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“Amour de loin” di Alma Daddario con Silvia Siravo e Simone Migliorini a Radio Vaticana mercoledì 13 gennaio 20210

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Proseguono con successo le produzioni del Festival Internazionale Teatro Romano Volterra. Grandi storie d’amore del passato prendono vita ...

 Costituita oggi a Roma l’Associazione Economica Messico – Italia mercoledì 28 ottobre 20200

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La sua missione sarà quella di favorire gli scambi commerciali, scientifici, artistici, turistici e culturali tra l’Italia ed il ...

Marilena Rizzo Presidente del Tribunale di Firenze con una nuova cultura della giustizia e con progetti che hanno ricevuto onori internazionali mercoledì 28 ottobre 20200

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“È necessario - afferma - avere uno sguardo non strettamente limitato alla decisione sulla controversia, ma vedere il servizio in ...

Il “Día de Muertos”, Patrimonio Immateriale dell’Umanità, in Italia con un serie di eventi organizzati dall’Ambasciata del Messico mercoledì 28 ottobre 20200

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A Roma l’ampio programma che si svolgerà tra la sede dell’Ambasciata, l’Istituto Cervantes e il Museo delle ...

Ottavio Rossani è il vincitore del XXII Premio Letterario Camaiore - Francesco Belluomini venerdì 25 settembre 20200

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Il poeta e giornalista, autore di diverse raccolte di versi, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento nell’edizione del 2020, con “La ...

Seminario di promozione economica del Messico per gli imprenditori della regione Marche giovedì 24 settembre 20200

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L’evento si è svolto nella sede dell’Ambasciata del Messico in Italia.

Volterra 2022, due eventi per presentare il dossier per la candidatura a Capitale italiana della Cultura mercoledì 16 settembre 20200

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Gli appuntamenti del fine settimana a Villa Cristaldi (venerdì 18) e al Teatro Persio Flacco (sabato 19).

L’inferno di Moria: quale Europa? domenica 13 settembre 20200

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Al Teatro Instabile di Firenze, lunedì 14 settembre (ore 19:00), l'incontro organizzato dal Movimento civile Umani per R-esistere sulla ...

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2 mar 2013

Arte in Giappone

Arte in Giappone

Autore: Anonym / sabato 2 marzo 2013 / Categorie: Attualità, Arte, Italia / Vota questo articolo:
1.0
“Arte in Giappone 1868 | 1945”. Dietro alla semplicità di questo titolo c’è tutto il mistero di un’Oriente che la nostra parte di mondo, spesso anche quella porzione più colta, ignora. La spinta ad iniziare un percorso di ricerca, approfondimento o soltanto lo sfizio di godere di un diversivo al caos pop dell’Occidente contemporaneo, la dà la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma con una doppia esposizione. Dal 26 febbraio al 5 maggio, infatti, si avvicenderanno due tranche di veri capolavori provenienti dal Paese del Sol Levante: molte delle opere in mostra saranno sostituite, il primo aprile, con pezzi degli stessi autori e dello stesso valore simbolico, culturale e artistico.

Scelta obbligata e non vezzo dei curatori; l’intelletto e la creatività giapponesi si rappresentano, quasi sempre, su supporti troppo fragili, primo su tutti la seta – e in seta sono i pannelli dei paravento che accolgono i visitatori. Dietro ad essi l’universo privato dell’oriente si rivela, ad ogni passo, con tutta la forza di una tradizione millenaria e l’incertezza nell’aprirsi alle fascinazioni che dall’Europa e dall’America hanno fatto sentire la propria eco fino al Giappone. “Dal 1868, è iniziato un intenso periodo di industrializzazione e occidentalizzazione del Paese che ha influenzato anche la società e la cultura. Gli artisti hanno iniziato un percorso di ricerca, studiando le diversità fra due mondi così lontani per capire come, e se, integrarle nel proprio patrimonio” – spiega il direttore del National Museum of Modern Art di Kyoto Ozaki Maasaki, qui in veste di curatore, insieme a Matsubara Ryuichi, Senior Curator nello stesso museo.

Suddivisa in tre sezioni, a sottolineare le tre fasi di acquisizione, maturazione ed elaborazione dell’”altro”, la mostra permette una vera riflessione sulla diversità. Il Giappone di metà Ottocento è, evidentemente, un altro mondo, ancora rurale, dove il tempo è scandito dalle tradizioni e dalla natura, non dall’orologio: i colori e gli inchiostri su seta e su carta, quasi sempre in rotolo, hanno, nella mano di ciascun artista, il comune denominatore della tecnica che si fa linguaggio per chi osserva – e mistero per chi non ha familiarità con quella cultura. Con l’avvicendarsi del nuovo secolo la natura e le bestie feroci (che nelle dimensioni e nella veridicità dei loro tratti incutono vero timore), diventano secondari, a volte ornamento, e l’attenzione oscilla fra l’olimpo delle divinità, ri-rappresentate in chiave mitologico-moderna, quasi a cercarne un conforto e una risposta, e il ritratto che si fa sempre più figurativo. L’incalzare veloce degli anni Nouveau, che si sono presto trasformati in Déco e in Futurismo e tutte le altre spinte all’evasione da ogni tipo di canone, si sono sedimentati come i resti di una marea sulle coste dell’arte giapponese che, forse più disorientata che soddisfatta del risultato, ha prodotto ibridi in stile simil- quanto detto precedentemente. Nonostante lo smarrimento è rimasto un ordine formale disarmante che, più di tutto, si riassume nella nomenclatura dettagliata dei pezzi prodotti – “oggetto decorativo a forma di aquila” basti come esempio.

Capolavori, meravigliose tracce della bellezza del diverso, anche nella piccola e comunque originale parentesi occidentalizzante, da ammirare per ritrovare il gusto, una volta tanto in questo tempo di risposte ad ogni costo, di porsi delle domande.

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