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A Livorno le associazioni dei consumatori – capofila il CTC - in azione per le imprese ittiche

A Livorno le associazioni dei consumatori – capofila il CTC - in azione per le imprese ittiche

Costituita una rete di cui fanno parte anche istituzioni e scuola per la valorizzazione di tutta la filiera

Author: Rita Sanvincenti/jueves, 15 de junio de 2017/Categories: Realidad, Italia, Toscana

Consumatori, mondo delle imprese e del commercio, istituzioni e scuola si trovano al centro di un percorso per lo sviluppo di una cultura della responsabilità sociale condivisa, per la trasparenza e per la tracciabilità delle filiere. Si è costituita a Livorno una rete che lavorerà per la valorizzazione delle imprese ittiche che operano nel settore e degli esercizi commerciali che hanno i requisiti di sostenibilità.
“Per una pesca sostenibile e per la tracciabilità di filiera. Educare al consumo responsabile”, è il titolo del workshop promosso dal Centro Tecnico per il Consumo - CTC e dalle Associazioni dei consumatori, che si è svolto tra le antichissime, imponenti mura della Fortezza Vecchia di Livorno, all’interno del programma del Festival nazionale “Educazione, Scuola e Consumo” dell’Università di Firenze (SCIFOPSI).
Per la prima volta in Italia, partendo dal territorio è stato avviato un percorso condiviso per lo sviluppo di un processo culturale integrato che coinvolge le istituzioni, i pescatori e le loro rappresentanze, la grande distribuzione cooperativa, le associazioni di categoria della pesca e del commercio, la scuola, l’Università e la ricerca scientifica, con l’obiettivo comune di rendere sempre più trasparenti e tracciabili queste filiere e di valorizzare le economie locali.
Un traguardo importante, quello raggiunto, per le undici Associazioni dei consumatori socie del Centro Tecnico per il Consumo (C.T.C.) - ADiC, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Aeci, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Legaconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori.
Dopo i saluti di Paolo Caldesi, rappresentante delle Regioni al CNCU del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’assessore all’Ambiente e alle Energie rinnovabili del Comune di Livorno Giuseppe Vece, dell’organizzatore e responsabile scientifico del Festival Stefano Oliviero, ha introdotto e moderato i lavori del workshop Fulvio Farnesi in qualità di vice presidente del CRCU (Comitato regionale consumatori e utenti) della Regione Toscana.
La presidente del Centro Tecnico per il Consumo Clara Gonnelli, nel presentare la propria relazione, ha riferito che il CTC, con le Associazioni dei consumatori, a cominciare dallo scorso anno, hanno affrontato le varie tematiche legate ai consumi costruendo ‘alleanze di filiera’ con enti e aziende che producono beni e servizi e che assumono la sostenibilità come valore di impresa e indicatore essenziale di innovazione, riconoscibile dal consumatore rispetto ai criteri di trasparenza, tracciabilità, legalità, sicurezza, eticità, rispetto dei diritti umani.
Con l’approvazione della nuova Politica Comune della Pesca (PCP), l’Unione Europea e gli Stati Membri, a seguito della pressione esercitata dai movimenti internazionali, si è impegnata a garantire la sostenibilità ambientale, economica e sociale della pesca in Europa. Gli Stati Membri - quindi anche l’Italia - sono chiamati a stabilire regole di gestione delle flotte che siano in equilibrio con un accesso equo e sostenibile alle risorse marine a disposizione, per garantire il futuro delle nostre acque e della comunità di costiera.
Paolo Sartor del CIBM-Centro Interuniversitario di Biologia Marina ed Ecologia Applicata di Livorno, ha sostenuto che secondo le stime della Fao, per oltre l’80 % degli stock valutati (gli stock sono una frazione di popolazione ittica sfruttata dalla pesca, n.d.r.), sono stati raggiunti o superati i livelli di pesca sostenibile; inoltre, a livello mondiale, salvo eccezione per alcuni Paesi, un ingente quantitativo delle catture totali della pesca non viene commercializzato. Questo è dovuto alla scarsa cultura del prodotto ittico e del suo corretto consumo che va ad aggiungersi alla scarsa disponibilità, ampiamente diffusa tra le popolazioni, a dedicare tempo alla preparazione del cibo.
È alle Capitanerie di Porto che la PCP ha affidato il ruolo di controllo della conservazione delle specie ittiche. Della Capitaneria di Livorno sono intervenuti al workshop il capo sezione operativa del Centro Controllo Pesca, Tenente di Vascello Ivan Bruno ed i marescialli Aniello Russo e Mario Bezzeccheri. L’attività della sezione della Capitaneria è svolta secondo le normative dell’Unione Europea per debellare la pesca illegale, per il rispetto delle zone e dei periodi di restrizione, nonché delle taglie minime. Il controllo, come spiega il maresciallo Russo, “avviene anche sui pescherecci con un sistema di localizzazione satellitare”: le informazioni vengono acquisite dal giornale di bordo dove ogni azione deve essere puntualmente registrata.
È stato infatti sottolineato il ruolo importante che hanno i pescatori nella corretta trasmissione delle informazioni agli organi competenti (Step by Step) per permettere alle Amministrazioni di intraprendere misure di gestione per lo sfruttamento razionale delle risorse ittiche e prevenire nel contempo l’illegalità. L’attività di controllo è capillare e costante per impedire violazioni, frodi, azioni gravissime contro le specie protette come ad esempio i datteri il cui sistema di pesca reca enormi danni alle scogliere.
