it-ITen-USes-ESba-RU

Think Med, al via il concorso internazionale per lo sviluppo socio economico del Mediterraneo sabato 6 aprile 20190

Think Med, al via il concorso internazionale per lo sviluppo socio economico del Mediterraneo

L’originale iniziativa (prima edizione) ideata e promossa dal Rotary Club Enna si rivolge ai giovani di età compresa tra i 18 ed i 35 ...

Yacht Club Costa Smeralda: presentato il calendario sportivo 2019 giovedì 4 aprile 20190

Yacht Club Costa Smeralda: presentato il calendario sportivo 2019

Ad un anno dalla nascita della One Ocean Foundation, sono state ripercorse le attività svolte ed introdotte quelle in programma per l'anno ...

“Menti in Ostaggio. Culti abusanti: un'emergenza nazionale” mercoledì 27 marzo 20190

“Menti in Ostaggio. Culti abusanti: un'emergenza nazionale”

A Firenze, il 30 marzo, il convegno organizzato dall’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici sugli abusi ed il condizionamento mentale da ...

PREMIO TOSCANA USA 2019 alla Prof.ssa Chiara Azzari e all'artista Jules Maidoff   venerdì 8 marzo 20190

PREMIO TOSCANA USA 2019 alla Prof.ssa Chiara Azzari e all'artista Jules Maidoff

Consegnato dalla Vicesindaca Giachi e dal Console Generale USA Wohlauer il Premio dell’Associazione Toscana Usa inserito tra le celebrazioni ...

“L’estremismo islamico e la sicurezza nazionale. Stumenti di lotta, investigativi e di prevenzione”. A Bari il primo percorso di de-radicalizzazione sabato 2 marzo 20190

“L’estremismo islamico e la sicurezza nazionale. Stumenti di lotta, investigativi e di prevenzione”. A Bari il primo percorso di de-radicalizzazione

È intervenuto il Capo della Polizia Gabrielli al convegno nel quale sono stati descritti ed analizzati i fenomeni terroristici di matrice ...

Nella Valle dei Templi “GLI UOMINI VOLANTI DI CUETZALAN. CABALLEROS ÁGUILA”, per la prima volta in Italia venerdì 1 marzo 20190

Nella Valle dei Templi “GLI UOMINI VOLANTI DI CUETZALAN. CABALLEROS ÁGUILA”, per la prima volta in Italia

La prima tappa della loro esibizione è in Sicilia, nel sito archeologico più grande del mondo, da oggi al 10 marzo e la successiva a ...

A Bari l’insegnamento dell’identità civile attraverso la memoria storica martedì 29 gennaio 20190

A Bari l’insegnamento dell’identità civile attraverso la memoria storica

Rivolto agli alunni delle primarie del Don Milani l'esemplare progetto di educazione ai valori etici e culturali del territorio e della ...

AltaRoma. Stella Tures porta la campagna in boutique venerdì 25 gennaio 20190

AltaRoma. Stella Tures porta la campagna in boutique

Il design minimalista si ispira alla natura per un’eleganza dalle linee morbide distintiva del brand.

RSS
Primo 60616263646566676869 Ultimo

2 apr 2025

Decifrati i primi genomi del “Sahara Verde”, risalenti a 7000 anni fa

Decifrati i primi genomi del “Sahara Verde”, risalenti a 7000 anni fa

Autore: Redazione Aurora / mercoledì 2 aprile 2025 / Categorie: Attualità, Scienze / Vota questo articolo:
Nessuna

Un team internazionale guidato da ricercatori della Missione archeologica nel Sahara della Sapienza Università di Roma e dal Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, ha sequenziato i primi genomi antichi del cosiddetto “Sahara Verde”, un'epoca compresa tra 14.500 e 5.000 anni fa in cui il deserto del Sahara era una savana verde, ricca di specchi d’acqua che favorivano l'insediamento umano e la diffusione del pastoralismo.                                                                                                                                                                                        


Takarkori rock shelter seen from the wadi. Crediti foto: Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma.


Analizzando il DNA di due individui naturalmente mummificati di circa 7000 anni fa, scoperti nel riparo sotto roccia di Takarkori, nel sud-ovest della Libia dagli archeologi della Sapienza e del Department of Antiquities di Tripoli, è emerso, come riporta la Sapienza in una nota, che essi appartenevano a un lignaggio genetico nordafricano a lungo isolato e ora estinto.


View of Takarkori rock shelter from west. Crediti foto: Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma. 



Excavations a Takarkori. Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma.

 


Excavations a Takarkori. Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma.


La ricerca, pubblicata su Nature, ha rivelato che gli individui di Takarkori discendono principalmente da un gruppo nordafricano che si separò dalle popolazioni dell'Africa sub-sahariana all’incirca nello stesso periodo in cui i lignaggi umani moderni si diffusero fuori dall'Africa, circa 50.000 anni fa. Questo gruppo, composto principalmente da pastori di bovini, rimase successivamente isolato mostrando una profonda continuità genetica nel Nord Africa a partire dalla fine dell'ultima era glaciale.

TK H1 zenithal view. Crediti foto: Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma.


Neolithic rock art. Crediti foto: Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma.


Neolithic rock art. Crediti foto: Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma.

Infatti la presenza di una minima componente genetica di origine non africana, suggerisce che l’allevamento del bestiame si sia diffuso nel Sahara Verde prevalentemente attraverso lo scambio culturale piuttosto che tramite grandi migrazioni, come da tempo ipotizzato dagli archeologi della Sapienza. Così l’assenza di tracce di ascendenza sub-sahariana nei genomi antichi, fa pensare che la zona non sia stata un corridoio di passaggio delle popolazioni dell’Africa settentrionale e quella sub-sahariana ma piuttosto un luogo di contatti e network. Lo studio inoltre getta nuova luce sull’ascendenza neandertaliana, mostrando che gli individui di Takarkori possedevano significativamente meno DNA neandertaliano rispetto agli esseri umani fuori dall’Africa, ma più rispetto agli africani sub-sahariani contemporanei.


Takarkori field camp 2003 2006. Crediti foto: Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma.

 

I nostri risultati suggeriscono che, sebbene le popolazioni nordafricane antiche fossero in gran parte isolate, ricevettero tracce di DNA neandertaliano attraverso il flusso genetico da fuori dell'Africa”, afferma Johannes Krause, direttore del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology e autore senior dello studio.

“È straordinario – dichiara Savino di Lernia, autore senior dello studio e direttore della Missione Archeologica nel Sahara della Sapienza - come il sito di Takarkori in Libia, scavato dalla missione della Sapienza tra il 2003 e il 2006, continui a regalare incredibili scoperte archeologiche: qui abbiamo le più antiche tracce di lavorazione del latte in Africa, oltre 7000, oggetto di una ricerca pubblicata sempre su Nature qualche anno fa, e le più antiche testimonianze di allevamento del continente africano, circa 8000 anni fa”. La ricerca sottolinea l'importanza del DNA antico per la ricostruzione della storia umana in regioni come il Nord Africa centrale, fornendo un sostegno indipendente alle ipotesi archeologiche. Facendo luce sul passato remoto del Sahara, aumentano le conoscenze degli spostamenti umani, delle loro relazioni culturali e dei meccanismi di affermazione dell’economia pastorale in questa regione chiave.



Foto in primo piano: TK H1 from south. Crediti: Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma.

 

 

Copyright 2025 Aurora International Journal. Vietata la riproduzione anche parziale dei presenti contenuti.

 

Numero di visite (3371)      Commenti (0)

Redazione Aurora Redazione Aurora

Altri post di Redazione Aurora

Archivio