it-ITen-USes-ESba-RU

 Abu Dhabi, Crosetto ha inaugurato il 7° Villaggio Italia, nell’ambito del Tour Mondiale di Nave Amerigo Vespucci sábado, 28 de diciembre de 20240

Abu Dhabi, Crosetto ha inaugurato il 7° Villaggio Italia, nell’ambito del Tour Mondiale di Nave Amerigo Vespucci

“Abbiamo portato in giro l'Italia, abbiamo portato in giro la bellezza italiana. Abbiamo legato in 42.000 miglia nautiche mondi diversi, ...

Una delegazione italiana a Damasco incontra il Governo provvisorio. Creata una cellula di crisi per la sicurezza durante le celebrazioni natalizie martes, 24 de diciembre de 20240

Una delegazione italiana a Damasco incontra il Governo provvisorio. Creata una cellula di crisi per la sicurezza durante le celebrazioni natalizie

Tajani: “garantire diritti e libertà fondamentali di tutti i siriani, e soprattutto delle donne, è una richiesta che ...

Altri aiuti italiani, alimentari e sanitari, entrano nella Striscia con “Food for Gaza” martes, 24 de diciembre de 20240

Altri aiuti italiani, alimentari e sanitari, entrano nella Striscia con “Food for Gaza”

Il Ministro Tajani al cardinale Pizzaballa: “Sostegno alle popolazioni civili a Gaza e in tutta la regione, protezione delle minoranze e ...

Giuli: “Il Piano Olivetti è la cornice nazionale, l’unità di missione per la cooperazione culturale dilata l’orizzonte del nuovo MiC” lunes, 23 de diciembre de 20240

Giuli: “Il Piano Olivetti è la cornice nazionale, l’unità di missione per la cooperazione culturale dilata l’orizzonte del nuovo MiC”

Il Decreto, approvato oggi reca misure urgenti in materia di editoria, di biblioteche e di librerie, con un intervento complessivo di 44 milioni ...

Sapienza alla guida di MAPS: progetto triennale da 10 milioni di euro sulle politiche di migrazione nella regione sub-sahariana lunes, 23 de diciembre de 20240

Sapienza alla guida di MAPS: progetto triennale da 10 milioni di euro sulle politiche di migrazione nella regione sub-sahariana

La ricerca che coinvolge università e istituzioni europee e africane, prevede 40 borse destinate a giovani ricercatori residenti nei ...

WWF: per il pianeta un bilancio 2024 in negativo tra crisi climatica, incendi, biodiversità in calo; deludenti i vertici internazionali e istituzioni lunes, 23 de diciembre de 20240

WWF: per il pianeta un bilancio 2024 in negativo tra crisi climatica, incendi, biodiversità in calo; deludenti i vertici internazionali e istituzioni

Tra le note positive, sono state scoperte nuove specie in Africa, in Asia e una nuova barriera corallina nel Pacifico; in Europa è stata ...

Stazioni sicure: in corso due operazioni straordinarie ‘ad alto impatto’ a Roma e Milano domingo, 22 de diciembre de 20240

Stazioni sicure: in corso due operazioni straordinarie ‘ad alto impatto’ a Roma e Milano

Dall’inizio del 2023 al 15 dicembre 2024 sono state 194 operazioni “ad alto impatto” condotte presso le stazioni di Termini e ...

L’Italia ha restituito al Messico 101 reperti archeologici: dal 2013, sono in tutto 845 i beni riconsegnati sábado, 21 de diciembre de 20240

L’Italia ha restituito al Messico 101 reperti archeologici: dal 2013, sono in tutto 845 i beni riconsegnati

Nell’anno in cui si è celebrato il 150° Anniversario delle Relazioni diplomatiche Messico Italia, l’evento acquista un ...

