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CACCIA AI CERVI D'ABRUZZO SOSPESA FINO AL 7 NOVEMBRE DAL CONSIGLIO DI STATO lunedì 14 ottobre 20240

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Le Associazioni LAV, LNDC Animal Protection e WWF accolgono con soddisfazione la notizia della sospensione della caccia ai cervi in Abruzzo: una ...

Da ENEA 10 consigli sul corretto utilizzo degli impianti di riscaldamento. Prima indicazione: attenzione alla temperatura dell’acqua che arriva ai termosifoni. lunedì 14 ottobre 20240

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Dal 15 ottobre inizia la stagione dei riscaldamenti con l’accensione degli impianti nella fascia climatica E, che comprende molti grandi ...

 PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA: LE INTEGRAZIONI FORNITE DA STRETTO DI MESSINA SPA NON RISOLVONO L'IMPATTO GRAVISSIMO E IRREVERSIBILE lunedì 14 ottobre 20240

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Installato a profondità abissali MARINE HAZARD, osservatorio scientifico per lo studio delle aree meno accessibili di mari e oceani lunedì 14 ottobre 20240

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Un team di ricercatori dell’INGV e dell’INFN ha realizzato e posizionato sui fondali del Mar Ionio una strumentazione sofisticata e ...

Almanacco della Scienza - Cnr: on line il nuovo numero su lingua e linguaggi lunedì 14 ottobre 20240

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In occasione della “Settimana della lingua italiana” (14 al 20 ottobre 2024), il prestigioso magazine, con il supporto delle ...

Assegnato ad ENEA il Premio Impatto 2024 per la categoria Pubblica Amministrazione venerdì 11 ottobre 20240

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Tra i principali risultati del progetto, spicca il primo Catasto Energetico Unico, sviluppato in Sicilia in collaborazione con la Regione. ...

CONDANNATO PER FURTO VENATORIO venerdì 11 ottobre 20240

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WWF: risultato che premia i nostri sforzi sul territorio e nelle aule di giustizia.

IO NON RISCHIO: al via la campagna per la promozione delle buone pratiche di protezione civile venerdì 11 ottobre 20240

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18 giu 2013

Apre Pitti Uomo 84

Apre Pitti Uomo 84

Autore: Anonym / martedì 18 giugno 2013 / Categorie: Attualità, Moda, Italia, Toscana / Vota questo articolo:
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Secondo le stime del Sistema Moda Italia – Federazione Tessile e Moda Centro Studi, la moda maschile italiana archivia il 2012 con una dinamica di aumento pari a +1,6%. Nonostante questo dato, affermare che il settore goda di buona salute è prematuro, oltre che fuorviante e svilente.

Il trend positivo è dovuto a due fattori, uno incoraggiate per i mercati e uno desolante per chi la moda, quella vera, la crea: sono infatti in aumento le esportazioni sui mercati esteri e la produzione di maglieria. Essendo questi due dati strettamente legati, il ruolo della creatività sarà fondamentale nell’anno in corso. Per chi crede il contrario, ovvero che mercati e stile non possano accordarsi, ecco una smentita.

Niente da togliere a chi produce maglieria, considerando soprattutto che il settore è fra le eccellenze del sistema-moda italiano (e ha chiuso il 2012 con un +2,9%); quel che preoccupa è la perdita di punti percentuale – sia in fatto di esportazioni che di importazioni – del prodotto sartoriale, delle cravatte e della camiceria. Gli italiani stessi stanno lentamente smettendo di acquistare prodotti made in Italy; alle flessioni negative del sell-out di tutto lo scorso anno, si aggiungono quelle di inizio 2013, che si assesta su un -7,4%.

La sfida del 2013, e degli anni a venire, dovrebbe essere quella di ristabilire un equilibrio fra un tipo di produzione più commerciale, pop, che permetta di mantenere prestazioni positive sui mercati – scarificando un po’ di creatività – e un ritorno di fiducia verso chi investe sul lusso, sui nuovi talenti (non quelli che disegnano t-shirt) e sull’artigianato. Per fare questo basterebbe una politica di investimenti mirati: guadagnando 546 milioni in un anno attraverso le esportazioni, il surplus commerciale ha raggiunto il miliardo e mezzo di euro; Pitti Uomo ha il dovere di chiedere che ne venga messa in circolo almeno una parte. Se il futuro della moda maschile devono essere magliettine stampate, golfini da borghesucci al mare con impresso sul cartellino “hand made”, e pantaloni in jersey, allora tutto quanto detto sopra non ha più senso; Pitti Uomo non avrebbe bisogno di esistere e, al massimo, l’Italia potrebbe tenere per sé i pascoli per allevare le pecore.


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