it-ITen-USes-ESba-RU

Sir John Eliot Gardiner: Premio Una vita nella musica 2017, a La Fenice di Venezia giovedì 8 giugno 20170

Sir John Eliot Gardiner: Premio Una vita nella musica 2017, a La Fenice di Venezia

Il Premio Giovani alla musicologa Liana Puschel, al gruppo Mdi Ensemble e al compositore Daniele Ghisi

Sostenibilità e trasparenza delle filiere ittiche: il progetto dei consumatori giovedì 8 giugno 20170

Sostenibilità e trasparenza delle filiere ittiche: il progetto dei consumatori

Alla Fortezza Vecchia di Livorno un workshop organizzato dal Centro Tecnico per il Consumo, per educare ad un consumo responsabile.

SAUDADE E MAGIC CARPET CUBED Vincono la  LORO PIANA SUPERYACHT REGATTA domenica 4 giugno 20170

SAUDADE E MAGIC CARPET CUBED Vincono la LORO PIANA SUPERYACHT REGATTA

Si è conclusa a Porto Cervo la 10^ edizione dell’evento dello Yacht Club Costa Smeralda dedicato ai superyacht

“Carta della trasparenza delle filiere”, siglato l’accordo a Firenze sabato 3 giugno 20170

“Carta della trasparenza delle filiere”, siglato l’accordo a Firenze

Affermare il diritto alla trasparenza, alla tracciabilità di filiera è l’obiettivo delle Associazioni dei Consumatori che ...

Promosso dal CTC nasce a Firenze un nuovo sistema di alleanze tra consumatori e associazioni di categoria domenica 28 maggio 20170

Promosso dal CTC nasce a Firenze un nuovo sistema di alleanze tra consumatori e associazioni di categoria

Verranno siglati 21 protocolli di intesa per migliorare i processi delle filiere produttive

NEL GORGO DELLA PASSIONE AMOROSA lunedì 8 maggio 20170

NEL GORGO DELLA PASSIONE AMOROSA

Un inedito dittico musicale per raccontare la tragica fine di due folli amori. Regia teatrale poco convincente di Emma Dante. Eccellente la ...

L’Equipaggio della Nave Scuola Cuauhtémoc all’Ambasciata del Messico in Italia  venerdì 5 maggio 20170

L’Equipaggio della Nave Scuola Cuauhtémoc all’Ambasciata del Messico in Italia

A commemorazione della visita in Italia, la messa a dimora di un albero di ahuehuete

UN BERRETTO PIENO DI RISATE giovedì 4 maggio 20170

UN BERRETTO PIENO DI RISATE

Valter Malosti riscrive per la scena il classico testo pirandelliano trasformandolo in un irresistibile e travolgente delirio comico.

RSS
Primo 65666768697071727374 Ultimo

4 nov 2015

“AIDA” A TORINO PER CELEBRARE LA RIAPERTURA DEL MUSEO EGIZIO

“AIDA” A TORINO PER CELEBRARE LA RIAPERTURA DEL MUSEO EGIZIO

Autore: Anonym / mercoledì 4 novembre 2015 / Categorie: Attualità, Musica, Teatro, Italia / Vota questo articolo:
Nessuna

La coincidenza con l’apertura del rinnovatissimo e grandemente ampliato Museo Egizio, ha spinto il teatro lirico di Torino, il Regio, ad un allestimento storicamente, se non addirittura archeologicamente, “fedele”, impeccabile, dell’”Aida”: riproduzioni di stele, statue e di iscrizioni geroglifiche campeggiavano nel foyer. Un Verdi, questo autunnale del Regio, agli antipodi di ogni logica di “modernizzazione” forzosa o di reinvenzione registica innovativa, più o meno azzardata e provocatoria. Del resto, la stessa “prima” di “Aida”, quasi 150 anni fa, fu realizzata esattamente con la stessa logica di aderenza rigorosa a quelli che erano i monumenti e il mondo iconografico dell’antico Egitto: ma erano altri tempi, certo, teatralmente parlando… Non per lui, però, William Friedkin, il grande regista di cinema (“Il braccio violento della legge”, “L’esorcista”), che ha firmato la regia dello spettacolo: non nuovo ad incursioni – comunque apprezzate – nella lirica, alla presentazione dell’opera torinese Friedkin si è detto fermamente contrario ad ogni attualizzazione avventurosa e arbitraria di questa così come di altre opere. Così, l’allestimento certamente pregiato e d’effetto realizzato da lui con Carlo Diappi, scenografo e costumista, potrebbe essere definito, alla fine, “tradizionale”: per la gioia della maggioranza degli spettatori della lirica, che si sente, con regie come questa, molto più a suo agio. Molti i momenti grandiosi o addirittura monumentali della messa in scena (cui gli studiosi del Museo Egizio hanno dato un contributo di consulenza specialistica): stupisce, semmai, e affascina suggestivamente, nello spettacolo, il riaffiorare di tratti primitivi del mondo egizio, in alcune immagini (soprattutto nella citazione di arcaiche e quasi primordiali simbologie religiose) o in alcuni costumi o acconciature, insoliti alla vista quanto filologicamente esatti. Friedkin racchiude tutta la storia verseggiata da Antonio Ghislanzoni tra due baci appassionati e teneri tra Aida e Radames: il primo, all’inizio della vicenda, addirittura durante il Preludio, il secondo nella tomba in cui i due stanno per morire, sepolti vivi. Il regista americano ha mostrato la sua mano ed esperienza nella guida della recitazione dei cantanti, chiamati anche a trasformarsi in autentici attori: a cominciare dai tre protagonisti, Kristin Lewis (Aida), Marco Berti (Radames), Anita Ravchevelishvili (Amneris) capaci anche di qualche finezza e di disegnare sfumature degne di nota. Di ottimo livello – soprattutto - è la parte musicale dello spettacolo: Gianandrea Noseda, sul podio dell’ottima orchestra del Regio, si conferma uno dei “verdiani” più affidabili di questi anni, navigando nel mare magico della partitura verdiana con plasticità e sicurezza. Molto bella, delicata, lirica, l’esecuzione del Preludio, che è parso rivelare – grazie al direttore e agli strumentisti – preziosità musicali e poetiche ancora maggiori di quelli già ben note. La Lewis è un’Aida, oltre che di grande presenza teatrale, di altissimo valore: la sua è una voce passionale e colma di colori emotivi e drammatica, vigorosa eppure capace di diventare celestiale quando è necessario. Scura, corposa, tragica la vocalità dell’Amneris, bruciata dall’amore, della Rachvelishvili, dal volto a lungo completamente dipinto d’oro. Marco Berti, una certezza – non da oggi - del panorama operistico, è un tenore davvero d’altri tempi: nel senso migliore del termine, con i suoi accenti luminosamente chiari ed eroici. Bravi anche gli altri: Giacomo Prestia, un Ramfis minaccioso e torvo, Mark S. Doss il “barbaro” Amonasro (insoddisfacente, però, come attore) e In-Sung-Sin che padroneggia perfettamente la lingua e dà al Re un rilievo e una personalità più accentuati di quanto normalmente accade. Sono gradevoli e disinvolti gli inserti ballettistici coreografati da Marc Ribaud e Anna Maria Bruzzese. Il Coro del Regio si conferma di innegabile qualità.

Copyright 2015 Aurora International Journal - Aurora The World Wide Interactive Journal.
 Vietata la riproduzione anche parziale dei presenti contenuti.

Numero di visite (25751)      Commenti (0)

Archivio