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Sir John Eliot Gardiner: Premio Una vita nella musica 2017, a La Fenice di Venezia giovedì 8 giugno 20170

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Il Premio Giovani alla musicologa Liana Puschel, al gruppo Mdi Ensemble e al compositore Daniele Ghisi

Sostenibilità e trasparenza delle filiere ittiche: il progetto dei consumatori giovedì 8 giugno 20170

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Alla Fortezza Vecchia di Livorno un workshop organizzato dal Centro Tecnico per il Consumo, per educare ad un consumo responsabile.

SAUDADE E MAGIC CARPET CUBED Vincono la  LORO PIANA SUPERYACHT REGATTA domenica 4 giugno 20170

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Si è conclusa a Porto Cervo la 10^ edizione dell’evento dello Yacht Club Costa Smeralda dedicato ai superyacht

“Carta della trasparenza delle filiere”, siglato l’accordo a Firenze sabato 3 giugno 20170

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Affermare il diritto alla trasparenza, alla tracciabilità di filiera è l’obiettivo delle Associazioni dei Consumatori che ...

Promosso dal CTC nasce a Firenze un nuovo sistema di alleanze tra consumatori e associazioni di categoria domenica 28 maggio 20170

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Verranno siglati 21 protocolli di intesa per migliorare i processi delle filiere produttive

NEL GORGO DELLA PASSIONE AMOROSA lunedì 8 maggio 20170

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Un inedito dittico musicale per raccontare la tragica fine di due folli amori. Regia teatrale poco convincente di Emma Dante. Eccellente la ...

L’Equipaggio della Nave Scuola Cuauhtémoc all’Ambasciata del Messico in Italia  venerdì 5 maggio 20170

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A commemorazione della visita in Italia, la messa a dimora di un albero di ahuehuete

UN BERRETTO PIENO DI RISATE giovedì 4 maggio 20170

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Valter Malosti riscrive per la scena il classico testo pirandelliano trasformandolo in un irresistibile e travolgente delirio comico.

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13 nov 2014

IL LAGO DEI CIGNI OVVERO IL CANTO

IL LAGO DEI CIGNI OVVERO IL CANTO

Autore: Anonym / giovedì 13 novembre 2014 / Categorie: Attualità, Danza, Teatro, Italia / Vota questo articolo:
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“Il Lago dei Cigni ovvero Il Canto” debutta sabato 15 novembre al Teatro Comunale di Ferrara. Cosa significa, per un titolo che non ha bisogno di presentazioni, la specifica “ovvero Il Canto”? Perché questa licenza su un’opera musicalmente, stilisticamente e scenograficamente perfetta?

Forse perché i classici sono rimasti gli unici veri interpreti del nostro tempo e la loro voce, se riascoltata, può addolcire molte asperità della vita. Questa potrebbe essere una delle possibili motivazioni che ha spinto Fabrizio Monteverde a collaborare ancora una volta con il Balletto di Roma. Non fosse che di asperità, nella sua rivistazione coreografica che unisce Čajkovskij a Čechov, l’autore ne abbia distribuite a piene mani. 

I danzatori, prigionieri della scena come l’attore narrato nell’opera “Il Canto del Cigno”, rivivono l’ennesima rappresentazione del “Lago” e, ormai vecchi e consumati da quei gesti che hanno ripetuto per tutti gli anni della loro giovinezza, dipingono uno scenario desolante. Vecchiaia e consunzione si riflettono nei loro corpi e nei loro costumi: grassezza, tremore, calvizie, canizie sono le catene fisiche che legano il corpo alla materia e, ancora più strette, sono quelle spirituali. 

Scegliendo una serie di momenti topici dalla partitura musicale originale – anche affidandosi alla ripetizione – Monteverde scava nel timore dell’uomo per l’avvicinamento a quello spazio della vita che è il più prossimo al suo termine e lo interpreta coreograficamente con le figure che il suo talento creativo è capace di evocare, unendolo ad un linguaggio danzato che scavalca i canoni del puro stile contemporaneo. 

La Compagnia è, insieme, il centro dell’attenzione e la sua periferia: rinunciando alla bellezza i danzatori si proiettano in una dimensione altra, dove il gesto, prima di essere enunciato di plasticità e vita, è necessità di concretizzarsi come viventi, di mutarsi per spostare in avanti la linea della fine. 

Ancora una volta Fabrizio Monteverde firma l’abito nuovo di un classico con la sua drammaturgia fatta di equilibri e dinamismo e li spinge verso quella climax che conduce il pubblico alla catarsi.


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