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Ischia nell’VIII secolo a.C. era abitata da una comunità cosmopolita martedì 25 febbraio 20250

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Grazie all’analisi isotopica di ossa e denti di oltre 50 individui, uno studio guidato dal Dipartimento dei Beni Culturali ...

Nuova forma di ghiaccio dal comportamento dinamico: prima evidenza sperimentale lunedì 24 febbraio 20250

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Uno studio internazionale, coordinato dalla Sapienza, ha dimostrato sperimentalmente l‘esistenza del ghiaccio VII plastico, la cui ...

Il Ministro Crosetto ha firmato accordo di cooperazione nel settore della difesa con Emirati Arabi Uniti lunedì 24 febbraio 20250

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L’accordo si estende anche all’ambito industriale al fine di rafforzare ulteriormente il legame tra i due Paesi.

Siglato un memorandum tra Italia ed Emirati che avvia la collaborazione tra i ministeri della cultura dei due Paesi lunedì 24 febbraio 20250

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Giuli: “Insieme per la cooperazione strategica con Africa e Paesi arabi: primo tassello diplomazia culturale del nuovo MiC”.

Accordi siglati da SACE con AMEA Power L.L.C. e con Metito Utilities per un totale di 350 milioni di dollari lunedì 24 febbraio 20250

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Le intese sono state definite durante l’Italy – UAE Business Forum, a Roma, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, ...

Campi Flegrei, un nuovo studio rivela il complesso sistema delle acque sotterranee venerdì 21 febbraio 20250

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La ricerca rappresenta un significativo passo in avanti nella comprensione dei processi idrogeochimici della caldera dei Campi Flegrei, sistema ...

ENEA ha brevettato con l’Università di Messina una tecnologia ‘antibatterica’ basata su campi elettrici pulsati venerdì 21 febbraio 20250

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Lo spin-off AR-IOS, creato da ENEA per l’utilizzo esclusivo del brevetto sta sviluppando un prototipo a basso consumo di energia ...

Rarissimo esemplare di Sciabica minore ritrovato, curato e liberato dalla Lipu venerdì 21 febbraio 20250

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La specie sub-sahariana, le cui presenze sono estremamente rare in Europa, è stata avvistata per la prima volta in Italia.

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13 nov 2014

IL LAGO DEI CIGNI OVVERO IL CANTO

IL LAGO DEI CIGNI OVVERO IL CANTO

Autore: Anonym / giovedì 13 novembre 2014 / Categorie: Attualità, Danza, Teatro, Italia / Vota questo articolo:
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“Il Lago dei Cigni ovvero Il Canto” debutta sabato 15 novembre al Teatro Comunale di Ferrara. Cosa significa, per un titolo che non ha bisogno di presentazioni, la specifica “ovvero Il Canto”? Perché questa licenza su un’opera musicalmente, stilisticamente e scenograficamente perfetta?

Forse perché i classici sono rimasti gli unici veri interpreti del nostro tempo e la loro voce, se riascoltata, può addolcire molte asperità della vita. Questa potrebbe essere una delle possibili motivazioni che ha spinto Fabrizio Monteverde a collaborare ancora una volta con il Balletto di Roma. Non fosse che di asperità, nella sua rivistazione coreografica che unisce Čajkovskij a Čechov, l’autore ne abbia distribuite a piene mani. 

I danzatori, prigionieri della scena come l’attore narrato nell’opera “Il Canto del Cigno”, rivivono l’ennesima rappresentazione del “Lago” e, ormai vecchi e consumati da quei gesti che hanno ripetuto per tutti gli anni della loro giovinezza, dipingono uno scenario desolante. Vecchiaia e consunzione si riflettono nei loro corpi e nei loro costumi: grassezza, tremore, calvizie, canizie sono le catene fisiche che legano il corpo alla materia e, ancora più strette, sono quelle spirituali. 

Scegliendo una serie di momenti topici dalla partitura musicale originale – anche affidandosi alla ripetizione – Monteverde scava nel timore dell’uomo per l’avvicinamento a quello spazio della vita che è il più prossimo al suo termine e lo interpreta coreograficamente con le figure che il suo talento creativo è capace di evocare, unendolo ad un linguaggio danzato che scavalca i canoni del puro stile contemporaneo. 

La Compagnia è, insieme, il centro dell’attenzione e la sua periferia: rinunciando alla bellezza i danzatori si proiettano in una dimensione altra, dove il gesto, prima di essere enunciato di plasticità e vita, è necessità di concretizzarsi come viventi, di mutarsi per spostare in avanti la linea della fine. 

Ancora una volta Fabrizio Monteverde firma l’abito nuovo di un classico con la sua drammaturgia fatta di equilibri e dinamismo e li spinge verso quella climax che conduce il pubblico alla catarsi.


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