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Nel progetto presentato che vuole unire passato e presente, sarà possibile assistere alla realizzazione del primo libro stampato in ...

Inaugurato dalla Scuola Superiore Sant’Anna il collegio Santa Croce in Fossabanda con 69 posti letto e 3400 metri quadrati coperti viernes, 13 de diciembre de 20240

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La ristrutturazione del trecentesco complesso dell’ex convento, eseguita con criteri di sostenibilità ed economia circolare, ha ...

UE, vertice Urso – Séjourné a Milano: “Nuova fase per la politica industriale europea” jueves, 12 de diciembre de 20240

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Il Ministro ha espresso soddisfazione per la disponibilità della Commissione Europea ad andare incontro alla proposta italiana e iniziare ...

Primo prototipo realizzato da ENEA per accumulare energia solare tramite lo zolfo miércoles, 11 de diciembre de 20240

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Il prototipo rientra nell’ambito del progetto Sulphurreal è stato finanziato dall’UE per circa 4 milioni di euro.

Antartide, le piattaforme di ghiaccio blu si tingono di bianco miércoles, 11 de diciembre de 20240

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Nella baia Terra Nova in Antartide, la formazione della weathering crust, o crosta di alterazione, ha modificato le proprietà della ...

Aumentano la turbolenza aerea e i rischi nei cieli europei miércoles, 11 de diciembre de 20240

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I ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno analizzato i dati della turbolenza medio forte degli ultimi 44 ...

 Un terzo delle piste da sci minaccia i “rifugi climatici” per le specie d’alta quota. Nei prossimi decenni si potrebbe arrivare fino a due terzi del totale in assenza di adeguate politiche martes, 10 de diciembre de 20240

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Il nuovo studio condotto dall’Università degli Studi di Milano e dalla Lipu valuta l’impatto degli impianti sciistici sulla ...

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17 may. 2015

Messico e Venezia, “Terre anfibie” unite in un’opera d’arte

Messico e Venezia, “Terre anfibie” unite in un’opera d’arte

Author: Anonym / domingo, 17 de mayo de 2015 / Categories: Realidad, Arte, Italia, Veneto, Messico / Rate this article:
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È all’Arsenale, Sala D’Armi, Tesa B, il Padiglione del Messico, alla 56° Esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. All’inaugurazione Maria Cristina Garcia Cepeda, direttore generale dell’’INBA, Istituto Nazionale di Belle Arti del Messico, ha definito la presenza del suo Paese alla Biennale “un punto di riferimento per lo sviluppo e la promozione artistica della creatività contemporanea nel nostro Paese. Una presenza che allo stesso tempo permetta la divulgazione delle espressioni artistiche messicane e una valutazione dell’impatto internazionale della nostra politica culturale”. Il padiglione ospita “Possessing Nature” un unico progetto di due artisti, Tania Candiani e Luis Felipe Ortega, a cura di Karla Jasso (Commissario Tommaso Redaelli, vicecommissario Magdalena Zavala Bonachea). Il progetto di Tania Candiani (che si è occupata degli effetti sonori) e di Ortega (che ha lavorato invece sul versante dell’immagine, della scultura e dello spazio), è stato selezionato per “la coerenza concettuale, la risoluzione tecnica e la forza estetica” a rappresentare il Messico alla Biennale. L’idea è quella di rendere tangibile un paragone ed un rapporto tra il Paese latinoamericano e Venezia, in quanto “territori anfibi”: se l’una è un modello perfetto e magico di città sull’acqua, “sposa del mare”, costruita sulla laguna, che ha inglobato nel suo insolito tessuto urbano, in Messico – soprattutto in epoca coloniale – sono state drenate acque, sono stati prosciugati laghi e fiumi per ricavare strisce di terra abitabili su cui costruire città. E se nei secoli la ricchezza idrica del Messico si è esaurita, ancora oggi il Paese continua a controllare con scrupolo la gestione delle sue acque. L’”opera unica a doppia a firma” di Candiani-Ortega traccia idealmente, seguendo calli e canali di Venezia, una linea, un percorso che collega le sedi del padiglione messicano nelle ultime Biennali ai luoghi significativi, storici o di potere della città, fino a giungere all’Arsenale: una grande installazione che sembra quasi inglobare, divorare lo spazio espositivo e i suoi visitatori. Un dispositivo idraulico aspira ed espelle, a ciclo continuo, l’acqua della laguna, generando un rumore fortissimo in un turbinio di immagini e di sonorità. Il fine è di ricordare simbolicamente che la vitalità dell’elemento naturale è molto più possente di qualsiasi tentativo umano di irreggimentarla e di controllarla. Inutilmente la tecnica e la tecnologia tentano di dominare la natura per possederla e modificarla, un po’ come accadde nei secoli in passati in Messico con il prosciugamento delle acque. Proprio in questo senso, nei giorni precedenti e seguenti l’inaugurazione del Padiglione è stata programmata anche la performance sonora “To invoke buried rivers”, ‘per invocare i fiumi sepolti’: la musicista Gabriela Ortiz ha scritto appositamente una partitura dalle suggestive evocazioni sonore che riporta, come testo, unicamente i nomi dei fiumi e dei rivi interrati nel Messico: una partitura che è stata intonata dal tenore Oscar Velazquez, a bordo di un’imbarcazione cha ha compiuto un viaggio sulle acque lagunari veneziane.

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