it-ITen-USes-ESba-RU

Chiara Cola, Digital Art-à-porter mercoledì 3 aprile 20130

Chiara Cola, Digital Art-à-porter

Valentina Cortese lunedì 1 aprile 20130

Valentina Cortese

Vita, glorie e carriera di una grande diva nel libro di Alfredo Baldi

A Firenze lo Scoppio del Carro lunedì 1 aprile 20130

A Firenze lo Scoppio del Carro

“Nella sua intima natura, è l’espressione della fede di una città”, ha dichiarato nella sua omelia ...

L’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme martedì 26 marzo 20130

L’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme

Ordo Equestris Sancti Sepulcri Hierosolymitani

“Io? Una wedding designer” sabato 23 marzo 20130

“Io? Una wedding designer”

Il matrimonio dall'A alla Z

A spasso lungo l’Arno - Redingote, cilindri e trine nella Pisa dell’Ottocento mercoledì 20 marzo 20130

A spasso lungo l’Arno - Redingote, cilindri e trine nella Pisa dell’Ottocento

E’ il titolo della mostra al Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi a Pisa curata da Alessandro Panajia e Stefano Renzoni

DA PICASSO IN POI: COSI' Il CUBISMO CAMBIO' LA CULTURA. venerdì 15 marzo 20130

DA PICASSO IN POI: COSI' Il CUBISMO CAMBIO' LA CULTURA.

Il cubismo in forma di racconto: tutte le forme di questo movimento artistico in mostra al Vittoriano di Roma

Francesco, il papa gesuita giovedì 14 marzo 20130

Francesco, il papa gesuita

Primo argentino, primo gesuita e primo a scegliere il nome Francesco. Jorge Mario Bergoglio è il nuovo papa.

RSS
Primo 93949596979899100101102 Ultimo

18 dic 2012

La grande magia

La grande magia

Autore: Anonym / martedì 18 dicembre 2012 / Categorie: Attualità, Teatro, Italia / Vota questo articolo:
Nessuna
Nel suo itinerario (doveroso) dentro l'opera ricchissima del padre Eduardo, Luca De Filippo ritrova anche commedie che furono bollate come "minori" o meglio come non riuscite: dopo "Le bugie con le gambe lunghe", ecco ora "La grande magia", quasi coeva (1948-'49), e come l'altra una commedia "seria" in cui Eduardo tentava strade più ambiziose e 'colte' come autore. Andata in scena pochissime volte – ma uno degli allestimenti fu, negli anni Ottanta, di Giorgio Strehler, ed Eduardo ottantenne pensò a una nuova messa in scena con Nino Manfredi – "La grande magia" è un dramma che affianca piani diversi, dal comico al tragico, dall'amaro al pittoresco, dal reale all'irreale, fino a materializzare una suggestione poetica che sembra far sovrapporre la "magia" dell'illusione che convince o almeno affascina anche il pubblico alla verità spicciola dell'esistenza e di una semplice, banale storia di corna.
Otto Marvuglia, illusionista napoletano imbroglione e drammaticamente in bolletta, ciarlatano sì ma abile promoter di sé stesso grazie a una squadra di collaboratori che si mischiano, prima e durante gli spettacoli, al pubblico, favorisce una sera – con un finto trucco magico – la "sparizione", prima illusoria e poi reale, di Marta, la bella moglie del ricco e geloso Calogero Di Spelta. La donna aveva promesso al "mago" di tornare entro la fine dello spettacolo: scappa, invece, con l'amante a Venezia, e Marvuglia non sa che cosa dire al marito che interrompe lo show magico reclamando con energia la riapparizione della moglie. Ma è a questo punto che l'illusionista ha una pensata bizzarra, paradossale e geniale: dà a Di Spelta una scatola dove sostiene di avere rinchiuso Marta, e l'uomo non dovrà mai aprirla, almeno finché non sarà certo con fede assoluta e perfetta della presenza all'interno della moglie della consorte.
E' solo l'inizio, questo, di una vicenda – che Luca regista ha ambientato visibilmente negli interni di un teatro, ricreando sulla scena il San Ferdinando di Napoli – che andrà avanti con digressioni ed episodi vari: Marvuglia crea, con la sua parlantina e la sua faccia tosta ma anche con le sue "magie", che fanno credere ai suoi poteri – a momenti – anche gli spettatori stessi, una realtà diversa, parallela, dove nulla è come sembra; dove il tempo non è passato e la moglie se ne sta ancora buona buona nella scatola. D'altronde, dal momento del trucco e della sparizione, a suo dire, non sarebbero passati che pochi minuti... L'ultimo dei tre atti della commedia descrive la deriva definitiva di Di Spelta (un ottimo Massimo De Matteo) nella follia, tanto che – quando Marta pentita riappare a casa sua – l'uomo la scaccia, preferendo pensare che sia ancora rinchiusa nella scatola del mago, non sciupata dagli anni che nella realtà sono passati.

L'allestimento di De Filippo, sostenuto da una squadra di attori tutti all'altezza del loro ruolo, disegnato in maniera canonica indipentemente dalle dimensioni, asseconda gli stili e le atmosfere diverse e contrastanti della commedia: rivelandone i pregi ma anche una certa farraginosità, legata anche a qualche passaggio poco plausibile. Ma nonostante questo "La grande magia", in tour per i teatri italiani, resta comunque un'opera da riscoprire e nello spettacolo brilla la prova d'attore di Luca, che nel personaggio vede prevalere la chiave ironica, amara e grottesca.

 

Copyright 2013 MyAyroraTag e Aurora - The World Wide Interactive Journal
Vietata la riproduzione anche parziale dei presenti contenuti

 

Numero di visite (41426)      Commenti (0)

Archivio