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Nell’ex carcere delle Murate esposti (e in vendita) i dipinti dei detenuti della Toscana jueves, 24 de marzo de 20160

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È un’iniziativa dell’Associazione Volontariato Penitenziario di Firenze

Un “Mefistofele” grandioso e spettacolare: da rivalutare l’opera di Arrigo Boito da Goethe jueves, 24 de marzo de 20160

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Il direttore Francesco Pasqualetti sottolinea i valori musicali di una partitura sottovalutata nello spettacolo che ha debuttato a Pisa

LORO PIANA CARIBBEAN REGATTA: LOTTA PER IL SUCCESSO FINO ALL’ULTIMO METRO IN TUTTE LE CLASSI lunes, 14 de marzo de 20160

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Conclusa un’edizione perfettamente riuscita della manifestazione dello Yacht Club Costa Smeralda nella sua sede invernale nelle Isole ...

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Nuovi collegamenti con Cile e Messico mentre riprendono quelli con Los Angeles e Chicago. Aumenta il numero dei voli Nord-Sud Italia

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Nel suo programma: rafforzare la relazione politica, bilanciare la relazione economica, incrementare l’alleanza scientifico-culturale, ...

Isole Vergini Britanniche: al via la prestigiosa Loro Piana Caribbean Regatta  miércoles, 9 de marzo de 20160

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Record di partecipazione con 21 superyacht a vela e 8 imbarcazioni per la parte Rendezvous della manifestazione

“I pescatori di perle”; le melodie di Bizet conquistano il pubblico dell’Opera di Firenze viernes, 26 de febrero de 20160

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Torna un’opera quasi del tutto uscita dalla programmazione dei teatri lirici

Attenzione al Cryptolocker, nuova ondata di attacchi	domingo, 14 de febrero de 20160

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18 jul. 2020

Dimmi Tiresia, al Teatro Romano di Volterra

Dimmi Tiresia, al Teatro Romano di Volterra

Author: Redazione Aurora / sábado, 18 de julio de 2020 / Categories: Realidad, Teatro, Italia, Toscana / Rate this article:
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Dimmi Tiresia, con Luisa Stagni che cura anche la regia, Luca Piomponi, Lucrezia Serafini, con Ensemble vocale Ottava giusta - Alessandra Corso, Laura Felice, Marina Madeddu, Carla Tavares -  composizioni vocali Arman Azemoon, prodotto da Opera Decima, andrà in scena domani, domenica 19 luglio, ore 21:30 sul palco del Teatro Romano, nel programma del Festival Internazionale Teatro Romano Volterra. Dimmi Tiresia, scrittura teatrale inedita di Luisa Stagni (attrice, regista e drammaturga) nasce nel 2015, come lirica dell’ascolto: l’autrice, resa cieca da una malattia, approfondisce e concentra la sua ricerca sulla percezione, sensoriale e relazionale, come metodo e formazione dell’attore. Dopo CieKaPuk e Via Calafrutti 30, con Dimmi Tiresia la cecità non è più uno status di menomazione, ma la condizione - quasi necessaria – per la conoscenza. La leggenda dell’indovino suo malgrado, che si trasformò in donna per poi, passati sette anni, tornare nuovamente ad essere uomo e successivamente, per un parere non gradito a Hera fu accecato (altri attribuiscono il fatto ad Atena) e in parte compensato da Zeus con la preveggenza e il dono di vivere sette generazioni, è la narrazione antica, il tramite necessario per irrompere nel contemporaneo. Quel Tiresia del mito, interpellato da re ed eroi, da tutti chiamato per rispondere su un futuro da ognuno disatteso, testimone di vicende tanto sconvolgenti quanto prevedibili e preannunciate, l’uomo stremato dall’insistente domanda: “dimmi Tiresia, dimmi…”, forse – oggi - non serve più. La contemporaneità è diventata il luogo dell’astratto, dell’immediato scisso da ogni legame con se stessi e con la comunità, distante tanto da un passato condiviso come da un futuro. Il naturale fondamento dell’umanità – la relazione – muore per l’indifferenza di scelte e visioni. Il futuro diviene pura espressione verbale mentre – per esistere – esigerebbe un presente nella sua piena vitalità emotiva e razionale. L’assenza di futuro è il nichilismo dell’assoluto presente. Con la resa di ogni desiderio, quesito, aspirazione ad un presente onnivoro e consumato, il futuro è divorato e Tiresia definitivamente silenziato.Questi e altri pensieri attraversano il nostro Tiresia, un omino in nero, quasi un Charlot, incastonato in un vecchio coro ligneo. Ai lati una donna e un uomo, giovani, quasi novizi di un rito arcaico, danzano quella giovinezza ambivalente di un Tiresia ancora vedente … poi il coro testimone, umanità questuante… tutto questo per una messinscena in teatrodanza.

 

 




 

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