“Oggi è una
giornata speciale per la Città Metropolitana di Napoli, è particolarmente
emozionante per tutti noi accogliere due dipinti della nostra Collezione d’Arte
che tornano finalmente a casa grazie all’eccezionale lavoro della Magistratura
e del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale che
ringrazio a nome di tutto l’Ente, a cui va tutta la mia riconoscenza”, ha
dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi in occasione della presentazione dei
dipinti recuperati dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio
Culturale, che ha avuto luogo oggi presso la Sala Cirillo di Palazzo Matteotti a
Napoli, alla presenza del Generale di Divisione Francesco Gargaro. “Il recupero
de L’Oracolo di Delfo di Camillo Miola – ha proseguito il Sindaco - è stato
possibile solo grazie a un intenso lavoro investigativo. La foto del dipinto
sulla copertina del rapporto annuale 2023 del Comando Carabinieri per la Tutela
del Patrimonio Culturale ci rende particolarmente orgogliosi. L’altra opera,
invece, Ritratto di Vittorio Emanuele III di Achille Talarico era stata
commissionata proprio a inizio Novecento dall’allora Provincia di Napoli, a
testimonianza del ruolo che l’Ente aveva nella promozione delle arti a Napoli
tra fine Ottocento e inizio Novecento e ci ha portato ad avere una prestigiosa
Collezione d’Arte di oltre 500 opere. Stiamo lavorando per la piena
valorizzazione di questo patrimonio artistico con un lavoro intenso che sfocerà
nei prossimi anni nell’esposizione permanente delle opere più significative nel
Complesso di Santa Maria la Nova”.
L’Oracolo di
Delfo di Camillo Miola, un olio su tela del 1880, opera acquistata per 3500
lire dalla Provincia di Napoli nel 1881, presente nel catalogo dei beni
dell’Ente di piazza Matteotti del 1912, era stata illecitamente esportata nel
secondo dopoguerra. L’opera, passata nel 1972 per il mercato antiquario
americano, era finita nelle collezioni del Getty Museum di Los Angeles che sul
proprio sito web ne indicava così la provenienza: “dalla Pinacoteca provinciale
di Napoli”. Il diritto statunitense non contempla l’inalienabilità delle
collezioni pubbliche e forse questo dettaglio era passato inosservato agli
studiosi americani, ma non a quelli italiani che hanno collaborato per
quest’eccezionale recupero con la Procura di Roma, il Reparto Operativo del
Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Ritratto di Vittorio Emanuele III di Achille Talarico. Crediti foto: Comando Carabinieri TPC.
L’altro dipinto
riacquisito è il Ritratto di Vittorio Emanuele III di Achille Talarico, un olio
su tela del 1902 realizzato proprio su commissione della Provincia di Napoli.
L’opera è stata recuperata grazie all’eccellente lavoro del Nucleo TPC di
Napoli, coordinato dal Comandante Maggiore Massimo Esposito, che ha localizzato
e sequestrato l’opera in Italia. Alla presentazione delle due opere erano
presenti anche il Procuratore Aggiunto della Procura di Roma Giovanni Conzo che
ha coordinato le indagini in ambito nazionale e internazionale e Luigi La
Rocca, Capo del Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale del
Ministero della Cultura, ed inoltre, il Procuratore Aggiunto della Procura di
Napoli Pierpaolo Filippelli, il Sovrintendente per l’Area Metropolitana di
Napoli Mariano Nuzzo, il dirigente del Segretariato Regionale per la Campania
Teresa Elena Cinquantaquattro.
“La Procura di
Roma aveva fatto la confisca dell’opera di Camillo Miola e di altre opere che
erano presenti al Getty Museum di Los Angeles, rimaste in esecuzione per
diversi anni, abbiamo avuto modo di ascoltare il direttore del Museo che poi ha
restituito le opere”, ha affermato il Procuratore Aggiunto della Procura di
Roma Giovanni Conzo. “Da napoletano – ha concluso - il ritorno di quest’opera
mi rende particolarmente orgoglioso”.
“Oggi è davvero
una giornata di festa per il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio
Culturale che è riuscito a recuperare questi due importanti dipinti anche
grazie a una banca dati che consta di un milione e 300 mila files, capace di
sfruttare le capacità dell’intelligenza artificiale con la quale stiamo
continuando a cercare altre opere d’arte. Il recupero del Camillo Miola negli
Stati Uniti è stata un’operazione particolarmente lunga e complessa in cui si
sono attivati tutti i canali investigativi e diplomatici” ha dichiarato il
Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Francesco
Gargaro.
“Due opere
importanti della scuola napoletana di fine Ottocento e inizio Novecento
ritornano nella Collezione d’Arte dell’ex Provincia di Napoli, proprietaria di
una raccolta significativa di oltre 500 dipinti, composta dai principali
artisti dell’epoca”, ha commentato Luigi La Rocca, Capo del Dipartimento per la
Tutela del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura.
La cerimonia è
stata impreziosita dal quartetto di archi del liceo musicale “Margherita di
Savoia” di Napoli, composto dagli studenti Davide Avallone e Andrea Genovese
(violini), Davide Forte (viola) e Davide Levi (violoncello), accompagnati dal
docente Giovanni Grima e dal dirigente scolastico Vincenzo Varriale. Il
quartetto ha sottolineato il momento dello svelamento delle opere con Les Indes
Galantes di Jean-Philippe Rameau, introducendo la cerimonia con il Te Deum di
Marc-Antoine Charpentier
I due dipinti
resteranno esposti in Sala Cirillo per tutto il mese di febbraio 2025, dal
lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 13.00.
Nella foto in primo piano: L’Oracolo di Delfo di Camillo Miola. Crediti. Comando Carabinieri TPC.
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