato, che ha ricevuto dal MiC 1 milione di euro ...

“Lo studio dell’Etna - Tra strumenti e rappresentazioni”. A Catania la mostra sul vulcano venerdì 7 marzo 20250

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L’esposizione che sarà visitabile fino al 30 aprile, presenta una ricca documentazione che illustra la storia dell’Etna nel ...

WWF sul declassamento del lupo: grave la proposta della Commissione Europea, “ora non si faccia gli apprendisti stregoni con la Direttiva Habitat”  venerdì 7 marzo 20250

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Negli anni ’70 Fulco Pratesi lanciò l’operazione San Francesco insieme al Parco Nazionale d’Abruzzo, grazie alla quale ...

Una stagione sportiva di altissimo livello attende lo Yacht Club Costa Smeralda giovedì 6 marzo 20250

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L’evento annuale del Club è stato dedicato alla memoria di S.A. l’Aga Khan, Fondatore e Presidente dello YCCS. Prosegue ...

Come si formano le onde di attività delle aree cerebrali responsabili della memoria  mercoledì 5 marzo 20250

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Un team congiunto dell’Istituto di biofisica del Cnr e della Scuola Normale Superiore ha indagato le primissime fasi dello sviluppo ...

 LuGRE ha comunicato dalla Luna. È il primo strumento ad avere captato i segnali del sistema di navigazione GNSS trovandosi sulla superficie lunare martedì 4 marzo 20250

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Lunar GNSS Receiver Experiment, progetto congiunto dell’Agenzia Spaziale Italiana e della NASA, è il primo ricevitore GNSS a ...

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È la quinta edizione del progetto ideato per diffondere la cultura aerospaziale nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo ...

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4 nov 2015

“AIDA” A TORINO PER CELEBRARE LA RIAPERTURA DEL MUSEO EGIZIO

“AIDA” A TORINO PER CELEBRARE LA RIAPERTURA DEL MUSEO EGIZIO

Autore: Anonym / mercoledì 4 novembre 2015 / Categorie: Attualità, Musica, Teatro, Italia / Vota questo articolo:
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La coincidenza con l’apertura del rinnovatissimo e grandemente ampliato Museo Egizio, ha spinto il teatro lirico di Torino, il Regio, ad un allestimento storicamente, se non addirittura archeologicamente, “fedele”, impeccabile, dell’”Aida”: riproduzioni di stele, statue e di iscrizioni geroglifiche campeggiavano nel foyer. Un Verdi, questo autunnale del Regio, agli antipodi di ogni logica di “modernizzazione” forzosa o di reinvenzione registica innovativa, più o meno azzardata e provocatoria. Del resto, la stessa “prima” di “Aida”, quasi 150 anni fa, fu realizzata esattamente con la stessa logica di aderenza rigorosa a quelli che erano i monumenti e il mondo iconografico dell’antico Egitto: ma erano altri tempi, certo, teatralmente parlando… Non per lui, però, William Friedkin, il grande regista di cinema (“Il braccio violento della legge”, “L’esorcista”), che ha firmato la regia dello spettacolo: non nuovo ad incursioni – comunque apprezzate – nella lirica, alla presentazione dell’opera torinese Friedkin si è detto fermamente contrario ad ogni attualizzazione avventurosa e arbitraria di questa così come di altre opere. Così, l’allestimento certamente pregiato e d’effetto realizzato da lui con Carlo Diappi, scenografo e costumista, potrebbe essere definito, alla fine, “tradizionale”: per la gioia della maggioranza degli spettatori della lirica, che si sente, con regie come questa, molto più a suo agio. Molti i momenti grandiosi o addirittura monumentali della messa in scena (cui gli studiosi del Museo Egizio hanno dato un contributo di consulenza specialistica): stupisce, semmai, e affascina suggestivamente, nello spettacolo, il riaffiorare di tratti primitivi del mondo egizio, in alcune immagini (soprattutto nella citazione di arcaiche e quasi primordiali simbologie religiose) o in alcuni costumi o acconciature, insoliti alla vista quanto filologicamente esatti. Friedkin racchiude tutta la storia verseggiata da Antonio Ghislanzoni tra due baci appassionati e teneri tra Aida e Radames: il primo, all’inizio della vicenda, addirittura durante il Preludio, il secondo nella tomba in cui i due stanno per morire, sepolti vivi. Il regista americano ha mostrato la sua mano ed esperienza nella guida della recitazione dei cantanti, chiamati anche a trasformarsi in autentici attori: a cominciare dai tre protagonisti, Kristin Lewis (Aida), Marco Berti (Radames), Anita Ravchevelishvili (Amneris) capaci anche di qualche finezza e di disegnare sfumature degne di nota. Di ottimo livello – soprattutto - è la parte musicale dello spettacolo: Gianandrea Noseda, sul podio dell’ottima orchestra del Regio, si conferma uno dei “verdiani” più affidabili di questi anni, navigando nel mare magico della partitura verdiana con plasticità e sicurezza. Molto bella, delicata, lirica, l’esecuzione del Preludio, che è parso rivelare – grazie al direttore e agli strumentisti – preziosità musicali e poetiche ancora maggiori di quelli già ben note. La Lewis è un’Aida, oltre che di grande presenza teatrale, di altissimo valore: la sua è una voce passionale e colma di colori emotivi e drammatica, vigorosa eppure capace di diventare celestiale quando è necessario. Scura, corposa, tragica la vocalità dell’Amneris, bruciata dall’amore, della Rachvelishvili, dal volto a lungo completamente dipinto d’oro. Marco Berti, una certezza – non da oggi - del panorama operistico, è un tenore davvero d’altri tempi: nel senso migliore del termine, con i suoi accenti luminosamente chiari ed eroici. Bravi anche gli altri: Giacomo Prestia, un Ramfis minaccioso e torvo, Mark S. Doss il “barbaro” Amonasro (insoddisfacente, però, come attore) e In-Sung-Sin che padroneggia perfettamente la lingua e dà al Re un rilievo e una personalità più accentuati di quanto normalmente accade. Sono gradevoli e disinvolti gli inserti ballettistici coreografati da Marc Ribaud e Anna Maria Bruzzese. Il Coro del Regio si conferma di innegabile qualità.

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