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“Solo”, è il romanzo storico di Riccardo Nencini dedicato a Giacomo Matteotti lunedì 3 maggio 20210

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Edito da Mondadori, il volume sarà in tutte le librerie da martedì 4 maggio  2021.

 Regina Schrecker: omaggio  a Francesca da Rimini nel settecentenario della morte di Dante Alighieri lunedì 12 aprile 20210

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Il bellissimo costume realizzato dalla stilista fiorentina d’adozione arricchisce la mostra di Corrado Veneziano in anteprima alla ...

A Volterra il museo arriva in classe martedì 30 marzo 20210

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La pregevole iniziativa è volta a “promuovere la conoscenza del patrimonio artistico e archeologico dei Musei di Volterra”.

Al Ct Firenze tappa di qualificazione ai campionati italiani Tpra doppio padel mercoledì 24 marzo 20210

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Lo storico Circolo ha organizzato per l’ultimo week end di marzo il primo torneo di questa disciplina in provincia di Firenze.   

Young Azzurra è seconda sul podio: unica con equipaggio italiano venerdì 12 marzo 20210

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A Gaeta la giornata conclusiva della Youth Foiling Gold Cup, primo evento internazionale dell’anno.

Carlo Pennisi nel nome del rinnovamento alla presidenza del CT Firenze sabato 27 febbraio 20210

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Da 51 anni al Circolo con una grande passione per il tennis e spiccate doti organizzative a livello sportivo e sociale, ha dato lustro al CT ...

Volterra: siglata la prima convenzione tra Comune e Gruppo Progetto Città a sostegno del Festival Internazionale Teatro Romano mercoledì 24 febbraio 20210

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In attesa della diciannovesima edizione del Festival e del 2022 che vedrà Volterra prima Città Toscana della Cultura, è in ...

Il Circolo del Tennis Firenze inizia il 2021 nel segno del rinnovamento sabato 13 febbraio 20210

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Presentata l'attività sportiva con una eventuale alternativa al Torneo Internazionale Under 18 “Città di Firenze”.

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15 mar 2013

DA PICASSO IN POI: COSI' Il CUBISMO CAMBIO' LA CULTURA.

DA PICASSO IN POI: COSI' Il CUBISMO CAMBIO' LA CULTURA.

Autore: Anonym / venerdì 15 marzo 2013 / Categorie: Attualità, Arte / Vota questo articolo:
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Picasso, Braque, Léger, Juan Gris, ma non solo: il cubismo fu un movimento globale, planetario, che dilagò dalla Francia – dove era nato tra il 1907 e il 1914 – in realtà molto distanti non solo geograficamente influenzando tutto il mondo della cultura e diventando, quasi, una vera e propria filosofia, fotografia di una realtà nuova e radicalmente moderna di movimento e dinamismo, “un sistema di arte e di pensiero – scrive Charlotte N. Eyerman – che si inquadra nei vari modelli di utopismo fioriti nel periodo di prosperità antecedente la tragedia della guerra. E’ quasi l’ultimo baluardo del sogno (…) di cambiare il mondo con la sola forza dell’immaginazione e nello spazio di un istante”. E’ quella di illustrare la ricchezza di sfaccettature, di stimoli, di influenze esercitate su tutta la creatività artistica del Novecento di questo movimento la linea guida della grande mostra “Cubisti e cubismo”, ospitata a Roma dal Vittoriano, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Curatrice dell’esposizione, che accoglie non solo dipinti e sculture, ama anche filmati, costumi, registrazioni musicali e molto altro, è appunto Charlotte N. Eyerman, direttrice di FRAME Nord America, con la collaborazione di Simonetta Lux, docente di Storia dell’Arte Contemporanea a La Sapienza. Il nome “cubismo” fu coniato, con intento derisorio, dal grande pittore Henri Matisse a proposito di alcuni lavori di Georges Braque da lui visti nel 1908: l’anno successivo, quindi, alla “nascita” ufficiale di questa grande, rivoluzionaria stagione creativa con il famosissimo “Les demoiselles d’Avignon” di Picasso. Intento dell’esposizione di Roma, autentica riflessione – complessa e compiuta, innovativa – sull’universo del cubismo, è quello di mostrare come possa essere “ingeneroso” – l’aggettivo è di Simonetta Lux – e inesatto, quindi riduttivo, considerarlo come un unico, ben delimitato movimento, sia pure articolato attraverso diverse stagioni e momenti frutto di un’evoluzione: ma piuttosto un “complesso e differenziato insieme di atti creativi”. Un ampiezza di esperienze e di registri straordinaria, che si rispecchia nella quantità dei nomi degli artisti rappresentati in mostra e dalla diversità dei loro linguaggi: dagli iniziatori già citati, francesi e spagnoli, al messicano Diego Rivera, dalla russa Natalia Goncharova all’americano Mardsen Hartley, dagli inglesi Wyndham Lewis e Vanessa Bell ai nostri Gino Severini e Ardengo Soffici. Come si vede, anche artisti non etichettati tradizionalmente come cubisti. E il percorso dell’esposizione si articola in sezioni parallele: letteratura (testi di Cendrars, Apollinnaire, Gertrude Stein), musica (gli inevitabili Stravinsky e Satie, ma anche i componenti del Gruppo dei Sei francese e Arnold Schoenberg), cinema (il “Ballet mecanique” di Léger, dichiaratamente cubista, ma anche Charlie Chaplin), architettura, teatro (il mitico “Parade”), moda, arti applicate. La mostra è stata resa possibile dalla collaborazione e dai prestiti di grandi musei di tutto il mondo, dalla Tate Gallery e il Victoria ed Albert Museum di Londra all’Hermitage di Pietroburgo, dalla National Gallery of Art di Washington al Guggenheim di New York, dal Philadelphia Museum of Art alla Fondazione collezione Thyssen-Bornemisza di Madrid.

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