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Rarissimo stilo da ceramista del V secolo a.C. rinvenuto a Gela

Rarissimo stilo da ceramista del V secolo a.C. rinvenuto a Gela

Lo straordinario ritrovamento è avvenuto nell’area di Orto Fontanelle nell’ambito dei lavori di realizzazione del nuovo palazzo della cultura. Individuato anche un esteso quartiere ellenistico.

Autore: Redazione Aurora/venerdì 12 dicembre 2025/Categorie: Attualità

È di eccezionale valore storico ed archeologico il rarissimo stilo da ceramista in osso, finemente decorato e perfettamente integro, rinvenuto a Gela nell’area di Orto Fontanelle, nel corso delle attività di archeologia preventiva disposte dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta, sotto la direzione scientifica dell’archeologo Gianluca Calà, incaricato dal Comune di Gela, nell’ambito dei lavori di realizzazione del nuovo palazzo della cultura, nell’area del cantiere di Orto Fontanelle.

Crediti foto: Regione Siciliana.


Lo stilo, lungo 13,2 cm, presenta nella parte superiore una testa maschile, verosimilmente un’erma di Dioniso, mentre nella sezione centrale reca la rappresentazione di un fallo eretto. La fattura particolarmente raffinata consente di datarlo al V secolo a.C., rendendolo un reperto di grande pregio e rilevanza.

Crediti foto: Regione Siciliana.


Le indagini archeologiche hanno inoltre permesso di individuare un vasto quartiere ellenistico, attualmente in fase di approfondimento.

Assessore ai Beni culturali e all'Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. Crediti foto: Regione Siciliana.


“Ancora una volta - ha dichiarato l’Assessore ai Beni culturali e all'Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato - Gela restituisce importanti pezzi di storia che contribuiscono a incrementare la cultura di un territorio che nell’antichità ha avuto un ruolo centrale e che, grazie alla presenza di così tante emergenze di natura archeologica, può davvero crescere e diventare punto di riferimento per il settore”.

“Questo stilo rappresenta davvero un unicum nel panorama archeologico del tempo - ha commentato la Soprintendente per i Beni culturali di Caltanissetta, Daniela Vullo - probabilmente utilizzato come dono alla divinità, per le sue peculiarità merita di essere esposto e restituito alla pubblica fruizione”.

 

 

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