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RADICONDOLI, IL MIGLIOR TEATRO NEL CUORE DELLA TOSCANA Thursday, August 7, 20140

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PABLO ZINGER, IL RE DELLA ZARZUELA, EREDE DI PIAZZOLLA Saturday, August 2, 20140

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Una personalità artistica straordinaria che affascina il pubblico di tutto il mondo con la musica ispanoamericana

PABLO ZINGER, EL REY DE ZARZUELA, HEREDERO DE PIAZZOLLA Saturday, August 2, 20140

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Una personalidad artística extraordinaria que cautiva a las audiencias de todo el mundo con la música hispanoamericana

TORRE DEL LAGO: IL FESTIVAL PUCCINIANO VINCE ANCHE LA PIOGGIA Sunday, July 27, 20140

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Nel teatro "a casa" del musicista in scena "Butterfly" e "Bohème" nelle regie di Renzo Giacchieri e di Ettore Scola che a 83 anni debutta ...

Invito alla Danza Sunday, July 20, 20140

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Dal 10 al 31 luglio “Invito alla Danza” va in scena a Roma.

Daniele Amato, il designer delle meraviglie Saturday, July 19, 20140

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Il designer diciassettenne presenta la sua collezione "Woman in Wonderland" nel concept store romano Mad Zone durante AltaRoma.

I piccoli pirati salvano il Pitti Bimbo Sunday, June 29, 20140

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Attraversando i mari per giungere a spiagge da sogno e immettersi poi nella giungla popolata di animali curiosi per finire nelle grandi metropoli, ...

THE STREET STYLE IMMORTALIZED BY THE LENS OF TWO ARTISTS Wednesday, June 25, 20140

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Adam Katz Sinding & Karl Edwin Guerre always in search for the most original look on streets.

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9 Oct 2016

“Inferno”: il film semplifica l’intreccio che Dan Brown ha creato ispirandosi alle bolge dantesche

“Inferno”: il film semplifica l’intreccio che Dan Brown ha creato ispirandosi alle bolge dantesche

Author: Rita Sanvincenti / Sunday, October 9, 2016 / Categories: News, Italia, Toscana / Rate this article:
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Terza puntata (con successo planetario annunciato, come già accaduto per il libro di Dan Brown) della fortunatissima saga tra azione, thriller, segreti del passato e misteri insolubili, che vede come protagonista il professor Robert Langdon-Tom Hanks: è “Inferno”, appena presentato in prima mondiale a Firenze, città dove è stato girato, in gran parte, prima che la vorticosa e serrata azione di questo film senza pause passasse a Venezia ed a Istanbul (la produzione ammette - però - che la città turca è stata interamente ricostruita e che il cast del film non si è mai recato).
Con significative differenze rispetto al libro, più minuzioso, più intricato, ma anche più denso di risvolti misterici e inquietanti, il film di Ron Howard ci presenta una sorta di angosciosa “caccia al tesoro” condotta da Langdon – un Hanks sempre, o quasi, sofferente e tormentato – la cui posta in gioco è la salvezza dell’umanità. Senza svelare la trama, possiamo tuttavia dire che – a differenza del libro – la pellicola ha un lieto fine.
Con ritmi incalzanti e un andamento più da “spy story” che da vero thriller, “Inferno” è un gioco di continui colpi di scena, con i “buoni” che si rivelano “cattivi”, gli amici nemici e viceversa; con una rivelazione scioccante ed un capovolgimento di fronte ed una rivelazione scioccante dopo l’altra. Non solo, ma si può anche – inaspettatamente – cambiare schieramento, in questa prolungata e letale battaglia che si combatte, appunto, tra la Firenze di Dante – in cui Langdon, ferito, si risveglia senza ricordare nulla – piazza San Marco a Venezia e l’antica Costantinopoli, dove si trova il sepolcro del doge Dandolo a cui conducono gli indizi. Firenze è il fulcro dell’azione perché è la città di Dante: tutto o quasi ruota intorno al suo Inferno – in particolare a Malebolge, dove sono puniti i fraudolenti – e anche alla vera o presunta maschera mortuaria del poeta. Tra i luoghi di Firenze attraversati dalla vicenda, tra aggressioni, inseguimenti ed agguati, non mancano il Battistero di San Giovanni, il Giardino di Boboli e soprattutto Palazzo Vecchio, dove sono sia la maschera di Dante che, nel Salone dei Cinquecento, l’affresco del Vasari della Battaglia di Marciano che reca (anche nella realtà) l’arcana scritta “CERCA TROVA” su una bandiera verde fra i combattenti. Le immagini terribili e cruente della battaglia, trasfigurate nella mente di Langdon, e quelle ispirate alle bolge del VIII cerchio dantesco (gli indovini con la testa girata all’indietro, i ladri morsi da mostruosi serpenti, i simoniaci conficcati a testa in giù) si alternano nelle allucinazioni del protagonista e sono tra i pochi tocchi che richiamano la “potentissima forza visionaria”, come l’ha definita Howard, del grande poeta italiano da cui pure il regista ha detto di essere stato tanto colpito e impressionato, già all’inizio del lavoro di adattamento e sceneggiatura. Su questa visionarietà, invece, nel libro Dan Brown ha posto invece molto di più l’accento. Il tutto poi si fonde con problematiche di minacce batteriologiche e di sovrappopolazione della Terra assolutamente, drammaticamente attuali.
Nel cast, accanto a Hanks, Felicity Jones, coprotagonista nel ruolo di Sienna West, Sidse Babett Knudse, Ben Foster (l’unico “cattivo” dichiarato), Ana Ularu (letale e spietata donna-killer) e due vecchie-nuove star del cinema internazionale come Omar Sy (ex “Quasi amici”) e Irffan Khan (“Vita di Pi”): quest’ultimo, nei panni del Rettore, il più elegante e carismatico di tutti.

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