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Islamic Banking, non-interest banking lunedì 7 gennaio 20190

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Secondo la legge è il denaro non può essere generato da altro denaro bensì dal lavoro. Etica e sostenibile, la banca è ...

Oltre il testo, dentro il mito venerdì 19 ottobre 20180

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Dopo la “prima mondiale” al Teatro di Pompei ha debuttato all’Olimpico di Vicenza, nello spazio scenico per cui è stato ...

L’incanto cromatico e la spiritualità nelle opere di Karl Stengel in mostra a Genova mercoledì 10 ottobre 20180

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Al Museo di Sant’Agostino sono esposte (fino al 23 novembre) le opere dell’artista scomparso nel 2017.

Compie 16 anni il Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra venerdì 6 luglio 20180

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Tra gli spettacoli anche uno “studio” su Salomè realizzato e diretto da Simone Migliorini.

La sicurezza delle filiere tessili al centro del convegno “CHIMICA, MODA E SALUTE” giovedì 21 giugno 20180

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A Milano il convegno organizzato dall’Istituto Superiore della Sanità con Accredia, sui rischi delle sostanze chimiche utilizzate nel ...

A Chianciano Terme, “TI PORTO UN GIARDINO COLMO DI INCANTI giovedì 14 giugno 20180

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Nella celebre località termale, tra i linguaggi dell’arte, della poesia, della scienza, si svolgerà dal 15 al 17 giugno una ...

“Rose inquiete”, arte contemporanea al Museo fiorentino di Preistoria martedì 29 maggio 20180

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La collettiva è ideata da Beth Vermeer con le opere di Laura Fonsa, Elena Mantovani, Laura Peres, Irene Puglisi.

Da Capricci del ‘900 una nuova idea di drammaturgia contemporanea sabato 5 maggio 20180

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21 gen 2013

Anime di Materia

Anime di Materia

Autore: Anonym / lunedì 21 gennaio 2013 / Categorie: Attualità, Arte, Italia / Vota questo articolo:
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Titolo suggestivo per la personale dell’artista libico Ali Wak Wak ospitata dal Complesso del Vittoriano a Roma. Fino al 28 febbraio le sue “Anime di Materia” raccontano una storia tanto recente quanto intimamente connessa al lungo regime dittatoriale di Gheddafi.
Attraverso il riuso di residuati bellici, Wak Wak costruisce sculture il cui volto ha l’ironia di chi non si è lasciato sconfiggere dalla violenza; opere quasi vocali tanto è forte il messaggio che ne scaturisce. Tutte nate dopo l’aprile 2011, queste creature possiedono i tratti più intimi dell’arte primitiva, capace di evocare il buio o la luce con un semplice taglio sul rame, e tutta la carica vitale della “primavera araba”.
Dal lungo Muro dell’identità di elmetti/teste che aprono il percorso espositivo ed osservano, lungo buona parte di esso, i visitatori, quella che segue è una galleria di animali “fantastici” – per dimensioni e carattere ora reale ora fiabesco – uomini dallo sguardo triste e bambini che sembrano giocare alla guerra imbracciando fucili grandi il doppio di loro. Per quanto immerse in una sorta di poesia triste, queste sculture sono più che mai simbolo di una tragica realtà: il desiderio di rinascita della Libia è forte, ma la sua immagine agli occhi del mondo, la sua posizione politica e il destino della sua gente dipendono soprattutto dalle scelte che sarà capace di fare nei prossimi anni. L’arte, anche questa volta, dà voce a un sentimento incerto. Quello che si può plasmare in poche ore o in alcuni giorni – per ogni opera è indicato il “tempo di assemblaggio” – con i resti della guerra, è la parafrasi ora di ciò che nessuno vorrebbe mai più vivere e sopportare, ora dei desideri di un popolo appena liberato.
“Grazie, perché vi siete caricati delle nostre preoccupazioni. La Libia deve, vuole e sta diventando un paese aperto; questa mostra è l’inizio di un dialogo di civiltà fra Roma e il nostro Paese e non l’espressione, come in passato, di interessi personali.” Bahiya Alamen Kanoun, presidentessa del comitato che segue le vittime di guerra, ha salutato così, in conferenza stampa, l’iniziativa.
L’esposizione, promossa da Health Ricerca e Sviluppo, spin-off dell’Università di Bologna impegnata nel settore scientifico sanitario, in collaborazione con Camera di Commercio di Roma, si avvale del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Presidenza della Regione Lazio e di Roma Capitale, nonché del Ministero degli Esteri, del Ministero della Cultura di Libia, Charity Libyan Disable e il King Senussi’s Castle Museum di Bengasi. Sostenuta da Eni e organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando per la curatela di Elena Croci.

L’ingresso gratuito, più che un incentivo per visitarla, è un biglietto speciale per scoprire un aspetto diverso di qualcosa che il mondo intero ha seguito, da lontano, con il fiato sospeso.

  Foto di Oliviero Olivieri

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