RSS
First 20212223242526272829 Last

26 jul. 2013

INDIA. L’ENIGMA IRRISOLTO

INDIA. L’ENIGMA IRRISOLTO

Author: Anonym / viernes, 26 de julio de 2013 / Categories: Realidad, Viaggi, Итальянский репортер / Rate this article:
2.0
Per dire di sì gli indiani scuotono la testa esattamente come noi quando vogliamo dire di no. È questa una delle più nette differenze che dividono l'Oriente dall'Occidente. (Ercole Patti)

India. Probabilmente non esiste un’altra parola che richiama alla mente una sequenza di immagini così diverse tra loro: dalle bellissime danzatrici dei musical bollywoodiani con i vestiti sgargianti che interpretano le storielle d’amore, ai santoni che praticano lo yoga cercando di comprendere l’universo; dalle affascinanti storie di nascite e cadute degli imperi come quello di Moghul, ai magnifici edifici lasciati da loro in eredità. Il mausoleo di marmo bianco Taj Mahal è soltanto uno degli straordinari esempi di architettura. L’India è la patria delle menti eccezionali come Rabindranath Tagore e Mahatma Gandhi, ma è anche di Siddhartha Gautama e con lui del pensiero filosofico buddhista diffuso in tutta l’Asia. Vengono in mente le fragranze di spezie, le immagini di bazar colmi di frutta e verdura, le donne con i loro coloratissimi sari e gli uomini con i turbanti altrettanto colorati.
Ho sentito dire che l’India è magica e imprevedibile. Al mio arrivo a New Delhi ero pienamente convinta soltanto dell’ultima affermazione.
Imprevedibile, poiché il primo impatto ebbe un effetto che non avrei mai potuto immaginare. All’avvicinarsi alla capitale, la grigia nebbiolina dello smog lasciava intravedere le specie di baracche fatte di fogli di plastica e di cartone. Sono gli slum, o baraccopoli, quali si trovano nelle periferie delle grandi città. Il misterioso scenario si addolcisce di poco spostandosi all’interno dei centri abitati. Le strade sono sporche come anche gli abitanti. I rifiuti sono ammassati sui marciapiedi, dove i cani, le mucche, i maiali, i corvi e gli umani pullulano in ricerca di cibo. Agli odori di spezie si sovrappongono quelli di sudicio e fogne. È un’abitudine molto comune, come avrei capito in seguito, quella di fare i propri bisogni lungo la strada.
Il quadro si completa con il folle traffico dei viali traboccanti di camion, macchine, motorini, tuktuk e persone che si muovono freneticamente accompagnati dal frastuono dei motori e di clacson a ripetizione continua.
Ho cominciato a domandarmi seriamente, cosa ci potesse essere di così magico da attirare l’attenzione di tanti occidentali. Cosa può esserci al di fuori della semplice curiosità a livello turistico? Perché tornare e ritornare in questo luogo come fanno tante persone che conosco? Quale fascino nasconde questo caos infernale?
Ovunque guardassi vedevo solo povertà e sporcizia. Al tramonto milioni di senzatetto si accovacciano negli angoli delle strade e lungo il marciapiede per trascorrere la notte. Guidatori di risciò e tuktuk dormono spesso direttamente dentro i propri mezzi. Fino al mattino le vie sono rivestite di grigie e impolverate coperte che avvolgono i corpi dormienti dei propri padroni. Sono così tante che bisogna fare attenzione a dove mettere i piedi.
Mi sono chiesta che razza di sistema o religione può tollerare una cosa del genere?
Probabilmente nessuna informazione accumulata prima della partenza può preparare abbastanza all’impatto. Non si può essere pronti all’India, come non si può prevedere l’effetto che farà. Una cosa è certa, nessuno rimane indifferente.
Girando per la capitale mi sono trovata nel cuore di Nuova Delhi situata intorno ai due principali viali Rajpath e Janpath. Il contrasto tra quello che avevo visto prima era sconcertante. La graziosa parte della città costruita dagli inglesi era pulita e ordinata. Bellissimi palazzi e residenze governative si ergevano accanto agli spazi verdi. Le auto lussuose entravano e uscivano dai grossi cancelli di ferro. Tutto ciò che era intorno aveva l’odore del denaro.