Goffredo Guglielmone veterinario dell’USL Nord-Ovest Toscana si è soffermato, invece, sulle disposizioni e obblighi di legge per quanto concerne gli aspetti igienico-sanitari che interessano la filiera ittica all’interno della quale il produttore/pescatore, deve essere in grado di documentare la provenienza dei prodotti e di mettere in atto le procedure di tracciabilità.
L’intervento della referente per l’Orientamento dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana (USR) Donatella Ciuffolini, nel manifestare un forte interesse verso le tematiche educative volte ad implementare le competenze dei giovani studenti in materia di sostenibilità, ha sottolineato la necessità di attuare un approccio educativo multidisciplinare e integrato, che preveda sempre, in generale, la partecipazione dei vari soggetti di filiera, che nello specifico sono quelli della pesca, affinché questi collaborino con le scuole nell’educazione ai temi di cittadinanza attiva e per l’istituzione di efficaci percorsi di orientamento ed alternanza scuola-lavoro.
Danilo Di Loreto di Impresa Pesca di Coldiretti Toscana, a sua volta, si è pronunciato favorevolmente ad accordi di filiera e ad attività di educazione al consumo responsabile avviata nelle scuole, da realizzarsi in collaborazione con le Associazioni dei consumatori e con i partner del percorso.
Giampaolo Buonfiglio, Presidente nazionale del Coordinamento Pesca dell'Alleanza delle Cooperative Italiane AGCI Agrital, Federcoopesca, Legacoop Agroalimentare, Dipartimento Pesca, ha molto apprezzato l’iniziativa e lo sforzo unitario fatto dalle Associazioni dei consumatori della Toscana auspicando una maggiore trasparenza e tracciabilità delle filiere, ha esortato le stesse Associazioni ad essere presenti nei “luoghi decisionali” (Commissioni ecc.) per fornire il proprio contributo.
Nel suo intervento Aldo Cursano, vice presidente nazionale vicario oltre che presidente regionale della FIPE-Federazione Italiana Pubblici Esercizi Toscana (di cui fa parte anche Confcommercio Toscana rappresentata al workshop da Gianni Picchi), ha dichiarato di accogliere molto favorevolmente l’appello dei consumatori a creare accordi di filiera per lo sviluppo di azioni comuni che siano in linea con la ricerca di un nuovo modello di consumo, all’insegna della sostenibilità e della sobrietà.
Anche la presidente Confesercenti di Livorno Anna Landini è stata concorde nel voler collaborare con i consumatori per trovare forme nuove di ristorazione che siano più vicine alle esigenze dei consumatori.
La grande distribuzione cooperativa è stata rappresentata dal manager della categoria del pesce Riccardo Romano che nel suo intervento ha focalizzato le modalità di approvvigionamento e gestione del pescato locale nei banchi della catena distributiva, sottolineando che Unicoop Tirreno sta prestando molta attenzione al tema degli scarti del pescato, promuovendo anche campagne educative per l’utilizzo del pesce locale.
Seppur nella complessità e problematicità del sistema pesca, sono state presentate all’iniziativa due esempi di buone pratiche con le quali si è dimostrato che è possibile agire in maniera sostenibile. La prima esperienza è stata illustrata da Massimo Bernacchini de I pescatori di Orbetello che, nel raccontare la storia della laguna maremmana, ha messo in evidenza come si possono sviluppare forme di economia locale tracciabili e trasparenti, recuperando le tradizioni, servendo nel proprio ristorante il cosiddetto pesce povero, con ottimi piatti, fatti di ricette locali.
La seconda riguarda un’esperienza, realizzata in collaborazione con i pescatori di Viareggio, che è stata presentata dal presidente del Centro di educazione del gusto Alessandro Venturi, associazione che è riuscita a coinvolgere nel corso degli anni un numero molto considerevole di alunni che hanno fruito delle mense scolastiche. Attraverso percorsi guidati di educazione al gusto, si sono educati i ragazzi a scegliere, nelle mense, il pesce fresco, ottenendo così una sensibile riduzione dei bambini che rifiutavano il consumo del pesce del 40%.
Per Slow Food Livorno, associazione da tempo sensibile a queste tematiche, è intervenuta la presidente Fiamma Tofanari, la quale oltre a portare le esperienze di “Orto in condotta”, ha informato i presenti della imminente manifestazione ‘Cacciuccopride’, promossa dal Comune di Livorno con la collaborazione di altri soggetti tra cui Slow Food che ha, tra l’altro, l’obiettivo di promuovere ‘il cacciucco dalle 5 C, sostenibile, buono, pulito, giusto e amico del mare’. È seguito infine l’intervento di Giovanni Raimondi dell’Acquario di Livorno che ha portato la propria esperienza.
La presidente del CTC Clara Gonnelli nel trarre le conclusioni della interessante iniziativa, che ha visto confrontarsi una molteplicità di attori della filiera del pesce, nel cogliere i suggerimenti pervenuti, ha lanciato la proposta di formulare a livello integrato una progettualità flessibile, il cui modello potrebbe prevedere una rete tra USR per la Toscana e altri soggetti (istituzioni, università e ricerca scientifica, associazioni, cooperative, sindacati, camere di commercio e imprese) che, nel rispetto delle relative competenze e specificità, in un’ottica di ‘responsabilità sociale condivisa’, siano interessati a supportare la costruzione di competenze di consumo consapevole e responsabile negli alunni e le scuole costituirebbero il cuore di una eventuale innovazione culturale.



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