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Il 23 ottobre è la Giornata mondiale del leopardo delle nevi giovedì 23 ottobre 20250

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Simbolo degli ecosistemi di alta quota, è minacciato dai cambiamenti climatici e dal conflitto con le attività umane. 

Mostra degli Esuli Dalmati, Istriani e Fiumani presso il Complesso del Vittoriano a Roma giovedì 23 ottobre 20250

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“Casa Italia”, inaugurata a Londra la nuova sede mercoledì 22 ottobre 20250

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Brillante operazione degli agenti del Corpo Forestale contro la cattura illegale di quaglie nel Siracusano mercoledì 22 ottobre 20250

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L’impegno dell’Italia tra scienza e diplomazia all’Arctic Circle Assembly 2025 sabato 18 ottobre 20250

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Il prossimo Arctic Circle Rome Forum Polar Dialogue, organizzato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dal Consiglio ...

Piano strategico di diplomazia culturale del MiC da circa 20 milioni di euro sabato 18 ottobre 20250

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Riattivate le fontane di Villa Giulia, a Roma venerdì 17 ottobre 20250

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Targa Florio al Parco di Selinunte venerdì 17 ottobre 20250

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13 set 2015

LAVIA RECITA GALILEO ACCANTO AI SUOI MANOSCRITTI

LAVIA RECITA GALILEO ACCANTO AI SUOI MANOSCRITTI

Autore: Anonym / domenica 13 settembre 2015 / Categorie: Attualità, Scienze, Danza, Teatro, Italia, Toscana / Vota questo articolo:
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Un “Diario delle osservazioni di Giove” (il futuro “Sidereus nuncius”), autografo, con una famosa serie di sei acquerelli della Luna disegnati direttamente dallo scienziato partendo dalle osservazioni effettuate sul momento, davanti al telescopio; i disegni, anch’essi autografi, delle macchie solari; una copia, pubblicata a Venezia nel 1610 e postillata a mano, del “Nuncius”, una copia del 1632 del “Dialogo sopra i massimi sistemi del mondo, tolemaico e copernicano”; lettere autografe di Tommaso Campanella e di Keplero. Questi, ed altri, i manoscritti e i rarissimi stampati di proprietà della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze esposti per tutto questo mese nella Tribuna Dantesca della Biblioteca, in coincidenza con i tre appuntamenti (dopo lunedì 7, il 14 e il 21, sempre alle 18), della lettura drammatizzata curata da Gabriele Lavia del “Dialogo sopra i massimi sistemi”, nello stesso, magnifico spazio della solenne e grandiosa Tribuna Dantesca. Una lettura drammatizzata perché Lavia, in questo breve ciclo ideato da Giacomo Bisordi, ha affidato i tre “personaggi” dell’opera galileiana a tre attori diversi: lui stesso (Simplicio, il fautore delle vecchie teorie geocentriche di Aristotele e di Tolomeo), Daniele Biagini (l’attento aristocratico e intellettuale Sagredo) e Pietro Biondi (lo scienziato Salviati, che mostra con argomenti incontrovertibili che la Terra gira intorno al Sole, e che quindi le idee ‘rivoluzionarie’ di Copernico sono giuste). Per Lavia – che si sta preparando alla messa in scena della “Vita di Galileo” di Bertolt Brecht, ad ottobre in scena alla Pergola di Firenze – nel “Dialogo sopra i massimi sistemi”, l’opera più famosa del Galilei, si riscontra effettivamente un’efficacia autenticamente teatrale nell’articolarsi del contrasto scientifico-filosofico tra teorie diverse: Galileo autore, quasi drammaturgo – dice l’attore-regista – “domina bene il volgare, sa gestire con abilità le regole del dramma e la dinamica della finzione”. Il grande critico Francesco De Santis colse, invece, a suo tempo, nel “Dialogo”, un altissimo valore letterario e ideale scrivendo che “la forma diretta e propria” di questo testo “è l’ultima perfezione della prosa”. Certamente – come suggerisce Lavia – la passione ideale e del pensiero, la tensione filosofica, lo scontro tra verità e dogmatismi miopi, la limpidezza della riflessione scientifica (e non solo), l’ampio respiro dell’argomentazione e della dialettica danno alle “giornate” nelle quali si articola il “Dialogo” una grandezza e una natura tali da assurgere realmente a un valore teatrale, suscitando emozione ed una partecipazione intellettuale fervida e intensa in chi assiste e ascolta. Del resto, da tempo ormai, Lavia si è avventurato nella dimensione di un teatro che sia soprattutto – se non esclusivamente – riflessione, pensiero, meditazione: in un inquieto e affascinante viaggio personale di cui tenta di fare partecipe il pubblico. 

 
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