Sei reperti
archeologici che erano stati localizzati nel Regno Unito, sono stati
rimpatriati il 25 giugno 2025 dai Carabinieri del Reparto Operativo del Comando
per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), con il coordinamento della
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, a conclusione di attività
di indagine finalizzate al contrasto del traffico illecito in ambito
internazionale di beni culturali sottratti al patrimonio indisponibile dello
Stato italiano. Si tratta, come riporta una nota del Comando Carabinieri TPC, di
una epigrafe romana in marmo con iscrizione funeraria in latino dedicata a
Lucio Calpurnio Aeliano, risalente al I sec. d.C., sottratta dalla collezione
archeologica di Villa Celimontana di Roma nel periodo del primo dopoguerra ed
esportata all’estero in violazione delle norme di tutela.

Epigrafe VillaEpigrafe collezione Villa Celimontana, I sec. d.C. dimensioni cm 40x50x10. Crediti foto: Comando Carabinieri TPC.
La stele marmorea è
stata individuata a seguito del controllo eseguito dalla Sezione Archeologia
del Reparto Operativo TPC su immagini di oggetti d’arte pubblicate sul web di
una casa d’aste inglese la quale, in considerazione degli elementi probatori
acquisiti dai Carabinieri TPC, ha manifestato ampia collaborazione alla
restituzione.
Sono stati
rimpatriati anche un bronzetto etrusco raffigurante Eracle, del III-II sec.
a.C., provento di furto perpetrato nel 1988 in un’abitazione privata a San
Casciano in Val di Pesa (FI), un bronzetto romano attribuito al I-II sec. d.C.
che raffigura un bambino in posizione da seduto, due oinochoe (VI-V sec. a.C.)
e un alabastron (II-I sec. a.C.), entrambi in pasta vitrea di età romana,
scavati clandestinamente da aree archeologiche nazionali e commercializzati
illecitamente all’estero.

Bronzetto etrusco raffigurante Eracle, III-II sec. a.C.. Crediti foto: Comando Carabinieri TPC.

Bronzetto romano raffigurante un
bambino seduto, I-II sec. d.C.. Crediti foto: Comando Carabinieri TPC.

Alabastron, II-I sec. a.C.. Crediti foto: Nucleo Carabinieri TPC.
Anche questi antichi manufatti, il cui rientro in
Italia è stato coadiuvato dal personale TPC addetto della cooperazione
internazionale, venivano localizzati sul sito on-line di una casa d’aste
londinese grazie al costante monitoraggio da parte della Sezione Elaborazione
Dati del Comando TPC che, con mirate ricerche supportate dalla comparazione
delle immagini di beni culturali con quelle catalogate nella “Banca dati dei
beni culturali illecitamente sottratti” - in uso al Comando TPC - hanno
permesso di provare la illecita provenienza dei reperti e la loro spontanea
restituzione da parte dell’operatore commerciale. Il valore dei beni, oltre a
rappresentare rilevante espressione storico-scientifica del patrimonio
culturale italiano, è stato stimato a circa 100.000,00 euro.
L’epigrafe
della collezione di Villa Celimontana, dopo il suo rimpatrio in Italia, è stata
esposta al Museo dell’Arte Salvata, riaperto al pubblico il 26 giugno scorso
con un nuovo percorso espositivo dal titolo “Nuovi Recuperi”, insieme a una
selezione di circa cento opere ritrovate dai Carabinieri TPC.
Foto in primo piano: Due oinochoe, VI-V sec. a.C.. Crediti: Comando Carabinieri TPC.
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