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1 mar 2025

WWF piange la scomparsa di Fulco Pratesi, suo padre fondatore

WWF piange la scomparsa di Fulco Pratesi, suo padre fondatore

Autore: Redazione Aurora / sabato 1 marzo 2025 / Categorie: Attualità, Animali / Vota questo articolo:
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Fulco Pratesi, 90 anni compiuti 5 mesi fa, fondatore del WWF Italia e pioniere del movimento ambientalista nel nostro Paese, si è spento oggi a Roma. Ad annunciarlo è lo stesso WWF che ricorda la sua vita dedicata alla tutela degli animali e delle piante e a diffondere un messaggio di amore per tutte le creature: “Conoscere, amare e difendere la natura. Queste tre semplici regole ci aiuteranno a vivere in armonia”. “Se n’è andato un gigante della conservazione della natura e uno straordinario divulgatore, il suo esempio rimarrà per sempre”.

Fulco Pratesi. Crediti Foto: E. Coppola.


Fulco Pratesi. Crediti Foto: E. Coppola.


Architetto, giornalista, autore, disegnatore, a lungo Presidente del WWF Italia a cui ha dato vita quasi sessant’anni fa, oltre che esempio vivente di ecologismo attivo, Fulco Pratesi è stato la guida per un’intera generazione di naturalisti. È stato anche parlamentare dal 1995 al 1997 con i Verdi. Nel 2020 l’Università di Palermo gli ha conferito la Laurea Honoris Causa in Biodiversità e biologia ambientale. Era Presidente onorario del WWF Italia e Direttore Responsabile dello storico magazine Panda sin dalla sua fondazione. Il suo contributo è stato attivo fino all’ultimo. La moglie Fabrizia - il loro un sodalizio lunghissimo iniziato oltre 70 anni fa - si era spenta meno di 5 mesi fa, il 4 ottobre 2024. Lascia 4 figli e 6 nipoti. Il suo inseparabile cagnolino, Robin, di 14 anni, se ne è andato nei giorni scorsi, pochi giorni dopo il ricovero di Fulco. Il suo ultimo articolo, dedicato a Federico II, è pubblicato in questi giorni su "Panda".

Il WWF Italia piange la scomparsa del suo padre fondatore e si stringe con commozione alla famiglia Pratesi: i figli Isabella, Carlo Alberto, Francesco e Olympia e tutti i suoi nipoti. Fondamentale il suo contributo alla definizione e approvazione di leggi essenziali per la tutela della natura italiana, dalla legge 157 sulla fauna a quella sui parchi del 1991. Ma il suo orgoglio più grande erano le oltre 100 Oasi del WWF che amava e conosceva una per una. Fulco Pratesi ha reso migliore il nostro Paese per tutti questi motivi e tanti altri, a cominciare dalla grande vocazione alla divulgazione: storico collaboratore del Corriere della Sera, ha pubblicato una dozzina di libri e curato decine di pubblicazioni anche per ragazzi, trasmettendo la sua grande passione per animali e piante e a milioni di italiani attraverso testi accattivanti e disegni dal tratto unico. Ha viaggiato in tutto il mondo, dall’India all’America latina, e tutti i suoi incontri con la natura sono documentati nei suoi inseparabili taccuini.


Fulco Pratesi, Panda, acquerello. Crediti: WWF.


Fulco Pratesi, nato a Roma nel 1934 e sfollato nella prima infanzia con la famiglia nella proprietà di campagna nel viterbese, è entrato presto a contatto con la natura. Fin da piccolissimo s’innamorò degli animali e del disegno. Dopo un’infatuazione giovanile per la caccia, convertì il suo interesse per la natura e gli animali nella conservazione. La sua seconda vita iniziò nel 1963, nelle foreste dell’Anatolia, in Turchia, dove si era recato a caccia. Gli si parò di fronte un’orsa con tre piccoli. Fu un incontro “folgorante” come lui stesso lo ha definito tante volte. Un incontro che gli fece cambiare totalmente prospettiva. 

 

Fulco Pratesi, Orsa con i piccoli, acquerello. Crediti: WWF.


Tornato in Italia, vendette il fucile e acquistò una macchina fotografica. Presto, si convertì all’amore incondizionato per tutte le forme viventi e decise di impegnarsi per la conservazione, tanto da abbandonare la professione di architetto. Saputo della nascita del World Wildlife fund in Svizzera, lo contattò per far nascere la sezione italiana. “Ma dovrà trovare lei i soldi necessari al progetto”, fu la risposta. Con famiglia e già quattro figli, non era facile. Riuniti alcuni amici illuminati nel suo studio di architetto, nacque nel 1966 il WWF Italia, con pochi soldi e tanto entusiasmo. Entusiasmo che è rimasto sempre stato il suo tratto distintivo fino agli ultimi giorni della sua vita. Seppe fare quello che solo i grandi sanno fare: trasformare un sogno per pochi (la protezione della natura in Italia, la tutela di animali allora braccati come lupi e orsi) in una realtà consolidata. Con un vero e proprio atto di coraggio, con pochi soldi in cassa (i primi soci si erano autotassati), la prima azione del neonato WWF Italia fu quella di acquisire i diritti di caccia della laguna di Burano, dando il via alla nascita dell’Oasi di protezione e del “modello Oasi”, che contraddistingue il WWF Italia dagli altri WWF nel mondo. 

Filippo di Edimburgo e Fulco Pratesi. 1967. Oasi WWF di Palo. Crediti foto: WWF.


