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Chiara Cola, Digital Art-à-porter mercoledì 3 aprile 20130

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Valentina Cortese lunedì 1 aprile 20130

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Vita, glorie e carriera di una grande diva nel libro di Alfredo Baldi

A Firenze lo Scoppio del Carro lunedì 1 aprile 20130

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“Nella sua intima natura, è l’espressione della fede di una città”, ha dichiarato nella sua omelia ...

L’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme martedì 26 marzo 20130

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Ordo Equestris Sancti Sepulcri Hierosolymitani

“Io? Una wedding designer” sabato 23 marzo 20130

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Il matrimonio dall'A alla Z

A spasso lungo l’Arno - Redingote, cilindri e trine nella Pisa dell’Ottocento mercoledì 20 marzo 20130

A spasso lungo l’Arno - Redingote, cilindri e trine nella Pisa dell’Ottocento

E’ il titolo della mostra al Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi a Pisa curata da Alessandro Panajia e Stefano Renzoni

DA PICASSO IN POI: COSI' Il CUBISMO CAMBIO' LA CULTURA. venerdì 15 marzo 20130

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Il cubismo in forma di racconto: tutte le forme di questo movimento artistico in mostra al Vittoriano di Roma

Francesco, il papa gesuita giovedì 14 marzo 20130

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Primo argentino, primo gesuita e primo a scegliere il nome Francesco. Jorge Mario Bergoglio è il nuovo papa.

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5 ott 2014

MARIO SIRONI 1885 – 1961

MARIO SIRONI 1885 – 1961

Autore: Anonym / domenica 5 ottobre 2014 / Categorie: Attualità, Arte, Italia / Vota questo articolo:
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“Avete un grande artista, forse il più grande del momento, e non ve ne rendete conto”, a pronunciare queste parole era Pablo Picasso che di arte, oltre a farne, sapeva soprattutto venderne. L’artista a cui si riferiva era Mario Sironi a cui oggi il Vittoriano di Roma dedica una grande retrospettiva che ne ripercorre l’intera carriera. Fino all’8 febbraio 2015, l’esposizione del Complesso è modulata sugli scenari della solitudine e della forza di questo Maestro della pittura contemporanea; di opera in opera, dischiude ai visitatori un punto di vista inaspettato sul periodo fascista e, in un certo senso, sull’oscurantismo culturale che ha rappresentato l’antifascismo. 

Dal Simbolismo, spesso dimenticato come dimenticato è stato per troppo tempo il nome di Sironi, la mostra va ramificandosi sulle evoluzioni del pennello e dell’anima dell’artista che passa con destrezza al Divisionismo, al Futurismo – pur non condividendone appieno i principi – alla Metafisica, fino alle opere monumentali. Se in ogni cambiamento di rotta la solidità del rappresentato, la matericità, l’elemento che rende l’uomo un essere assolutamente terreno e irrimediabilmente compromesso dal dolore dell’esistenza, sono aspetti che rimangono immautati, nell’illustrazione, altra faccia del lavoro di Sironi, si innalza la leggerezza aerea di un pensiero che non conosce le stanchezze mortali. 

Tanti i meriti di questa esposizione: primo su tutti quello di aver radunato insieme un corpus di opere disseminato in modo frammentario in alcuni dei più importanti musei italiani e in collezioni private, e di averlo disposto con una coerenza sia cronologica che intellettuale; aver scelto l’illustrazione come contropartita di un unico grande rumore di fondo che caratterizza la pittura di Sironi e la rende a tratti cupa e alienante; non aver censurato l’ideologia fascista di cui la sua opera si nutre e, anzi, averne fatto un punto di partenza. Proprio qui, con il supporto di diversi carteggi, lettere private, testimonianze di persone vicine ad un uomo per natura lontano e schivo c’è, forse, il più alto dei meriti: il superamento dell’antifascismo che ha negato per anni agli italiani un Maestro del loro presente, privandoli della possibilità di riflettere su una pittura che è “una lezione di tragedia, non c’è pittore che valga i suoi quadri”, affernazione quest’ultima di Gianni Rodari. 

La mostra è a cura di Elena Pontiggia in collaborazione con l’Archivio Sironi di Romana Sironi; le opere esposte provengono, fra gli altri, dalla GNAM di Roma, da Ca’ Pesaro e Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, dal Mart di Trento e Rovereto, dalla Pinacoteca Comunale di Faenza, dal Palazzo Romagnoli di Forlì, dalla Pinacoteca di Brera e il Museo del Novecento di Milano e dalla Galleria d’Arte Moderna “E. Restivo” di Palermo.

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