Il doppio aspetto dell’India si rispecchia nei dati economici, dove si afferma come grande potenza mondiale con il PIL in crescita e nello stesso momento un Paese in via di sviluppo. Nonostante che un terzo della popolazione indiana viva al di sotto della soglia di povertà (Human Development Report, UNDP) nella lista degli uomini più ricchi del mondo secondo Forbes nel 2010 c’erano due signori indiani. Sceso al diciannovesimo posto nel 2011 della statistica mondiale, Mukesh Ambani è comunque l’uomo più ricco dell’India. La sua abitazione a Mumbai è considerata la più costosa al mondo; ha ventisette piani, e nel suo interno ci sono appartamenti, piscine, sale da ballo, cinema e piste di atterraggio per elicotteri.
Presto ho capito che il contrasto e la contradizione sono le caratteristiche che dominano ogni angolo di questo Paese.
Malgrado che i negozi di informatica propongano i nuovi software tecnologicamente avanzati, la gran parte della popolazione continua a spostarsi con i mezzi di trasporto medievali. Mentre i moderni centri commerciali offrono i prodotti confezionati, all’interno dei mercati, sgozzano le capre e le galline davanti agli occhi dei compratori. Mentre che il governo costruisce le bombe atomiche, nei villaggi rurali l’accesso all’energia elettrica continua a considerarsi un lusso.
Come scrisse Tiziano Terzani in uno dei suoi articoli: “In India la storia non è un susseguirsi, ma un affiancarsi di fatti”.
La contraddizione è presente anche nella politica indiana, dove sventola ancora la bandiera del Partito del Congresso guidato dai successori del Mahatma Gandhi. Paradossalmente è proprio questa specie di dinastia feudale, che il Mahatma avrebbe voluto evitare, al governo democratico del suo Paese.
Ho trascorso in India un mese, attraversando il Nord del Paese dal Rajasthan all’Orissa, con gli autobus privati e i treni nella terza classe. Ho visitato le città importanti con i luoghi turistici e i villaggi delle tribù indigene, dove tutto è ancora come centinaia d’anni fa. Mi fermavo lungo il percorso nei posti sperduti, dove probabilmente un orso parlante avrebbe avuto meno successo del turista europeo. Non so se ho fatto più foto io a loro o loro a me. Gli indiani sono un popolo curioso e aperto ai visitatori stranieri.
Le cose non sono andate sempre lisce. Sono stata imbrogliata dai guidatori di tuktuk per più di una volta. Mi portavano nei ristoranti e alberghi sbagliati dove loro probabilmente prendevano le commissioni, mi lasciavano a piedi a chilometri di distanza dal luogo richiesto. Ho pagato le cifre triplicate per le cose che compravo lungo la strada, anche se, per fortuna, si trattava sempre soltanto di qualche euro in più.
Ammirando il paesaggio lungo tragitto, ho notato che era tanto vario quanto tutto il resto del Paese. Erano da poco finite le piogge e la campagna era verde e fresca. Nelle vaste distese di riso ogni tanto s’intravedevano le macchie colorate, come fossero fiori primaverili, le teste delle contadine coperte di sari. Una particolarità delle donne che mi ha colpito fin da subito è la loro femminilità, sempre presente anche quando svolgano i lavori sui campi. I loro gesti sono dolci e armoniosi e gli sguardi fieri e decisi.
Osservando le persone mi sono accorta che hanno l’abitudine di guardare dritto negli occhi. Il loro orgoglio di essere indiani è inconfondibile. Da nessun’altra parte del mondo si può trovare un senzatetto che abbia uno sguardo così dignitoso. Nonostante si trovino al margine della società conducono una vita senza vergogna.
Capì, quanto è difficile a comprendere con la logica una realtà complessa come quella di questo Paese. Non saprei rispondere se è bella o brutta. So soltanto che dopo diverse settimane dal mio ritorno non passa un giorno che non pensi all’India, che mi venga in mente qualche ricordo o qualche particolare. Mi sfiora un invadente pensiero come se avessi dimenticato qualcosa che dovrei ritornare a prendere.
Dicono che l’India o la si ami o la si odi. Per me sono entrambe le cose. 

Copyright 2013 aurorainternationaljournal.com - Aurora The World Wide Interactive Journal
Vietata la riproduzione anche parziale dei presenti contenuti

Number of views (67748)      Comments (0)

Archive