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Il Costume come opera d’arte. Vent’anni di Atelier Pietro Longhi martes, 16 de diciembre de 20140

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“I VOLTI DELL’ALIENAZIONE”, UNA MOSTRA PER LA CHIUSURA DEGLI OPG lunes, 15 de diciembre de 20140

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ROBERTO BOLLE: LA GRANDE DANZA PER TUTTI  lunes, 8 de diciembre de 20140

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Anche con il suo tour 2014-2105 il divo del balletto riempie i palasport. In sala pubblico giovane, quasi da concerto rock e pop

CARLOS JAICO CARRANZA, UNA GRANDE, CONCRETA SPERANZA PER IL PERU’ viernes, 28 de noviembre de 20140

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Fondatore e presidente del partito “Cambia Perù”, il suo impegno si estende dalla lotta alla corruzione alla realizzazione dei ...

IL LAGO DEI CIGNI OVVERO IL CANTO jueves, 13 de noviembre de 20140

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VALZER PER UN DRONE domingo, 9 de noviembre de 20140

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Hydropolis - Mechanical Fishes in mostra a Siena domingo, 2 de noviembre de 20140

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GANGSTER ALLA CORTE D’INGHILTERRA martes, 28 de octubre de 20140

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6 dic. 2012

La Tavola Doria torna in Italia

La Tavola Doria torna in Italia

Author: Anonym / jueves, 6 de diciembre de 2012 / Categories: Realidad, Arte, Italia / Rate this article:
3.0

Strano destino quello della Tavola Doria. Il dipinto cinquecentesco, chiamato anche “Gruppo di cavalli”, che ha la sfortuna di rappresentare con un linguaggio figurativo molto vicino a quello di Leonardo da Vinci un momento saliente della Battaglia di Anghiari – la lotta per lo stendardo – è tornato in Italia, dopo aver fatto perdere le proprie tracce per circa settant’anni. A donarlo è niente meno che il Fuji Art Museum di Tokyo.

Se non è dato sapere con esattezza come ha fatto un olio su tela di incerta attribuzione, ma assicurato per un valore di circa diciotto milioni di euro, a raggiungere il Giappone, quello che non si può non notare è come, dalle culture millenarie d’oriente, gli occidentali abbiano ancora molto da imparare. “Pensiamo e agiamo per contribuire alla cultura mondiale; l’importanza della ricerca e la possibilità di mostrare questo dipinto al maggior numero di persone possibile è un’occasione imperdibile per l’arte stessa”, afferma il direttore del Fuji Art Museum Akira Gokita. In quest’ottica si inquadrano, infatti, gli accordi sulla donazione: l’opera resterà esposta fino al 13 gennaio 2013 al Quirinale per passare poi all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, dove potrà essere analizzata; da qui inizierà una nuova serie di viaggi. Per ventisei anni la Tavola Doria viaggerà fra il Giappone e l’Italia, dove resterà in modo definitivo, probabilmente agli Uffizi di Firenze. L’idea fondante di quest’operazione è quella di avviare un prolifico scambio culturale fra i due Paesi le cui rispettive storie artistiche sono fonte inesauribile di meraviglia.

Il recupero della tavola è da attribuire al merito del Comando Carabinieri Patrimonio Culturale che, dalla fine degli anni ’30, periodo in cui il dipinto ha preso la via dell’estero, hanno condotto indagini fino a rintracciarla nel Museo nipponico che l’aveva acquistata in buona fede.

Se questa fosse una favola, sarebbero molte le lezioni da trarne: da una privata per la famiglia Doria, a cui vanno solo le domande sul come e perché si sia privata di tale capolavoro; allo stato italiano che, seppur in un momento difficile della sua storia, non ha saputo tenere stretta un’opera d’are il cui valore, a prescindere dalla paternità, è pressoché inestimabile; alla buona fede dei giapponesi che hanno acquistato (a cuor leggero?) un “quasi” Leonardo da Vinci. Se, ancora, di favola si trattasse, si potrebbe chiosare con un “tutto è bene quel che finisce bene” ma, in questa particolare circostanza, sembra molto più realistico abbandonarsi a un liberatorio sospiro di sollievo con l’augurio che tali doni, per quanto graditi, non si debbano più ricevere.

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