it-ITen-USes-ESba-RU

Il Trapani Calcio trionfa e vola in serie B Sunday, May 12, 20130

Il Trapani Calcio trionfa e vola in serie B

Il cuore di Trapani batte color granata

Torna il Festival del cinema spagnolo a Roma Tuesday, May 7, 20130

Torna il Festival del cinema spagnolo a Roma

Dal 9 al 15 maggio Roma ospita la sesta edizione del Festival del cinema spagnolo. Molte le sorprese di quest'anno

AGLI INGLESI DEL TEAM AQUA LA RC44 TRAPANI CUP Monday, May 6, 20130

AGLI INGLESI DEL TEAM AQUA LA RC44 TRAPANI CUP

I campioni della vela entusiasti della città siciliana e del suo mare

RC44 TRAPANI CUP DI VELA, DOMANI IL GRAN FINALE Saturday, May 4, 20130

RC44 TRAPANI CUP DI VELA, DOMANI IL GRAN FINALE

Il maltempo ferma (in parte) le gare di oggi, sabato; troupe tv da tutto il mondo per seguire la competizione.

RC44 TRAPANI CUP: PASSANO IN TESTA GLI INGLESI, SALE IL TEAM ITALIA Friday, May 3, 20130

RC44 TRAPANI CUP: PASSANO IN TESTA GLI INGLESI, SALE IL TEAM ITALIA

Cresce ancora l’interesse per la competizione velistica internazionale in corso in Sicilia

World Press Photo 2013 Friday, May 3, 20130

World Press Photo 2013

Torna a Roma l'esposizione dedicata a uno dei concorsi di fotogiornalismo più importanti al mondo

UN PONTE TRA AQABA E LA PROVINCIA DI TRAPANI Thursday, May 2, 20130

UN PONTE TRA AQABA E LA PROVINCIA DI TRAPANI

Pietà Popolare a Conversano in Puglia Thursday, May 2, 20130

Pietà Popolare a Conversano in Puglia

La Sacra Iconografia in mostra

RSS
First 919293949596979899100 Last

4 Nov 2015

“AIDA” A TORINO PER CELEBRARE LA RIAPERTURA DEL MUSEO EGIZIO

“AIDA” A TORINO PER CELEBRARE LA RIAPERTURA DEL MUSEO EGIZIO

Author: Anonym / Wednesday, November 4, 2015 / Categories: News, music, Teatro, Italia / Rate this article:
No rating

La coincidenza con l’apertura del rinnovatissimo e grandemente ampliato Museo Egizio, ha spinto il teatro lirico di Torino, il Regio, ad un allestimento storicamente, se non addirittura archeologicamente, “fedele”, impeccabile, dell’”Aida”: riproduzioni di stele, statue e di iscrizioni geroglifiche campeggiavano nel foyer. Un Verdi, questo autunnale del Regio, agli antipodi di ogni logica di “modernizzazione” forzosa o di reinvenzione registica innovativa, più o meno azzardata e provocatoria. Del resto, la stessa “prima” di “Aida”, quasi 150 anni fa, fu realizzata esattamente con la stessa logica di aderenza rigorosa a quelli che erano i monumenti e il mondo iconografico dell’antico Egitto: ma erano altri tempi, certo, teatralmente parlando… Non per lui, però, William Friedkin, il grande regista di cinema (“Il braccio violento della legge”, “L’esorcista”), che ha firmato la regia dello spettacolo: non nuovo ad incursioni – comunque apprezzate – nella lirica, alla presentazione dell’opera torinese Friedkin si è detto fermamente contrario ad ogni attualizzazione avventurosa e arbitraria di questa così come di altre opere. Così, l’allestimento certamente pregiato e d’effetto realizzato da lui con Carlo Diappi, scenografo e costumista, potrebbe essere definito, alla fine, “tradizionale”: per la gioia della maggioranza degli spettatori della lirica, che si sente, con regie come questa, molto più a suo agio. Molti i momenti grandiosi o addirittura monumentali della messa in scena (cui gli studiosi del Museo Egizio hanno dato un contributo di consulenza specialistica): stupisce, semmai, e affascina suggestivamente, nello spettacolo, il riaffiorare di tratti primitivi del mondo egizio, in alcune immagini (soprattutto nella citazione di arcaiche e quasi primordiali simbologie religiose) o in alcuni costumi o acconciature, insoliti alla vista quanto filologicamente esatti. Friedkin racchiude tutta la storia verseggiata da Antonio Ghislanzoni tra due baci appassionati e teneri tra Aida e Radames: il primo, all’inizio della vicenda, addirittura durante il Preludio, il secondo nella tomba in cui i due stanno per morire, sepolti vivi. Il regista americano ha mostrato la sua mano ed esperienza nella guida della recitazione dei cantanti, chiamati anche a trasformarsi in autentici attori: a cominciare dai tre protagonisti, Kristin Lewis (Aida), Marco Berti (Radames), Anita Ravchevelishvili (Amneris) capaci anche di qualche finezza e di disegnare sfumature degne di nota. Di ottimo livello – soprattutto - è la parte musicale dello spettacolo: Gianandrea Noseda, sul podio dell’ottima orchestra del Regio, si conferma uno dei “verdiani” più affidabili di questi anni, navigando nel mare magico della partitura verdiana con plasticità e sicurezza. Molto bella, delicata, lirica, l’esecuzione del Preludio, che è parso rivelare – grazie al direttore e agli strumentisti – preziosità musicali e poetiche ancora maggiori di quelli già ben note. La Lewis è un’Aida, oltre che di grande presenza teatrale, di altissimo valore: la sua è una voce passionale e colma di colori emotivi e drammatica, vigorosa eppure capace di diventare celestiale quando è necessario. Scura, corposa, tragica la vocalità dell’Amneris, bruciata dall’amore, della Rachvelishvili, dal volto a lungo completamente dipinto d’oro. Marco Berti, una certezza – non da oggi - del panorama operistico, è un tenore davvero d’altri tempi: nel senso migliore del termine, con i suoi accenti luminosamente chiari ed eroici. Bravi anche gli altri: Giacomo Prestia, un Ramfis minaccioso e torvo, Mark S. Doss il “barbaro” Amonasro (insoddisfacente, però, come attore) e In-Sung-Sin che padroneggia perfettamente la lingua e dà al Re un rilievo e una personalità più accentuati di quanto normalmente accade. Sono gradevoli e disinvolti gli inserti ballettistici coreografati da Marc Ribaud e Anna Maria Bruzzese. Il Coro del Regio si conferma di innegabile qualità.

Copyright 2015 Aurora International Journal - Aurora The World Wide Interactive Journal.
 Vietata la riproduzione anche parziale dei presenti contenuti.

Number of views (26185)      Comments (0)

Archive