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FESTIVAL DELLA SCIENZA 2024: appuntamento a Genova con le Sfide della contemporaneità mercoledì 23 ottobre 20240

FESTIVAL DELLA SCIENZA 2024: appuntamento a Genova con le Sfide della contemporaneità

Il capoluogo ligure ospiterà la XXII edizione della manifestazione che da anni avvicina scienziati, artisti e grande pubblico in un ...

G7 Sviluppo: apertura con una Conferenza Umanitaria sul Medio Oriente. Riuniti per la prima volta Libano, Palestina e Israele martedì 22 ottobre 20240

G7 Sviluppo: apertura con una Conferenza Umanitaria sul Medio Oriente. Riuniti per la prima volta Libano, Palestina e Israele

“Oggi abbiamo riunito per la prima volta rappresentanti di Libano, Palestina e Israele e li abbiamo fatti confrontare con i Paesi G7 e le ...

Festival della Scienza di Genova: il programma degli eventi Cnr martedì 22 ottobre 20240

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Ampia, anche quest’anno, la partecipazione del Consiglio nazionale delle ricerche alla manifestazione genovese, in programma dal 24 ...

Difesa: Il Ministro Crosetto ha incontrato il Ministro della Difesa dell'Arabia Saudita Principe Khalid Bin Salman Bin Abdulaziz martedì 22 ottobre 20240

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Rafforzata la cooperazione bilaterale in ambito difesa e geopolitico.

martedì 22 ottobre 20240

"Viaggio in Italia": inaugurazione della mostra all'Istituto Italiano di Cultura di Parigi il 7 novembre 2024

L’esposizione celebra l’anniversario dei quarant’anni del progetto fotografico ideato da Luigi Ghirri nel 1984, considerato una ...

“Vasari. Il teatro delle virtù”, presentata oggi la mostra al Ministero della Cultura martedì 22 ottobre 20240

“Vasari. Il teatro delle virtù”, presentata oggi la mostra al Ministero della Cultura

Nell’ambito del programma “Arezzo. La città di Vasari” organizzato nella ricorrenza del 450° anniversario della ...

Ippocampo, fondamentale per l’orientamento spaziale e la formazione di nuove memorie. Analizzati i meccanismi alla base della codifica delle informazioni contestuali nel cervello. martedì 22 ottobre 20240

Ippocampo, fondamentale per l’orientamento spaziale e la formazione di nuove memorie. Analizzati i meccanismi alla base della codifica delle informazioni contestuali nel cervello.

Lo studio è stato coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Si tratta di: “… un passo avanti ...

25 anni dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia: proseguono le celebrazioni alla Sede storica dell’Osservatorio Vesuviano lunedì 21 ottobre 20240

25 anni dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia: proseguono le celebrazioni alla Sede storica dell’Osservatorio Vesuviano

Nella storica Sede INGV alle pendici del Vesuvio si svolge il programma di eventi straordinari per raccontare le ricerche dell’Istituto ...

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14 mar 2014

LUCA RONCONI E IL MONDO SPREGIUDICATO DI “CELESTINA”

LUCA RONCONI E IL MONDO SPREGIUDICATO DI “CELESTINA”

Autore: Anonym / venerdì 14 marzo 2014 / Categorie: Attualità, Teatro, Italia / Vota questo articolo:
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Un panorama umano impietoso, spregiudicato, tra realistica crudezza e rifiuto – conseguente – di ogni abbellimento ideale o moralistico. E’ uno sguardo cinico e trasgressivo quello di Fernando de Rojas, autore del celebre “La Celestina” (1499) – ma il titolo autentico era “La tragicommedia di Callisto e Melibea” – che ora Luca Ronconi ha portato in teatro al Piccolo-Strehler di Milano nella concisa (fino a un certo punto…) riduzione scenica realizzata dal canadese Michel Garneau. Un mondo, quello di de Rojas, in cui contano solo i soldi e il sesso, senza interesse per null’altro, e senza la minima paura di oltrepassare qualsiasi limite e barriera di tipo etico. 

Ne è esempio la protagonista (l’attrice è la bravissima Maria Paiato), ex prostituta che, ormai vecchia e brutta, si guadagna da vivere facendo da mezzana – con un’abilità al limite dell’incredibile nel vincere anche la riottosità delle fanciulle più pudiche – procurando su richiesta aborti e… restauri empirici di verginità perdute e non disegnando incursioni nel campo della magia e della stregoneria. E’ lei, Celestina, che, oltre a gestire con accortezza un paio di giovani prostitute, Elicia (Licia Lanera) e Areusa (Lucia Lavia) regolando le loro “attività” amorose, si incarica di un’impresa ai limiti dell’impossibile, quella di vincere la resistenza opposta dalla virtuosissima, sdegnosa Melibea (Lorenza Guidone, già con Ronconi nei “Sei personaggi” pirandelliani), alle brame più erotiche che amorose di Calisto (Paolo Pierobon), tormentato anche corporalmente – diciamo così – dalla sua passione sensuale. Tra gli altri personaggi di questo spoglio, corrosivo affresco rinascimentale i due servi di Callisto, in competizione fra loro, Sempronio (Fausto Russo Alesi) e Parmeno (Fabrizio Falco), l’unico dei personaggi popolareschi a mostrare scrupoli e resistenze di tipo morale, almeno all’inizio della storia. In uno spettacolo di fattura impeccabile, magistrale – ricco di effetti scenici elaborati quanto (ovviamente) costosi – con porte o camere che affiorano o sprofondano da un pavimento di alte porte chiuse, Ronconi mette in luce soprattutto la spiacevolezza di un mondo che assomiglia a quello di oggi molto di più di quel che sembra, in cui il denaro muove tutto e ottiene tutto, in cui non si accende una luce che rischiari un orizzonte alla fine cupo in cui c’è posto solo per la materialità e l’istinto, l’ossessione per il guadagno e il possesso. 

Manca, o quasi, dalla sua rilettura l’altro possibile angolo di visuale di questa spiazzante e picaresca parabola: la chiave, cioè di un vitalismo, di un “carpe diem” che si oppone a una visione della vita bigotta e idealizzata, figlia di una visione religiosa che nega valore al corpo, alla sessualità e ai bisogni primari, più concreti dell’uomo: compreso quello di sopravvivere, e di farlo il meglio possibile, a qualsiasi costo. Un messaggio antireligioso e antimoralistico in parte – potenzialmente – in positivo, che qui resta assolutamente sullo sfondo. Tutti inattaccabili gli attori, anche se da uno spettacolo di Ronconi non c’è da aspettarsi un apporto, una linea interpretativa personale di ognuno. 

I nomi, e gli interpreti, cambiano, ma i cliché interpretativi ronconiani restano – più o meno – gli stessi. Tanto che in qualche momento, in questo o quell’attore di “Celestina” (sottotitolo “laggiù vicino alle concerie in riva al fiume”, l’indicazione – ossessivamente ripetuta – di dove abita Celestina), in questo o quell’attore – si diceva – sembra di cogliere echi e memorie vocali di celebri interpreti ronconiani del passato. 

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