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Scoperto a Roma dai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale un laboratorio di pittura clandestino

Scoperto a Roma dai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale un laboratorio di pittura clandestino

L’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma che ha portato al sequestro di 71 opere attribuite ad artisti tra i quali Picasso, Rembrant, Balla, ha avuto inizio dalla ricerca di alcuni falsi messi in vendita attraverso i canali e-commerce.

Autore: Redazione Aurora/mercoledì 19 febbraio 2025/Categorie: Attualità, Italia, Lazio

Era situato in uno dei quartieri centrali della Capitale, il laboratorio clandestino scoperto dai militari del Reparto Operativo – Sezione Falsificazione e Arte Contemporanea del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale nell’ambito di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. L’operazione ha portato al sequestro di 71 opere attribuite ad artisti tra i quali spiccano i nomi di Pablo Picasso, Rembrant H. van Rijn, Giacomo Balla, Afro Basaldella, Osvaldo Licini, Bernard Buffet, Francis Picabia, Kees van Dongen, Serge Poliakoff, Lyonel Feininger, Serge Charchoune, Constant Permeke, William Congdon, Albert Lebourg, Anna De Weert, Pierre Ambrogiani, Gio Bartolena, Frans Hens, Mario Puccini, Faustino Joli, Jenny Montigny, René Sautin, Roberto Borsa. Tutto il materiale trovato nel laboratorio, utilizzato per la produzione di opere false, è stato sottoposto a sequestro a cura dei Carabinieri TPC che ha informato l’Autorità giudiziaria.

Il laboratorio clandestino. Crediti foto: Comando Carabinieri TPC.


L’indagine, riporta una nota, ha avuto origine dalla ricerca di alcune opere false messe in vendita attraverso i canali e-commerce. I primi accertamenti avevano consentito di raccogliere importanti elementi probatori a carico di un restauratore attivo a Roma a carico del quale, grazie alle verifiche svolte sui principali siti internet di settore, quali Catawiki e e-Bay, è stata accertata la vendita di centinaia di opere di dubbia autenticità e riconducibili a diversi artisti quali Paul-Emile Pissarro, Jean Cocteau, Anna de Weert, Dora Maar, René Sautin e altri della corrente dei Macchiaioli, attivi tra il XIX e il XX secolo.

Il laboratorio clandestino. Crediti foto: Comando Carabinieri TPC.

Il laboratorio clandestino. Crediti foto: Comando Carabinieri TPC.

 

A seguito dell’esito delle indagini, la Procura di Roma, titolare di entrambi i filoni investigativi, ha emesso un decreto di perquisizione locale a carico del restauratore. Nel corso delle operazioni di Polizia Giudiziaria, condotte dai Carabinieri specializzati nel settore della falsificazione del Comando TPC all’interno dell’abitazione situata in un quartiere Nord di Roma, è stata così individuata una stanza dove era stato allestito un vero e proprio laboratorio per la produzione di pittura falsificata. Sono stati rinvenuti centinaia di tubetti di colori acrilici e a cera, pennelli di varia grandezza, matite, tele grezze di diversi formati con fondo già preparato per la stesura della pittura, stencil, forbici, cavalletti, cornici, passe-partout, timbri falsamente riconducibili a collezioni e gallerie d’arte non più attive nel mercato di settore, appunti e fogli riportanti le prove per la firma falsificate degli artisti, dichiarazioni di vendita ed etichette per le spedizioni. 

Il laboratorio clandestino. Crediti foto: Comando Carabinieri TPC.


Trovata anche una macchina da scrivere e dispositivi informatici utilizzati dal falsario-restauratore per la realizzazione dei dipinti e dei relativi falsi certificati attestanti “l’autenticità” che accompagnavano le opere d’arte.

Durante la perquisizione, inoltre, sono state trovate varie fotocopie a colori di pagine di cataloghi d’asta sulle quali, utilizzando la comune tecnica del collage, erano state aggiunte le opere falsificate di “nuova produzione”. Nello specifico, la foto dell’opera dell’autore di riferimento presente sul catalogo d’arte risultava sostituita con l’immagine dell’opera nuova prodotta dal falsario.

Durante l’accesso all’interno del laboratorio da parte dei Carabinieri TPC sono state trovate sul tavolo di lavoro varie opere concluse o in fase di ultimazione, recanti la firma di vari autori, compatibili con i colori e gli altri materiali rinvenuti, tanto da ipotizzare che le stesse fossero state realizzate di recente proprio dal restauratore.

 

 

Foto in primo pianoIl laboratorio clandestino. Crediti foto: Comando Carabinieri TPC.

 

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