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30 dic 2025

“Fermiamo i botti di Capodanno causa di shock e morte tra la fauna selvatica, stress e panico tra cani e gatti”

“Fermiamo i botti di Capodanno causa di shock e morte tra la fauna selvatica, stress e panico tra cani e gatti”

Autore: Redazione Aurora / martedì 30 dicembre 2025 / Categorie: Attualità / Vota questo articolo:
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Ogni fine anno, purtroppo, si rende tristemente necessario lanciare appelli contro la devastante, molto spesso letale consuetudine di festeggiare il Capodanno ricorrendo all’utilizzo dei fuochi d’artificio. Ciò nella speranza che tali sollecitazioni vengano ascoltate e che prevalgano la ragione e il rispetto della vita, sia essa animale, sia essa vegetale. Il WWF è particolarmente attivo nel cercare di rendere tutte le parti – le istituzioni perché arginino il fenomeno con apposite ordinanze, e i cittadini perché scelgano altri modi di divertirsi senza provocare stragi – coscienti delle conseguenze di tali deplorevoli azioni, le cui tragiche conseguenze sono universalmente ben note. I fuochi pirotecnici, spiega l’Associazione, provocano traumi, disorientamento, fughe caotiche e shock immediati negli animali selvatici, con conseguenze spesso mortali. Gli effetti possono essere anche a lungo termine, e manifestarsi con alterazioni comportamentali e danni al sistema riproduttivo. Panico, ansia e stress si riscontrano anche negli animali domestici. Il WWF pone l’accento anche sui danni alla vegetazione dei centri urbani in quanto le alte temperature e le scintille possono innescare incendi o provocare bruciature a chiome e tronchi di alberi, mentre i residui chimici ricadono sul suolo compromettendo la salute di alberi e aiuole.

L’Associazione chiede di sostituire i fuochi pirotecnici “sostituendoli con opzioni a basso rumore, oppure giochi di luci”, e lancia un “appello ai Comuni affinché vietino, con una apposita ordinanza, i botti di Capodanno nel loro territorio, come Roma e altri Comuni hanno fatto negli ultimi anni, purtroppo con un livello di rispetto delle regole ancora troppo basso da parte dei cittadini”.

L’Associazione ricorda che proprio nella Capitale, nel Capodanno 2021 – “particolarmente ‘esplosivo’, forse per festeggiare l’uscita dal lockdown - in alcune zone i romani si sono svegliati la mattina del primo gennaio davanti al triste spettacolo di un tappeto di uccelli morti sull’asfalto, perlopiù passeri e storni. Anche nel 2023 le scene si sono ripetute. I fuochi d’artificio producono anche notevoli emissioni di sostanze altamente inquinanti che contribuiscono in modo significativo all’inquinamento chimico del suolo, dell’acqua e dell’aria. Le detonazioni rilasciano metalli pesanti, particolato fine e perclorati, sostanze persistenti e tossiche che rappresentano un rischio per la salute umana e animale, oltre all’impatto diretto sulla qualità dell’aria, queste sostanze possono accumularsi negli ecosistemi e contaminare alimenti e corsi d’acqua, con effetti a lungo termine sulla biodiversità e sull’equilibrio ambientale”.

Il WWF richiama l’attenzione su uno studio realizzato in Spagna, a Valencia, dove in primavera si svolgono manifestazioni con fuochi pirotecnici, dal è emerso che gli effetti ecologici del rumore dei fuochi d’artificio possono protrarsi nel lungo periodo e influenzare negativamente il ciclo riproduttivo dei passeri.

Un’altra ricerca realizzata in Austria ha monitorato 20 oche selvatiche durante la notte di Capodanno, rilevando un marcato stress fisiologico: il battito cardiaco medio è aumentato del +96% (da 63 a 124 battiti al minuto) e la temperatura corporea è salita da 38°C a 39°C, con effetti che si sono protratti fino al mattino successivo. I bang e i flash di luce, inoltre, possono interferire con il comportamento animale in momenti particolarmente delicati come l’accoppiamento o le migrazioni, lasciando strascichi che possono manifestarsi anche nei mesi e negli anni successivi.

Un’indagine realizzata dall’azienda Weenect (2024) su 652 animali domestici (cani e gatti) ha rivelato che il 26% si nasconde, il 20% tenta di fuggire e tra il 16% e il 24% manifesta stress persistente, anche diverse ore dopo i fuochi.

Nel 2022 a Napoli i fuochi d’artificio non autorizzati da una villa privata hanno generato un incendio nella vicina Oasi WWF Cratere degli Astroni, mandando in fumo 40 ettari di bosco tra l’oasi e il confinante Parco Regionale dei Campi Flegrei. I responsabili sono attualmente sotto processo per disastro ambientale.

“Ogni inizio anno i notiziari ci raccontano di ferimenti e incidenti causati dai botti”, ha dichiarato Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità WWF Italia. “Le sofferenze degli animali - prosegue - difficilmente verranno raccontate ma sono ormai documentate. Basta vedere come reagiscono i nostri animali domestici, terrorizzati, con il cuore impazzito, mentre cercano rifugio sotto letti o tavoli. Ci vuole poco ad immaginare le conseguenze per la fauna selvatica. Per molti la fuga improvvisa si conclude con la morte. Come WWF chiediamo ai Comuni di emettere con anticipo ordinanze di divieto di botti, petardi e fuochi pirotecnici, vigilando in anticipo per prevenire situazioni di pericolo”.

Cani e gatti possiedono un udito molto più sensibile di quello umano. Gli esseri umani percepiscono suoni tra circa 20 Hz (infrasuoni) e 20.000 Hz (ultrasuoni), mentre il cane può udire frequenze fino a circa 60.000 Hz e il gatto fino a 70.000 Hz. Anche negli animali d’allevamento, come mucche, cavalli e conigli, le esplosioni possono avere effetti gravi: lo spavento intenso può infatti provocare traumi, stress elevato e in casi estremi, persino l'aborto. Si stima che ogni anno in Italia migliaia di animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra cui rapaci che, spaventati, perdono l’orientamento e finiscono spesso contro ostacoli. Molti abbandonano improvvisamente il loro dormitorio invernale (alberi, siepi o tetti) e vagano al buio senza trovare riparo, morendo per il freddo a causa del dispendio energetico improvviso in una stagione caratterizzata da basse temperature e scarsità di cibo.

 

 

 

 

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