it-ITen-USes-ESba-RU

I PICCOLI DI CAFFELLATTEACOLAZIONE IN PASSERELLA jueves, 30 de mayo de 20130

I PICCOLI DI CAFFELLATTEACOLAZIONE IN PASSERELLA

Lo storico Chiostro della Basilica di San Lorenzo a Firenze si apre per la prima volta alla moda

Lo Spiraglio FilmFestival viernes, 24 de mayo de 20130

Lo Spiraglio FilmFestival

Terza edizione del Festival cinematografico dedicato alla salute mentale e al disagio psichico

 IL REGALO DEL “COMANDANTE”: IL TRAPANI IN SERIE B martes, 21 de mayo de 20130

IL REGALO DEL “COMANDANTE”: IL TRAPANI IN SERIE B

“Questa città mi ha dato moltissimo”. Così il Presidente Vittorio Morace tra la gioia per la “sua” squadra e ...

ARTIGIANATO E PALAZZO, MESTIERI D'ARTE NEL GIARDINO DEL BUONTALENTI martes, 21 de mayo de 20130

ARTIGIANATO E PALAZZO, MESTIERI D'ARTE NEL GIARDINO DEL BUONTALENTI

XIX edizione di Artigianato e Palazzo, “ospite d’onore” una mongolfiera per volare su Firenze

Piero Mancuso, per la seconda volta Presidente della BCC di Paceco lunes, 20 de mayo de 20130

Piero Mancuso, per la seconda volta Presidente della BCC di Paceco

Contro la finanza speculativa, dalla parte delle famiglie e delle imprese per il rilancio dell’economia reale

MediStone Expo. Prima edizione sábado, 18 de mayo de 20130

MediStone Expo. Prima edizione

A Bari la prima edizione di un'importante fiera dedicata al settore tecno-lapideo

La Notte dei Musei viernes, 17 de mayo de 20130

La Notte dei Musei

Una notte spesa per l'arte

“SOLONKE” RUSSE AL MULINO DELLE SALINE ETTORE E INFERSA viernes, 17 de mayo de 20130

“SOLONKE” RUSSE AL MULINO DELLE SALINE ETTORE E INFERSA

In mostra una collezione di preziose saliere 

RSS
First 90919293949596979899 Last

18 nov. 2016

Tra scale e impalcaturea Bohème spoglia e povera di Mariani e Daniel Oren

Tra scale e impalcaturea Bohème spoglia e povera di Mariani e Daniel Oren

Author: Anonym / viernes, 18 de noviembre de 2016 / Categories: Realidad, Musica, Teatro, Italia, Toscana / Rate this article:
No rating
Scale, impalcature, quasi scheletri metallici in una scenografia spoglia, a tratti sommaria. È “La Bohème” di Giacomo Puccini immaginata per il Comunale di Bologna e per l’Opera di Firenze da Lorenzo Mariani – regista – e William Orlandi, scenografo e costumista. Nel primo atto, il “Mar Rosso“ che dipinge Marcello e “l’ammollisce e l’assidera” diventa grandissimo e diventa curva parete della stanza-soffitta in cui abitano i quattro amici. Nell’ultimo atto, efficacemente, la nudità ancora maggiore dello stesso spazio – il quadro non c’è più – dà l’idea della desolante situazione di miseria, di precarietà assoluta in cui vivono Marcello e Rodolfo, abbandonati dalle ispettive innamorate Colline e Schaunard, tutti e quattro ulteriormente impoveriti. Non a caso, quando arriva Mimì sofferente e vicina alla morta non c’è di meglio per farla stendere che un nudo, vecchio materasso arrotolato. Insomma, gli artisti bohemiens e squattrinati dell’Ottocento diventano – parole del regista - i giovani precari e senza lavoro di oggi. Sempre meglio delle Mimì che morivano di overdose viste qualche tempo fa sui palcoscenici d’opera…
L’unico momento colorito, scintillante, di grandeur è il secondo atto, con una rutilante scritta luminosa “Momus” sopra il Caffè del Quartiere latino. Anima e quasi maestro di cerimonie di questo momento festoso è un Pierrot (il mimo Luigi Benassai) che appare anche a legare il passaggio tra primo e secondo atto.
Daniel Oren sul podio dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino restituisce un’interpretazione di qualità, con sicurezza di scelte stilistiche. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino come sempre si conferma a livelli di assoluta eccellenza. Punto forte dello spettacolo le voci: dal Rodolfo – del primo cast – di Fabio Sartori, dal timbro di grande bellezza e morbido fascino, alla Mimi di grande forza e lirismo di Jessica Nuccio. Marcello è Simone Piazzola, bravo sia nei momenti drammatici che nei “duetti” scherzosi e nelle baruffe di gelosia che la prorompente Musetta di Alessanda Marianelli (sua moglie nella vita). Applausi meritati a scena aperta per il Colline di Gianluca Buratto dopo il “Vecchia zimarra”, mentre Fabio Prevaiti è uno Schaunard di insolito rilievo. Salvatore Salvaggio è, come d’uso, sia Benoit che Alcindoro.

Foto Pietro Paolini

Copyright 2016 Aurora International Journal - Aurora The World Wide Interactive Journal.
Vietata la riproduzione anche parziale dei presenti contenuti

Number of views (25726)      Comments (0)

Archive