È iniziata a Concordia, presso la base
italo-francese, la 21ᵅ missione invernale del Programma Nazionale di Ricerche in
Antartide (PNRA), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca
(MUR) e attuato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) per il
coordinamento scientifico, da ENEA per la pianificazione e l’organizzazione
logistica delle attività presso le basi antartiche e dall’Istituto Nazionale di
Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) per la gestione tecnica e scientifica
della sua nave da ricerca Laura Bassi. È quanto si legge in una nota.
Con un
simbolico passaggio di consegne, lo station leader della campagna estiva, a
Concordia, Riccardo Scipinotti (ENEA) ha affidato la gestione della stazione
alla glaciologa Simona Grimaldi (Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) ) che guiderà, come capo
spedizione invernale, il nuovo gruppo di 13 winterover, composto da 6 italiani
del PNRA, 6 francesi dell’Istituto polare francese Paul-Émile Victor (IPEV) e
un medico inglese dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Partenza da MZS, febbraio 2025. Credit: PNRA-IPEV.
A oltre 3000 metri di
altezza e a 1.200 chilometri dalla costa, i 13 winterover trascorreranno nella
base italo-francese il lungo inverno antartico, nel corso del quale le
temperature possono raggiungere anche i -80°C. In completo isolamento per nove
mesi e con tre mesi di notte polare, ossia in totale assenza di luce, il team
garantirà la manutenzione della stazione e porterà avanti 14 attività
scientifiche, tra progetti di ricerca e osservatori permanenti, su diverse
discipline. Spessore del ghiaccio superiore a 3 chilometri, bassa umidità, alta
visibilità e nitidezza, elevata altitudine e scarso inquinamento rendono
Concordia uno straordinario laboratorio per studi su criosfera, climatologia,
chimica e fisica dell’atmosfera, geomagnetismo e sismologia, astrofisica e
meteorologia spaziale. Le condizioni estreme rendono inoltre Concordia un
prezioso avamposto per lo studio e la simulazione di problemi legati alle
missioni spaziali. Per questo ESA porterà avanti 7 progetti di biomedicina e
gli stessi invernanti saranno sottoposti da parte del medico a una costante
osservazione scientifica che riguarderà l’adattamento fisico, psicologico e
sociale in condizioni di vita estreme, simili a quelle spaziali.

Chiusura MZS febbraio 2025. Credit: PNRA-IPEV.
A Concordia,
durante la campagna estiva, si è svolta e conclusa la 4ᵅ campagna di perforazione del
progetto europeo Beyond EPICA – Oldest Ice, coordinato dall’Istituto di Scienze
Polari del Cnr, che ha raggiunto nel corso di questa missione la profondità di
2.800 metri, dove la calotta glaciale antartica incontra la roccia sottostante.
Il ghiaccio estratto conserva un archivio senza eguali sulla storia climatica
della Terra, fornendo informazioni dirette sulle temperature atmosferiche e le
concentrazioni di gas ad effetto serra nell’arco di 1,2 milioni di anni e
probabilmente oltre. Partecipano al progetto per l’Italia anche l’Università
Ca’ Foscari Venezia e l’ENEA, che gestisce le attività logistiche insieme
all’IPEV.
Mentre a
Concordia inizia la campagna invernale, sulla costa di Baia Terra Nova chiude
la stazione italiana Mario Zucchelli, segnando il termine della 40ᵅ
missione estiva del PNRA presso le basi antartiche, dove sono stati portati
avanti 14 progetti di ricerca che hanno coinvolto 140 persone tra ricercatori,
ricercatrici e personale tecnico, di cui 17 esperti militari di Esercito,
Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri e Vigili del Fuoco, sotto la guida
del capospedizione Rocco Ascione (ENEA). Le attività scientifiche presso la
stazione Mario Zucchelli sono state coordinate nel primo periodo da Gaetano
Giudice, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)
e nel secondo periodo da Nicoletta Ademollo, ricercatrice dell’Istituto di Scienze
Polari del Cnr. Le attività hanno coinvolto nove osservatori permanenti,
fondamentali per il monitoraggio continuo di fenomeni legati alla climatologia,
sismologia, geomagnetismo, alta atmosfera e meteorologia spaziale. Altri
osservatori continueranno ad acquisire dati essenziali per il monitoraggio
vulcanologico, per analizzare le modificazioni delle comunità microbiche, del
permafrost e della vegetazione. I team
di ricerca hanno inoltre acquisito dati e campioni per analizzare l’evoluzione
stagionale delle superfici e dell’idrografia sopraglaciale sul Nansen Ice
Shelf, il ruolo del ghiaccio marino nel ciclo del mercurio, la biodiversità,
l’evoluzione, l’adattamento e i meccanismi immunitari degli organismi antartici
e l’adattamento del microbioma umano.
“Tutte le
operazioni previste per i progetti di ricerca, molti dei quali al primo anno di
campagna, sono state portate a temine con successo. Team di ricerca
multidisciplinari di diverse istituzioni scientifiche hanno analizzato e
approfondito i diversi aspetti del fragile ecosistema antartico e l’ottimo
andamento delle attività conferma il valore e l’importanza delle ricerche in
Antartide, un territorio chiave per la comprensione dei cambiamenti climatici e
delle dinamiche ambientali globali”, afferma la direttrice dell’Istituto di
scienze polari del Cnr, Giuliana Panieri.
Le attività
della 40ᵅ
campagna estiva proseguono fino a marzo sulla rompighiaccio Laura Bassi, che
nel Mare di Ross sta conducendo 6 progetti di ricerca. Durante la 40ᵅ
spedizione, sotto la guida del capo base Francesco Pellegrino (ENEA), sono
stati condotti lavori di manutenzione straordinaria e di ripristino delle
piattaforme scientifiche a Zucchelli, tra cui la cupola del telescopio di OASI.
Inoltre, è stata raddoppiata la potenza installata dell’impianto fotovoltaico
(da 62 kWp a 113 kWp) per produrre fino al 25% del fabbisogno di energia
elettrica della stazione. “Grazie al finanziamento straordinario messo a
disposizione dal MUR, proseguiranno le opere di efficientamento e
ammodernamento delle basi. Inoltre, sarà portata alla piena operatività
l’aviopista di Boulder Clay costruita vicino alla stazione Mario Zucchelli, che
così potrà diventare un asset fondamentale nell’area del Mare di Ross”, spiega
Elena Campana, direttrice dell’Unità Tecnica Antartide dell’ENEA.
Foto in primo piano: il personale della 21ᵅ campagna invernale PNRA a Concordia. Credit: PNRA-IPEV.
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