Si è appena
conclusa a Reykjavík in Islanda l’edizione 2025 dell’Arctic Circle Assembly, la
più importante rete internazionale dedicata all’Artico che ogni anno riunisce
governi, istituzioni di ricerca, ONG, associazioni e imprese per discutere il
futuro di una delle regioni più fragili e strategiche del mondo.
Oltre 2.000
partecipanti - tra cui scienziati, rappresentanti di governi, decisori
politici, rappresentanti di associazioni - provenienti da oltre 60 Paesi si
sono confrontati su temi cruciali quali i cambiamenti climatici, la sicurezza
artica, la diplomazia scientifica e lo sviluppo sostenibile. L’Italia ha
partecipato con un ruolo di primo piano con diverse istituzioni quali il
Consiglio nazionale delle ricerche che, attraverso l’Istituto di scienze polari
(Cnr-Isp), ha organizzato il panel Changing Arctic systems: scientific insights
and sustainable solutions e che dà notizia dell’evento in una nota. “All’Arctic
Circle Assembly ho portato la voce della ricerca italiana e in particolare
della comunità scientifica del Cnr che da anni studia l’Artico e la criosfera
come sistemi globali interconnessi”, ha dichiarato Giuliana Panieri, direttrice
del Cnr-Isp. “Il nostro impegno è comprendere i cambiamenti e tradurre la
ricerca in azione per la sostenibilità del pianeta”.

Panel Cnr-Isp. Da sinistra: Nicoletta Ademollo (Cnr-Isp); Giuliana Panieri (direttrice Cnr-Isp); Maria
Grigoratou (European Polar Board); David Hik (Polar Knowledge Canada). Crediti foto: Cnr.
La diplomazia
scientifica è stata al centro del panel Heading to the Rome Forum 2026: Italy’s
Role in the Changing Arctic, organizzato dall’Osservatorio Artico. “La scienza
non è solo sapere: è anche diplomazia, costruzione di fiducia e cooperazione”, ha
proseguito Giuliana Panieri nel suo intervento. “La science diplomacy oggi è
essenziale per mantenere aperto il dialogo internazionale e per rafforzare la
cooperazione scientifica in special modo in un contesto geopolitico complesso
come quello artico”.

Panel Osservatorio
Artico. Da sinistra: Alessandro Boero (Mur); Gunnar Rekvig (Sasakawa Peace
Foundation), Giuliana Panieri (direttrice Cnr-Isp); Fabrizio Orengo (direttore
Istituto idrografico della Marina), Agostino Pinna (Inviato speciale del MAECI
per l’Artico). Crediti foto: Cnr.
Agostino Pinna,
Inviato speciale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione
Internazionale per l’Artico, presentando le attuali politiche italiane per
l’Artico, ha dichiarato che “La presenza italiana all’Arctic Circle Assembly è
cresciuta di livello nel corso degli anni. Nell’edizione 2025 siamo stati
rappresentati a livello di Esteri, Difesa, MUR, Cnr e numerosi esperti
nazionali. La partecipazione del Sottosegretario alla Difesa Senatrice Rauti,
che ha lanciato l’Arctic Circle Forum Polar Dialogue del marzo 2026 a Roma, ha
in particolare costituito la sintesi del crescente sforzo del Sistema Paese per
allargare la prospettiva italiana sull’Artico”.

Sessione
conclusiva: Isabella Rauti, Sottosegretario di Stato per la Difesa e guida
della delegazione italiana a Reykjavik. Crediti foto: Cnr.
A conclusione dell’evento,
prosegue la nota del Cnr, è stata infatti annunciata l'apertura della call per
la sottomissione dei panel per il prossimo Arctic Circle Rome Forum Polar
Dialogue (https://www.arcticcircle.org/forums),
organizzato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dal Consiglio
nazionale delle ricerche in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri
(MAECI), con il coinvolgimento del Ministero della Difesa e del Ministero
dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’evento si svolgerà il 3 e il 4
marzo 2026 nella sede centrale del Cnr di Roma e sarà supportato dal Dipartimento di scienze
del sistema terra e tecnologie per l'ambiente (Dsstta-Cnr). La Senatrice Isabella Rauti, Sottosegretario
di Stato per la Difesa e guida della delegazione italiana a Reykjavik, cui
partecipano il MUR, il MAECI e il Cnr, ha concluso: “L’Italia è consapevole che
la regione artica vive una fase di profonde trasformazioni con il progressivo
scioglimento dei ghiacci, causato dai cambiamenti climatici, l’apertura di
nuove rotte marittime e commerciali ed il rischio di uno sfruttamento selvaggio
delle sue risorse naturali, terre rare e materie prime strategiche; un
ecosistema fragile e nevralgico che va protetto con impegni ed obiettivi comuni
e con la cooperazione scientifica per uno sviluppo pacifico. Anche a Reykjavík
abbiamo confermato il sostegno italiano al Consiglio Artico ed alla sua governance
dialogica ed inclusiva, esercitata in un momento di instabilità pervasiva
globale e di ritorno di politiche minacciose”.
In primo piano: Incontro
bilaterale Delegazione italiana e Arctic Circle. Crediti foto: Cnr.
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