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CACCIA AI CERVI D'ABRUZZO SOSPESA FINO AL 7 NOVEMBRE DAL CONSIGLIO DI STATO lunedì 14 ottobre 20240

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Da ENEA 10 consigli sul corretto utilizzo degli impianti di riscaldamento. Prima indicazione: attenzione alla temperatura dell’acqua che arriva ai termosifoni. lunedì 14 ottobre 20240

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 PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA: LE INTEGRAZIONI FORNITE DA STRETTO DI MESSINA SPA NON RISOLVONO L'IMPATTO GRAVISSIMO E IRREVERSIBILE lunedì 14 ottobre 20240

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Un team di ricercatori dell’INGV e dell’INFN ha realizzato e posizionato sui fondali del Mar Ionio una strumentazione sofisticata e ...

Almanacco della Scienza - Cnr: on line il nuovo numero su lingua e linguaggi lunedì 14 ottobre 20240

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In occasione della “Settimana della lingua italiana” (14 al 20 ottobre 2024), il prestigioso magazine, con il supporto delle ...

Assegnato ad ENEA il Premio Impatto 2024 per la categoria Pubblica Amministrazione venerdì 11 ottobre 20240

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Tra i principali risultati del progetto, spicca il primo Catasto Energetico Unico, sviluppato in Sicilia in collaborazione con la Regione. ...

CONDANNATO PER FURTO VENATORIO venerdì 11 ottobre 20240

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WWF: risultato che premia i nostri sforzi sul territorio e nelle aule di giustizia.

IO NON RISCHIO: al via la campagna per la promozione delle buone pratiche di protezione civile venerdì 11 ottobre 20240

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8 mar 2015

ALESSANDRA FERRI: DANZARE (MEGLIO DI PRIMA) A CINQUANT'ANNI

ALESSANDRA FERRI: DANZARE (MEGLIO DI PRIMA) A CINQUANT'ANNI

Autore: Anonym / domenica 8 marzo 2015 / Categorie: Attualità, Danza, Italia, Toscana / Vota questo articolo:
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"Interpreto per la prima volta 'Le jeune homme et la mort' in Italia – a Firenze, al nuovo Teatro dell'Opera – e questo è un modo, per me, per rendere omaggio al suo creatore, Roland Petit. Alessandra Ferri, tornata ormai al palcoscenico da circa tre anni, affronta – in coppia con Yonah Acosta o, in altre repliche, con Denys Cherevychko - a tre anni e mezzo dalla morte di Petit, il breve, celeberrimo balletto del grande coreografo, creato nel 1946 su soggetto di Jean Cocteau e poi diventato cavallo di battaglia di innumerevoli, prestigiose stelle della danza. "Quando, circa dieci anni fa, decisi di lasciare le scene – continua Alessandra – Petit ne fu molto dispiaciuto, addolorato, anzi si arrabbiò con me e mi sgridò tantissimo".
Tornando, dopo sette anni di interruzione, alla danza, lei, in fondo, gli ha dato ragione...
Direi di sì. Però anche questa pausa è stata importante. Mi è servita a chiarirmi molte cose, anche dentro di me.
Lei non ama – a proposito di questo nuovo periodo della sua attività – sentir parlare di 'seconda carriera': per la verità, non ama in generale il termine 'carriera'.
E' vero.... Diciamo che ho voltato pagina, e ho cominciato un nuovo percorso che ancora non so neanche dove mi porterà. Sul piano artistico, la differenza sta nel fatto che adesso – a parte 'Le jeune homme et la mort' - faccio solo ruoli creati per me, come nel recente 'Cheri' da Colette, e per me, l’Alessandra di oggi: una donna-artista di cinquant'anni, che ha una storia e un vissuto importanti alle spalle e dentro di sé.
La danza, secondo lei, non ha età?

Non è questo il punto: però io sono soddisfatta di rendere felici, con il mio essere in piena attività ancora adesso, tutte le ballerine di quaranta-cinquant'anni. Deve essere sfatato il pregiudizio, diffuso negli ultimi decenni, che le danzatrici devono avere tutte 25 anni, per essere capaci di grandi salti e acrobazie, di eccezionali virtuosismi tecnici, probabilmente belli da vedere, ma che non hanno nulla in comune con la vera essenza dell'arte e dell'espressività della danza.


In effetti, con l'abito giallo e la parrucca nera del personaggio sensuale e gelido, sprezzante e fatale della Morte che chiama ad un abbraccio letale un giovane pittore nella sua soffitta, Alessandra Ferri si muove con grande carisma e rigoroso fascino nei territori di una danza che non ha più nulla di acrobatico nè di virtuosistico, ma che è intensità espressiva nuda e profonda, raffinatezza interpretativa, classe ed emozione trattenuta e vigorosa insieme. Lo stesso Cocteau, peraltro, sosteneva che 'Le jeune homme et la mort' era una pantomima, anche se dilatava il suo linguaggio fino a diventare un balletto. 
Un trionfo annunciato le repliche – l'ultima sarà il 10 marzo – dello spettacolo nel nuovo teatro fiorentino, dove la Ferri fu già tra i protagonisti, a maggio, dell'Opening Gala dello spazio che ha sostituito il vecchio Comunale. La Passacaglia di Bach che fa da colonna sonora a “Le jueune homme et la mort” è eseguita all’organo da Andrea Severi. La serata è completata da un allestimento di Marina Bianchi dell'opera "Dido and Aeneas" di Purcell, diretta da Stefano Montanari (ottima l'esecuzione musicale, più discutibile la messa in scena). 




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