it-ITen-USes-ESba-RU

RIGOLETTO AL “CARLO FELICE” DI GENOVA Wednesday, March 13, 20130

RIGOLETTO AL “CARLO FELICE” DI GENOVA

L'opera verdiana interpretata dalla regia di Rolando Panerai e dai costumi di Regina Schrecker

Tiziano Friday, March 8, 20130

Tiziano

Dopo 20 anni torna a Roma una grande retrospettiva dedicata al maestro veneto

Agli sposi basta dire di sì, al resto ci pensano loro Saturday, March 2, 20130

Agli sposi basta dire di sì, al resto ci pensano loro

Arte in Giappone Saturday, March 2, 20130

Arte in Giappone

Il mistero di un'Oriente sconosciuto alla nostra parte di mondo.

Alberto Sordi e la sua Roma Friday, February 15, 20130

Alberto Sordi e la sua Roma

Nel decennale della sua scomparsa, la capitale dedica ad Alberto Sordi una mostra che lo ricorda con immenso affetto

InsanaMente - riflessioni intorno alla criminologia Wednesday, February 13, 20130

InsanaMente - riflessioni intorno alla criminologia

L’INTIMO CHE SARA’ Friday, February 8, 20130

L’INTIMO CHE SARA’

Il comfort seduce nelle pre-collezioni di intimo lingerie

Seatec XI Edizione Wednesday, February 6, 20130

Seatec XI Edizione

Dal 6 all’8 febbraio, CarraraFiere ospita l’undicesima edizione della manifestazione dedicata a tecnologie, subfornitura e design per ...

RSS
First 949596979899100101102103 Last

18 Sep 2013

ELIO PULLI. ANTOLOGICA

ELIO PULLI. ANTOLOGICA

Author: Anonym / Wednesday, September 18, 2013 / Categories: News, Art, Italia, Lazio / Rate this article:
5.0

Un maestro di bottega espone dal 19 settembre al 9 ottobre nelle sale del Complesso del Vittoriano di Roma. Elio Pulli, nato a Sassari nel 1934, vive sui bordi del golfo di Alghero e lì lavora circondato da un gruppo di collaboratori e allievi. L’arte prodotta nel suo laboratorio è, come ai tempi delle corporazioni, un insieme di sapienza artigianale e ispirazione e, come ai tempi delle corporazioni, non è soltanto pittura. L’Antologica romana, più che ripercorrere una carriera, mostra la duttilità di una scuola; l’attenzione nell’allestimento sottolinea questo importante dettaglio.

Tele, fra cui una grande Deposizione di composizione tardo rinascimentale e dalla pennellata al limite del cubismo, insieme a ceramiche di varia natura, accolgono i visitatori in un percorso tanto breve quanto insolito. Le prime esplorano paesaggi urbani – suggestiva la veduta del Ponte Vecchio di Firenze immerso in una luce sospesa, forse quella di un primo mattino – tracciano luci ed ombre sui volti di personaggi noti riemersi dal passato e di anonime ragazze, guardano da una prospettiva discosta e curiosa i riti cattolici. Schegge di molti momenti della storia dell’arte occidentale si sedimentano nelle pennellate di colore, spesso dato a plat, che con densa generosità Pulli distribuisce sulla tela. Molte le derivazioni dalla tradizione italiana ed europea, soprattutto a partire da quella tardo ottocentesca: ora un fascio di linee futuriste, ora una cuffia dei macchiaioli, detonazioni cromatiche degne dei fauves, nature morte – non i suoi migliori – alla Cezanne. Studio e creazione ex novo. Se i riti di questa umanità e delle città che popola cambiano impercettibilmente, così non è per la pittura; chiedere di più a un così valido maestro è forse lecito.

Notevole la produzione di ceramiche. Se l’esposizione di vasi e piatti si poteva evitare, anche se conferisce al tutto proprio quell’idea originaria di Bottega, le sculture di animali, teste, carri e personaggi fantastici, suppliscono e superano nelle aspettative la richiesta di quel “di più”. Mono e policromie smaltate, riportano alla memoria la luce della porcellana invetriata e, insieme, evocano luci di un futuro lontano. Rotondità, tagli e composizioni che ricordano – si direbbe in modo inconsapevole – personaggi degli anime giapponesi; leggerezze aeree che sembrano aver evocato, così com’erano su carta, appena tracciati a matita, Don Chisciotte e la sua cavalcatura; un disco volante, un gallo impettito tanto da sembrare corazzato. 

Molti altri incontri si possono fare in questa esposizione a cura di Claudio Strinati che, nota, “La pittura, da un lato, gli basterebbe pure per soddisfare i suoi e i nostri desideri, ma è tale l’energia e l’impulso del ricostruire il mondo intorno a noi, che il maestro ha costantemente il bisogno della tridimensionalità, della materia che plasma e che gli permette di sentirsi come un demiurgo che reinventa le apparenze, per farci vedere ciò che non vediamo normalmente e che pure è latente nelle nostre visioni”.


Copyright 2013 Aurorainternationaljournal.com e Aurora - The World Wide Interactive Journal
Vietata la riproduzione anche parziale dei presenti contenuti

Number of views (43953)      Comments (0)

Archive