Oggi le aree gestite o di proprietà sono oltre 100 e proteggono circa 27.000 ettari di natura. Fondamentale è stato anche il suo contributo alla nascita del sistema dei Parchi nazionali, attraverso studi, piani e la spinta all’approvazione della legge quadro sulle aree protette del 1991. Sempre, gettando il cuore oltre l’ostacolo: come quando, nel 1985, l’Associazione raccolse oltre 600 milioni di lire – con un vero e proprio crowdfunding ante litteram - per l’acquisto dell’area di Monte Arcosu, con l’obiettivo di salvare il cervo sardo dal bracconaggio e dall’estinzione. La sua vita racconta la storia della nostra Associazione. Proverbiali le sue battaglie contro la caccia per impedire ai cacciatori di entrare nei fondi privati, che lo portarono a ricevere insulti e minacce; ma anche per la salvaguardia delle creature marine, dai cetacei alla foca monaca, dalle reti spadare. Aveva una grande passione per i piccoli uccelli e per gli ambienti di palude, considerati malsani dai più e invece visti da Fulco, giustamente, come ecosistemi ricchissimi di biodiversità, da tutelare. In natura passava ore a osservare gli uccelli e a comporre i primi schizzi per i suoi acquerelli.

 

Fulco Pratesi, Lupo, acquerello. Crediti: WWF.

 

“Se considereremo la natura e il nostro Pianeta come un posto da conquistare e dominare, allora sarà la nostra fine” ha ripetuto nell’ultima intervista. Luciano Di Tizio, Presidente WWF Italia: “Ho conosciuto Fulco Pratesi nei primi anni ‘70 del secolo scorso, quando era impegnato nella ‘Operazione San Francesco’ per la salvezza del lupo, allora sull’orlo dell’estinzione. Un incontro dal quale è nata una, direi, ‘complicità’ legata al comune sentire e agli analoghi interessi. Negli anni ci siamo poi sentiti e incontrati decine di volte e in ogni occasione ho avuto qualcosa da imparare da lui, promotore e artefice di una vera e propria rivoluzione culturale. Amava profondamente la sua famiglia e amava d’un amore profondo la natura e il WWF, ‘il mio quinto figlio’, come lui stesso ci ha definiti. La sua azione, personale e attraverso l'associazione del Panda, è stata fondamentale per la tutela della natura in Italia. Oggi sento, insieme a tutto il popolo del WWF, un vuoto immenso: abbiamo perso un padre e una insostituibile fonte di saggezza. Lo salutiamo commossi e infinitamente tristi, ma anche con una certezza: il WWF continuerà ogni giorno a onorare la sua memoria, perseguendo con convinzione i suoi stessi ideali. Fulco sarà sempre con noi”.

Fulco Pratesi a Pian Sant'Angelo, 8.6.2008. Crediti foto: Olympia Pratesi.

 

Alessandra Prampolini, Direttrice Generale WWF Italia. “Se il WWF tutto è in qualche modo figlio di Fulco, e se oggi abbiamo tutti perso una colonna fondante della nostra famiglia, per alcuni tra cui me Fulco è parte delle memorie dell’infanzia più antica, con la sua firma elegante in calce alle lettere che ci facevano sognare raccontando di animali e luoghi meravigliosi e con il tratto inconfondibile dei suoi disegni. È una di quelle persone per le quali può essere usato senza timore l’aggettivo ‘irripetibile’. Appassionato, straordinario conoscitore di piante e animali, che osservava e disegnava con attenzione maniacale, è stato un grande trascinatore. Il suo entusiasmo, le sue intuizioni, fin dalla fine degli anni ‘60 hanno portato prima alla nascita del WWF, poi ai risultati tangibili come la protezione di lupo, orso e altre specie ritenute, prima di lui ‘nocive’, alla limitazione della caccia. È stato il creatore del movimento ecologista italiano per come lo conosciamo e l’inventore della cosiddetta ‘ecologia domestica’, indispensabile per comprendere come ogni nostro piccolo gesto possa far bene al pianeta. Lo salutiamo con un grandissimo senso di gratitudine, e certi che il mondo migliore per cui ha lavorato tutta la vita sia un passo più vicino grazie a lui e alle persone che ha saputo far innamorare della natura. Noi del WWF siamo in un certo senso tutti figli suoi, e oggi è come se avessimo perso la colonna fondante della nostra famiglia”.

Fulco Pratesi, "homo ambiens". Crediti: WWF. 


 

Fulco pratesi, acquerello. Crediti: WWF.

 

Il Ministro Alessandro Giuli, ha dichiarato che “La scomparsa di Fulco Pratesi è un lutto non soltanto per l’ambientalismo italiano, che in lui ha trovato un infaticabile propulsore di valori, idee e iniziative, non ultime le leggi per la protezione della fauna e per l’istituzione dei parchi e delle riserve naturali, ma per l’intera nazione, che perde un interprete autentico dell’articolo 9 della Costituzione, laddove annoverando il paesaggio tra gli elementi del nostro patrimonio culturale sancisce quell’indispensabile armonia nel rapporto tra uomo e natura necessaria allo sviluppo sostenibile del Paese. Il suo insegnamento rimarrà nel cuore di chiunque lo abbia conosciuto e il suo operato in tutte le realizzazioni da lui compiute, in primis la fondazione della sezione italiana del WWF. Sono vicino ai suoi familiari in questo momento”.

 

 

La camera ardente per l’ultimo saluto a Fulco Pratesi sarà allestita presso la sede del WWF Italia in Via Po 25/c in Roma mercoledì 5 marzo e sarà aperta dalle ore 11:00 alle ore 18:00. Le esequie si svolgeranno giovedì 6 marzo alle ore 10:30 presso la Chiesa Parrocchiale di San Roberto Bellarmino in Piazza Ungheria.

 

 

Video: “Tre passi per salvare la Natura. Scopri come”. Crediti: WWF.


In primo piano: Fulco Pratesi a Wolong (Cina). Crediti foto: WWF.


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