it-ITen-USes-ESba-RU

 L’inalazione di nanoplastiche riduce le capacità olfattive

L’inalazione di nanoplastiche riduce le capacità olfattive

Uno studio coordinato dal Cnr ha indagato per la prima volta gli effetti delle inalazioni di nanoplastiche nei mammiferi, rivelando che queste sono in grado di penetrare nel cervello e deteriorare, in particolare, la funzione olfattiva.

Autore: Redazione Aurora/martedì 25 febbraio 2025/Categorie: Attualità, Scienze

Le nanoplastiche, piccolissimi frammenti di plastiche, di dimensioni inferiori a un millesimo di millimetro, sono ormai diffuse in quasi tutti gli ecosistemi, compresi suolo, aria e acqua. La massiccia contaminazione determina un rischio per gli organismi viventi, tra cui l’essere umano, che può entrare in contatto con queste sostanze in diversi modi, attraverso la catena alimentare, l'acqua e l'aria. Oggi, per la prima volta, uno studio coordinato dall’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ibbc) di Monterotondo Scalo (Rm) ha approfondito gli effetti dell'inalazione di nanoplastiche nei mammiferi.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Science of The Total Environment, ha coinvolto, spiega una nota del Cnr, anche altri due Istituti di ricerca del Cnr - l’Istituto sull’inquinamento atmosferico (Cnr-Iia) e l’Istituto di scienza, tecnologia e sostenibilità per lo sviluppo dei materiali ceramici (Cnr-Issmc) - e il Dipartimento di Fisica della Sapienza Università di Roma. I risultati mostrano una preoccupante capacità delle nanoplastiche di penetrare nel cervello e deteriorare, in particolare, la funzione olfattiva.

“Abbiamo condotto lo studio su modelli murini, avendo già osservato che l’inalazione di nanoplastiche provoca una sua bio-distribuzione in numerosi organi del corpo, fra cui il cervello, i polmoni, i testicoli, il tessuto adiposo. Non sapevamo, però, nulla sui tempi di permanenza di queste sostanze, né tantomeno sugli effetti della loro presenza sul funzionamento dell’organo/tessuto in cui si sono introdotte”, spiega Stefano Farioli Vecchioli del Cnr-Ibbc, tra i partecipanti alla ricerca. “Ora, abbiamo per la prima volta osservato che la loro presenza induce un grave difetto nella capacità olfattiva degli animali, associato a un persistente deficit della funzionalità dei neuroni del bulbo olfattivo, la regione del cervello deputata al riconoscimento degli odori. I nostri studi hanno poi evidenziato la presenza di processi infiammatori transitori nel bulbo olfattivo che ha inalato nanoplastiche. Infine, abbiamo osservato che l’inalazione è in grado di indurre un aumento compensativo della neurogenesi adulta, ossia la produzione di nuovi neuroni, che però non è in grado di riparare il danno indotto dalle nanoplastiche stesse”.

I dati emersi delineano un quadro preoccupante sulla capacità delle nanoplastiche di penetrare nel cervello e deteriorare le funzioni olfattive per lungo tempo: lo step successivo sarà verificare i possibili effetti sull’organismo umano. “A tal proposito bisogna ricordare che circa il 95% dei pazienti con Alzheimer e Parkinson soffre di disturbi olfattivi, che si manifestano 10-15 anni prima della comparsa dei sintomi: l’intenzione è approfondire se vi sia un collegamento tra gli effetti delle nanoplastiche e questo tipo di patologie”, conclude Farioli Vecchioli.                                                                                                                         

Il progetto, scaturito da un’intuizione di Francesca D’Amato del Cnr-Ibbc, ha visto la collaborazione di Adriana Pietrodangelo del Cnr-Iia e di Anna Costa del Cnr-Issmc e di Alessandro Nucara del Dipartimento di Fisica dell’Università Sapienza di Roma, ed è stato realizzato in gran parte da Giorgio Prosperi, che ha svolto la tesi di laurea in un laboratorio del Cnr-Ibbc.

 

 

Copyright 2025 Aurora International Journal. Vietata la riproduzione anche parziale dei presenti contenuti

Numero di visite (4795)/Commenti (0)

Tags:
Redazione Aurora

Redazione Aurora

Altri post di Redazione Aurora

25 feb 2025

Ischia nell’VIII secolo a.C. era abitata da una comunità cosmopolita

Ischia nell’VIII secolo a.C. era abitata da una comunità cosmopolita

Grazie all’analisi isotopica di ossa e denti di oltre 50 individui, uno studio guidato dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova rivela che nell’VIII secolo a.C. la comunità dell’isola di Ischia era formata da immigrati greci, fenici e italici, con una presenza importante di donne anch’esse immigrate.

0 Commenti
Valutazione articolo: Nessuna

24 feb 2025

Nuova forma di ghiaccio dal comportamento dinamico: prima evidenza sperimentale

Nuova forma di ghiaccio dal comportamento dinamico: prima evidenza sperimentale

Uno studio internazionale, coordinato dalla Sapienza, ha dimostrato sperimentalmente l‘esistenza del ghiaccio VII plastico, la cui presenza è ipotizzata all’interno di alcune lune del sistema solare. La scoperta, pubblicata su “Nature”, apre nuove opportunità di ricerca per la comprensione dell’evoluzione strutturale dei pianeti ghiacciati.

0 Commenti
Valutazione articolo: Nessuna

24 feb 2025

Il Ministro Crosetto ha firmato accordo di cooperazione nel settore della difesa con Emirati Arabi Uniti

Il Ministro Crosetto ha firmato accordo di cooperazione nel settore della difesa con Emirati Arabi Uniti

L’accordo si estende anche all’ambito industriale al fine di rafforzare ulteriormente il legame tra i due Paesi.

0 Commenti
Valutazione articolo: Nessuna

24 feb 2025

Siglato un memorandum tra Italia ed Emirati che avvia la collaborazione tra i ministeri della cultura dei due Paesi

Siglato un memorandum tra Italia ed Emirati che avvia la collaborazione tra i ministeri della cultura dei due Paesi

Giuli: “Insieme per la cooperazione strategica con Africa e Paesi arabi: primo tassello diplomazia culturale del nuovo MiC”.

0 Commenti
Valutazione articolo: Nessuna
Primo 28293031323334353637 Ultimo

Archivio