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“Inferno” a Firenze: prima mondiale con effetti speciali. In arrivo un altro film con Tom Hanks tratto da Dan Brown?

“Inferno” a Firenze: prima mondiale con effetti speciali. In arrivo un altro film con Tom Hanks tratto da Dan Brown?

Sul rad carpet dell’Opera di Firenze, soprattutto personaggi fiorentini e italiani invece delle attese star internazionali

Autore: Anonym/domenica 9 ottobre 2016/Categorie: Attualità, Italia, Toscana

Spettacolari scenografie – reali e virtuali – all’ingresso del Teatro dell’Opera di Firenze (fiamme proiettate, esplosioni fragorose, la maschera funebre di Dante, una porta rosso fuoco, la scritta sulla facciata “lasciate ogni speranza, voi ch’entrate”) per la prima mondiale del film “Inferno” di Ron Howard tratto dal bestseller di Dan Brown. Presentazione ufficiale della pellicola – che in tutto il mondo uscirà giovedì 13 – nella città in cui è ambientata in gran parte la vicenda e ha ospitato le relative riprese (all’inizio la produzione voleva girare parte delle scene “fiorentine” altrove o in set ricostruiti). L’evento però è stato meno grandioso di quelle che erano – soprattutto a Firenze - le attese, almeno dal punto di vita dei nomi degli intervenuti, a parte gli attori del film, Dan Brown, il regista, lo sceneggiatore David Koepp e l’autore della colonna sonora Hans Zimmer. Sul red carpet non si sono viste star di Hollywood e del mondo dello spettacolo, ma soprattutto personaggi italiani, dagli allenatori di calcio Claudio Ranieri, Cesare Prandelli e Paolo Sousa, al rapper Fedez all’attore Pierfrancesco Favino, da Ferruccio Ferragamo a Andrea della Valle. Tra le autorità politiche, il presidente del Consiglio Matteo Renzi (assente però – a sorpresa – il ministro della cultura Franceschini) e il sindaco di Firenze Dario Nardella. Anche la sala del teatro dell’Opera non era al completo. Moltissimi invece i rappresentanti dei media e le troupe tv da tutto il mondo, soprattutto dall’Asia e dall’America Latina. Non si sono negati ai fans, alle loro richieste di foto o di autografi, i componenti del cast del film, premiando così l’attesa di chi aspettava dietro le transenne addirittura dal mattino. Tutti hanno espresso, nelle interviste, il loro entusiasmo per le bellezze di Firenze, a cominciare da Tom Hanks, accompagnato dalla moglie; Ron Howard ha aperto la porta alla prospettiva di un quarto film da lui diretto imperniato sul personaggio di Hanks-Robert Langdon dopo “Il codice Da Vinci”, “Angeli e Demoni” e “Inferno”. “Dan sta scrivendo un altro romanzo - ha detto - e siamo tutti ansiosi da morire di leggerlo appena sarà finito. Non dubito che sarà sicuramente un’altra storia adattissima a diventare un film”. Il fascino di Dante, della sua “Divina Commedia”, della sua potenza poetica e visionaria ha impressionato tutti gli attori, che l’hanno definito sconvolgente, scioccante, modernissimo. Per Ron Howard “con tutte le punizioni dei dannati e con le stesse atmosfere dell’’Inferno’, può essere definito anche il creatore del genere horror”; Dan Brown preferisce parlare della “Divina Commedia” come del “primo thriller destinato alla masse”. E il film? Tom Hanks l’aveva definito anche “una grande storia d’amore, come quella tra Dante e Beatrice, tra due persone – Robert Langdon e la dottoressa Elizabeth Sinskey dell’OMS – che la vita ha tenuto sempre divise”. L’attrice danese Sidse Babett Knudse, interprete della parte di Elizabeth, parla di “una vicenda di sentimenti estremamente intensi e profondi”, che si sovrappone alla struttura del thriller. Omar Sy, che per la prima volta interpreta un ruolo, come lui stesso ha definito “non comico né divertente” ha commentato però la apparente negatività del suo personaggio, così: “difficile dire chi è buon chi è cattivo. La cosa interessante di questa pellicola è che tutto è ambiguo, e resta enigmatico”, anche al di là dei frequenti colpi di scena e delle stupefacenti rivelazioni. “Non si sa mai bene dove sta la verità: forse per capire bene il film bisognerebbe rivederlo più e più volte”. In ogni caso, il successo planetario è assicurato anche dalla presenza di attori con un loro pubblico in varie parti del mondo: dallo stesso Omar Sy, divenuto popolare ora sia in Francia che nel resto d’Europa alla star indiana Irffan Khan, che richiamerà ulteriore pubblico proprio nei paesi d’Oriente.

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