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DAL CINEMA ALLA LIRICA: DOPO SCOLA, ECCO VANZINA (CON “TOSCA”) AL FESTIVAL PUCCINIANO domenica 17 luglio 20160

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Debutto assoluto nell’opera anche per il regista di film comici, che firma a Torre del Lago un allestimento curato e affascinante, che apre ...

Alitalia connette Roma e Città del Messico giovedì 16 giugno 20160

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La compagnia inaugura il suo secondo volo intercontinentale con il Ministro Dario Franceschini e l’Ambasciatore Juan José Guerra Abud

Enia Lucarelli, sessant’anni nella moda con un brevetto mercoledì 15 giugno 20160

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Dalla passione e dal genio di una bambina che nel 1955 ha inventato un nuovo metodo per creare moda, è nata la Scuola professionale di alta ...

Enia Lucarelli, il coraggio e la genialità di una grande donna e di una straordinaria creatrice di moda mercoledì 15 giugno 20160

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Negli stessi anni in cui nasceva a Firenze la moda italiana ad opera di Giovanni Battista Giorgini, Enia, enfant prodige della moda studiava e ...

Juan José Guerra Abud, Ambasciatore del Messico a Roma: “l’Italia è un Paese meraviglioso” mercoledì 15 giugno 20160

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“Stare qui per me è un arricchimento anche personale di cultura, conoscenza e spirito”. Fondamentale nel suo programma ...

ALBERTAZZI, ADDIO AD UN RE DEL PALCOSCENICO lunedì 30 maggio 20160

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Grandissimo attore, un monumento del teatro che ha unito classicità di stile e desiderio di utilizzare nuovi linguaggi. La scomparsa a ...

BARBER CELEBRATION A ROMA CON ANTIGA BARBEARIA DE BAIRRO domenica 29 maggio 20160

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Nel mare di Porto Cervo 15 regate nel calendario 2016 dello Yacht Club Costa Smeralda venerdì 6 maggio 20160

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Il prestigioso Trofeo Clemen inaugura il programma. L’anno prossimo i festeggiamenti del cinquantenario del Club

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2 apr 2025

Decifrati i primi genomi del “Sahara Verde”, risalenti a 7000 anni fa

Decifrati i primi genomi del “Sahara Verde”, risalenti a 7000 anni fa

Autore: Redazione Aurora / mercoledì 2 aprile 2025 / Categorie: Attualità, Scienze / Vota questo articolo:
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Un team internazionale guidato da ricercatori della Missione archeologica nel Sahara della Sapienza Università di Roma e dal Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, ha sequenziato i primi genomi antichi del cosiddetto “Sahara Verde”, un'epoca compresa tra 14.500 e 5.000 anni fa in cui il deserto del Sahara era una savana verde, ricca di specchi d’acqua che favorivano l'insediamento umano e la diffusione del pastoralismo.                                                                                                                                                                                        


Takarkori rock shelter seen from the wadi. Crediti foto: Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma.


Analizzando il DNA di due individui naturalmente mummificati di circa 7000 anni fa, scoperti nel riparo sotto roccia di Takarkori, nel sud-ovest della Libia dagli archeologi della Sapienza e del Department of Antiquities di Tripoli, è emerso, come riporta la Sapienza in una nota, che essi appartenevano a un lignaggio genetico nordafricano a lungo isolato e ora estinto.


View of Takarkori rock shelter from west. Crediti foto: Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma. 



Excavations a Takarkori. Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma.

 


Excavations a Takarkori. Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma.


La ricerca, pubblicata su Nature, ha rivelato che gli individui di Takarkori discendono principalmente da un gruppo nordafricano che si separò dalle popolazioni dell'Africa sub-sahariana all’incirca nello stesso periodo in cui i lignaggi umani moderni si diffusero fuori dall'Africa, circa 50.000 anni fa. Questo gruppo, composto principalmente da pastori di bovini, rimase successivamente isolato mostrando una profonda continuità genetica nel Nord Africa a partire dalla fine dell'ultima era glaciale.

TK H1 zenithal view. Crediti foto: Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma.


Neolithic rock art. Crediti foto: Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma.


Neolithic rock art. Crediti foto: Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma.

Infatti la presenza di una minima componente genetica di origine non africana, suggerisce che l’allevamento del bestiame si sia diffuso nel Sahara Verde prevalentemente attraverso lo scambio culturale piuttosto che tramite grandi migrazioni, come da tempo ipotizzato dagli archeologi della Sapienza. Così l’assenza di tracce di ascendenza sub-sahariana nei genomi antichi, fa pensare che la zona non sia stata un corridoio di passaggio delle popolazioni dell’Africa settentrionale e quella sub-sahariana ma piuttosto un luogo di contatti e network. Lo studio inoltre getta nuova luce sull’ascendenza neandertaliana, mostrando che gli individui di Takarkori possedevano significativamente meno DNA neandertaliano rispetto agli esseri umani fuori dall’Africa, ma più rispetto agli africani sub-sahariani contemporanei.


Takarkori field camp 2003 2006. Crediti foto: Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma.

 

I nostri risultati suggeriscono che, sebbene le popolazioni nordafricane antiche fossero in gran parte isolate, ricevettero tracce di DNA neandertaliano attraverso il flusso genetico da fuori dell'Africa”, afferma Johannes Krause, direttore del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology e autore senior dello studio.

“È straordinario – dichiara Savino di Lernia, autore senior dello studio e direttore della Missione Archeologica nel Sahara della Sapienza - come il sito di Takarkori in Libia, scavato dalla missione della Sapienza tra il 2003 e il 2006, continui a regalare incredibili scoperte archeologiche: qui abbiamo le più antiche tracce di lavorazione del latte in Africa, oltre 7000, oggetto di una ricerca pubblicata sempre su Nature qualche anno fa, e le più antiche testimonianze di allevamento del continente africano, circa 8000 anni fa”. La ricerca sottolinea l'importanza del DNA antico per la ricostruzione della storia umana in regioni come il Nord Africa centrale, fornendo un sostegno indipendente alle ipotesi archeologiche. Facendo luce sul passato remoto del Sahara, aumentano le conoscenze degli spostamenti umani, delle loro relazioni culturali e dei meccanismi di affermazione dell’economia pastorale in questa regione chiave.



Foto in primo piano: TK H1 from south. Crediti: Archivio Missione Archeologica nel Sahara. Sapienza Università di Roma.

 

 

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