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Progetto Harmonise: nuove procedure dell’Unione Europea di licenze per le centrali nucleari

Progetto Harmonise: nuove procedure dell’Unione Europea di licenze per le centrali nucleari

ENEA con i suoi Centri di Ricerca di Bologna e Frascati partecipa al progetto da circa 2,5 milioni di euro che introduce uno standard di sicurezza a livello UE per la costruzione e l’esercizio delle centrali nucleari di nuova generazione.

Autore: Redazione Aurora/giovedì 17 ottobre 2024/Categorie: Attualità

Il progetto Harmonise, che vede la partecipazione di 17 partner UE, tra i quali ENEA e Ansaldo Nucleare, finanziato da Euratom Research and Training Programme, la Comunità Europea dell’Energia Atomica, con il contributo UE di 2.499. 999,75 euro sul costo totale di 2.843.500,00 euro, ha come obiettivo quello di armonizzare le procedure per ottenere le licenze di costruzione e di esercizio dei nuovi impianti nucleari, introducendo una regolamentazione standard dell’Unione europea sulla sicurezza.

“Il quadro normativo e le procedure in materia di energia nucleare – si legge nella descrizione del progetto - non sono flessibili e limitano l’introduzione di nuove tecnologie per il funzionamento delle centrali nucleari e la costruzione di centrali di fissione e fusione innovative. Pertanto, si rivela necessario elaborare nuovi approcci per la concessione delle licenze. Il progetto Harmonise, finanziato dall’UE, formulerà un approccio completo al fine di acquisire le conoscenze necessarie per l’armonizzazione e la normalizzazione delle metodologie, dei codici e delle norme. Si occuperà inoltre della valutazione dei componenti dei reattori nucleari, tenendo conto al contempo del coinvolgimento delle parti interessate. Il progetto analizzerà le questioni relative a qualificazione, normalizzazione, verifica e convalida, nonché alla concessione delle licenze per impianti di fissione e fusione. In più, riesaminerà i vantaggi dati dall’adozione dei gemelli digitali durante la fase di progettazione. Il progetto diffonderà i risultati ai regolatori in materia di sicurezza nucleare degli Stati membri dell’UE e dell’Ucraina”.

“L’urgenza di rivedere il sistema delle licenze, il cosiddetto licesing, soprattutto dal punto di vista normativo nasce per incrementare la sicurezza e la sostenibilità delle soluzioni innovative dell’industria nucleare”, spiega il responsabile del progetto per ENEA Francesco Lodi, ricercatore del Dipartimento Nucleare.

La Comunità europea dell’energia atomica ha avviato diversi programmi come Euratom-Horizon Europe per svolgere attività di ricerca e formazione nel settore nucleare, puntando sul continuo miglioramento della sicurezza e della radioprotezione. In questo contesto si inserisce Harmonise, che analizza le innovazioni in termini di sicurezza per i nuovi reattori a fissione e fusione e i requisiti di licesing per le prossime installazioni. Il progetto persegue un approccio integrato, basato sui risultati di altri progetti di ricerca e sulle attività internazionali di cooperazione per l’armonizzazione delle metodologie e delle norme oltre che sui risultati di recenti stress test su impianti nucleari in Europa.

Nel progetto sono coinvolti i centri di ricerca ENEA di Bologna e Frascati con ruolo di supporto in diversi work package, in particolare quello dedicato allo sviluppo concettuale di un nuovo licesing, basato su metriche di rischio e performance, e quello incentrato sull’individuazione dei gap nelle norme ingegneristiche. ENEA ha il ruolo di leader nel work package sulla sicurezza degli impianti.

“Tra le attività per dar vita ad un contesto di licesing più omogeno e comprensivo, vi è il sondaggio che ENEA ha condotto per raccogliere le principali novità progettuali dei sistemi proposti oggi per il nucleare del futuro”, prosegue Francesco Lodi. “Il focus è stato messo sulle innovazioni che hanno implicazioni dirette sulle performance di sicurezza e su come queste si inseriscono nell’attuale processo di licesing. Analizzando l’applicabilità delle ‘Specific Safety Guides’ dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (IAEA) al reattore a fissione di IV generazione Alfred, in Romania, e al reattore a fusione Demo, che sarà il successore dell’impianto sperimentale Iter in costruzione in Francia, è emerso che quasi il 90% delle raccomandazioni dell’IAEA può essere applicato ai reattori a fissione innovativi, mentre la percentuale diminuisce sensibilmente per i reattori a fusione”, conclude Lodi.

I risultati di Harmonise saranno resi disponibili alle Autorità di regolamentazione della sicurezza nucleare degli Stati UE come modello per future procedure di autorizzazione, in modo da accelerare l’innovazione nei nuovi impianti a fissione e fusione.

 

Ph. credit: ENEA.

 

 

 

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