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FESTIVAL INTERNAZIONALE TEATRO ROMANO Presentata la XVIII EDIZIONE a Volterra, Palazzo dei Priori martedì 14 luglio 20200

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Nella cavea del Teatro riposizionate le gradinate disegnate 30 anni fa dall’Arch. Piero Inghirami.  

 Nel giorno dell’entrata in vigore (1 luglio 2020) del nuovo Trattato Messico-USA-Canada, a Roma iniziano i lavori per la costituzione della Camera di Commercio Messicana in Italia  venerdì 3 luglio 20200

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Obiettivo della nuova Associazione sarà rappresentare e promuovere gli interessi delle imprese affiliate.

YCCS, LA MAXI YACHT ROLEX CUP E LA ROLEX SWAN CUP SONO CONFERMATE giovedì 2 luglio 20200

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Riparte a luglio la stagione sportiva dello Yacht Club Costa Smeralda.

“La donna a tre punte” di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale, al Teatro Romano di Volterra con Valeria Contadino giovedì 2 luglio 20200

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A un anno dalla scomparsa del grande scrittore siciliano, sulla scena del Festival Internazionale (12 luglio) una “sorta di girotondo di ...

“Dopo l’apocalisse. Ipotesi per una rinascita” di Franco Cardini e Riccardo Nencini sabato 27 giugno 20200

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Da due nomi eccellenti, l’illustre storico Cardini, il senatore socialista e scrittore Nencini, la visione del futuro post Covid-19, in un ...

Puntuale, nonostante le emergenze, il Festival Internazionale Teatro Romano Volterra annuncia il primo appuntamento dell’Edizione XVIII  mercoledì 24 giugno 20200

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Daniela Giovanetti, splendida interprete di Bianca, Omaggio a Moby Dick di Melville, racconta la nascita dello spettacolo di apertura della ...

Lo Yacht Club Costa Smeralda pronto per la stagione 2020 venerdì 15 maggio 20200

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È prevista la riapertura per la fine di giugno o inizio di luglio. In attesa delle disposizioni governative definitive, e dell’evoluzione della ...

Nel tempo immobile il teatro di domani? Conversazione con Giuseppe Liotta martedì 12 maggio 20200

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Alcune idee per il rinnovamento del sistema teatrale italiano dopo la sospensione degli spettacoli a causa del coranovirus.

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19 ago 2020

La “Clitennestra” di Alma Daddario in scena al Parco archeologico Lilibeo

La “Clitennestra” di Alma Daddario in scena al Parco archeologico Lilibeo

Autore: Redazione Aurora / mercoledì 19 agosto 2020 / Categorie: Attualità, Danza, Teatro, Italia, Sicilia / Vota questo articolo:
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Andrà in scena questa sera (19 agosto, ore 21:00) Clitennestra: il processo, di Alma Daddario, nel magnifico Parco archeologico Lilibeo di Baglio Tumburello, a Marsala. Protagonista dello spettacolo con la regia di Sebastiano Tringali, prodotto da MDA Produzioni ed inserito nella rassegna Agorai del mare – Teatri di Pietra, è Valeria Contadino, che dà la voce anche a Cassandra, Agamennone, Oreste ed Elettra in scena con i danzatori Carlotta Bruni, Luca Piomponi, Matteo Gentiluomo, Rosa Merlino, Paola Sayeste Agul Saribas che danno vita alle coreografie di Aurelio Gatti, “coinvolgenti e raffinate in perfetta sintonia con la prosa alta dell’autrice”.

Lo spettacolo, in apertura della tournée siciliana, dopo la Prima nazionale, nel 2019, al Festival Internazionale Teatro Romano Volterra, Edizione XVII, presenta “una rilettura originale del mito di Clitennestra che ne evidenzia tematiche tutt'ora drammaticamente attuali, legate alla condizione femminile anche in contesti di potere, il riscatto di un personaggio che supera la visione patriarcale tramandataci dai classici”, spiega l’autrice. “Ho scavato nella personalità di Clitennestra che – prosegue - attraverso le descrizioni di Euripide, Eschilo e Omero, conosciamo come il prototipo di donna spietata, la fedifraga assassina che ha commesso l’orrendo delitto di uccidere lo sposo appena tornato dalla guerra. Sono tutti sguardi maschili su un modello di donna opposto a quello di Penelope, la fedele sposa di Odisseo”. Alma Daddario intende “denunciare un pregiudizio ed una sentenza già scritta nella storia del personaggi con una versione in cui la protagonista non cerca assoluzioni, e, invece di giustificarsi, denuncia la violenza che ha subito come donna e come madre. Vittima di stupro e bottino di guerra, Clitennestra è costretta a sposare Agamennone, il re di Micene che le ha ucciso il marito Tantalo ed il loro figlioletto. Sempre Agamennone, per propiziarsi il favore degli dei in partenza per la guerra contro Troia, non esiterà a sacrificare sull’altare la loro figlia Ifigenia. Ifigenia in greco vuol dire ‘nata dalla violenza’. Come non ravvisare nello sguardo di questa regina quello delle tante donne vittime di violenza nell’attuale momento storico? Ha subito la violenza più atroce che si possa sopportare: l’uccisione dei figli davanti ai suoi occhi di madre, costretta a udire i loro strazianti gemiti di morte. Nessuno a difenderla: è sola con la sua disperazione. Malgrado tutto reclama non assoluzione, ma giustizia nei confronti di un verdetto esemplare che contrappone le azioni maschili a quelle femminili, riconoscendo legittimità alle prime e condanna alle seconde”.

“Clitennestra - dichiara il regista Sebastiano Tringali che ha creato un crescendo di suggestive e struggenti atmosfere –  è un campione dell’umanità femminile abusata e vessata, inseguita dalle Erinni, che nello spettacolo evocano sogni e fantasmi che la avvolgono nel vortice della danza, mentre lei racconta della sua solitudine, e dà voce ai carnefici e alle vittime della storia. Tutti i personaggi sono in lei, ma nessuno coglie la sua accorata invocazione: ascoltate le donne…”.

 Alma Daddario ha esplorato personalità di Clitennestra che, “attraverso le descrizioni di Eschilo e di Omero, conosciamo come la donna infedele e ribelle che si contrappone alla mite e fedele Penelope”, sottolinea nuovamente l’autrice. “Straordinaria l’attualità di questa vicenda - aggiunge - vittima di stupro, è costretta a sposare il suo violentatore. Una vicenda lontana nel tempo, eppure, se pensiamo che questa era la sorte delle ragazze violentate o rapite anche nella nostra società fino a pochi decenni fa, alcune anche vittime del famigerato delitto d’onore, non si può non riflettere sulla drammatica attualità di questa vicenda. Nella mia storia Clitennestra denuncia l’ottusa arretratezza di una società patriarcale che relega la donna a passivo oggetto di scambio, contesa e bottino. Sono passati millenni, ma pare che il mito abbia scritto il nostro presente, oltre ad aver raccontato il passato”.

 

 

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