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Trapani tra i modelli di sviluppo economico europeo di interesse in USA viernes, 6 de septiembre de 20130

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Dall’Illinois arriva la delegazione di politici ed imprenditori per incontrare il Sindaco Vito Damiano

jueves, 5 de septiembre de 20130

"Secondoatto" di Perino e Vele a Martina Franca

Opere d'arte di cartapesta in mostra nelle sale affrescate del palazzo ducale.

“L’AMBIZIONE DELUSA” RIPROPONE L’OPERISMO SETTECENTESCO jueves, 5 de septiembre de 20130

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La prima esecuzione moderna della commedia pastorale di Canicà in scena nel Chiostro di San Domenico di Martina Franca

E LA CHIAMANO ESTATE viernes, 9 de agosto de 20130

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Conversazioni, musica e proiezioni fotografiche per interrogarsi sul futuro della manifestazione

CRISPINO E LA COMARE. DA VENEZIA A MARTINA FRANCA martes, 6 de agosto de 20130

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La carriera di un ciabattino al Festival della Valle d'Itria. Tra gli interpreti anche un barboncino

IL MINISTRO BRAY OSPITE D’ONORE AL FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA miércoles, 31 de julio de 20130

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“Lo Stato deve tornare a credere nella cultura”, così il ministro elogiando la manifestazione giunta quest’anno alla ...

NELLE CELLE, IN VISITA AL MONDO DI JEAN GENET domingo, 28 de julio de 20130

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Volterrateatro: è dedicato al trasgressivo scrittore francese lo spettacolo 2013 dei detenuti della Compagnia della Fortezza (che festeggia ...

MOZART E APRILE: UN CONCERTO IN RICORDO DEL LORO INCONTRO sábado, 27 de julio de 20130

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Alla XXIX edizione del Festival della Valle d’Itria per il bicentenario della morte di Aprile

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20 abr. 2013

Louise Nevelson

Louise Nevelson

Author: Anonym / sábado, 20 de abril de 2013 / Categories: Realidad, Arte, Italia, Lazio / Rate this article:
1.0
Chi è Louise Nevelson? Artista di origini ucraine naturalizzata americana, è stata capace di attraversare il secolo scorso componendo il proprio linguaggio espressivo su una base culturale varia, fatta soprattutto di ricerca personale e una grande capacità di rielaborazione dei prodotti del suo tempo.

La Fondazione Roma Museo le dedica una mostra che, fino al 21 luglio, permetterà di conoscere la sua scultura, le sue idee e i suoi fantasmi. Grazie ad un allestimento impeccabile e alla cura di Bruno Corà, scoprire l’opera di Nevelson, che mancava in Italia da quasi vent’anni, non è un’impresa impossibile. Cubismo, dadaismo e surrealismo si mescolano nelle sue creazioni – che qui sono quasi 80. Il colore nero è la sua costante “lui mi ha scelto, non viceversa” dirà. Da questa scelta, che soltanto di rado la libera per permetterle di tentare incursioni nel bianco e nell’oro, resta un messaggio: la forza di questo “non colore” si propaga da ogni singolo pezzo al punto che si è spinti a chiedersi cosa esso stia cercando di comunicare.

Nata già artista, lo dichiara lei stessa, nel 1899 ha avuto una vita che molti definirebbero avventurosa. Dopo gli anni della prima infanzia trascorsi in Ucraina, Leah Berliawsky, questo il suo nome di battesimo, si trasferisce con la famiglia in America. Dichiara più volte di non volersi sposare ma a diciassette anni incontra Charles Nevelson e, per ottenere la cittadinanza americana – e forse anche una maggiore stabilità economica, lo sposa. Il matrimonio non è da annoverare fra i successi della sua vita.

Studia arte a New York dedicandosi contemporaneamente alla ricerca personale. Su consiglio dell’amica Hilla von Rebay, si avvicina al pensiero metafisico e allo spiritualismo. Coltiva il proprio amore, anche attraverso molti viaggi in Francia, Germania, Austria e Italia, per le correnti che fioriranno in Europa durante il corso del XX secolo. Passato un periodo di tiepidi successi negli anni ’30, in cui consolida il proprio linguaggio, inizia a farsi notare dalla critica. Negli anni ’40 inaugura importanti personali, dando una forma definita alle proprie idee. I suoi assemblaggi raggiungono un ordine formale chiaro e si spingono sempre più verso l’espressionismo astratto. Dalla fine degli anni ’50 la sua carriera non conoscerà ombre, si circonderà di assistenti che le permetteranno di lavorare per molte ore e a sculture di dimensioni sempre più grandi e realizzerà i capolavori che oggi sono nelle collezioni dei più importanti musei di arte contemporanea al mondo.

L’esposizione romana permette di scoprire tutto questo, di viaggiare in un ’900 che l’Italia spesso dimentica, di guardare il volto dell’arte americana che, sì ha conosciuto influenze dal Vecchio Continente, ma le ha elaborate, generando e affermando il proprio linguaggio. Louise Nevelson, nata ucraina, è l’incarnazione stessa dell’America; il potere che vibra nei suoi grandi assemblaggi è proprio quello di una nazione che ne ha fatto un principio a se stessa inalienabile. L’enigmaticità della scultura di questa formidabile artista ci può anche spaventare, ma la sua forza inquisitoria ci costringe a cercare, prima, delle risposte.


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