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Pitti Uomo 86a edizione lunes, 2 de junio de 20140

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Firenze dal 17 al 20 giugno presso la Fortezza da Basso la moda maschile ritorna a essere protagonista

“Evasioni”: teatro nella Casa di Reclusione di San Gimignano jueves, 15 de mayo de 20140

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Philippe Talard prosegue, con lo spettacolo in scena dal 28 al 30 maggio, il suo lavoro del 2013 nella Casa Circondariale Sollicciano – ...

CODEX PURPUREUS ROSSANENSIS, CONVEGNO INTERNAZIONALE A ROMA viernes, 25 de abril de 20140

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CON UNA MOSTRA A PALAZZO SCIARRA, ROMA RISCOPRE LA PITTURA INGLESE DEL SETTECENTO sábado, 19 de abril de 20140

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Hogarth, Reynolds e Turner interpreti, con gli altri pittori inglesi, dei mutamenti di un secolo.

“Obuv Mir Kozhi” all’inizio del conflitto Russia - Occidente sábado, 22 de marzo de 20140

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Alla Fiera internazionale di Mosca le prime conseguenze di una guerra economica

LUCA RONCONI E IL MONDO SPREGIUDICATO DI “CELESTINA” viernes, 14 de marzo de 20140

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Himba.  Sulle tracce di un popolo dimenticato martes, 11 de marzo de 20140

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Nel cuore dell’Africa sud-occidentale, al di là della storia, una tribù in perfetta armonia con la natura

Armi elettromagnetiche per la difesa. Giorgio Franceschetti: “efficace l’impiego contro pirateria e attacchi terroristici” martes, 11 de marzo de 20140

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L’illustre scienziato, tra i massimi esperti mondiali del settore, spiega i risultati della ricerca e le prospettive di sviluppo di questi ...

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18 jun. 2013

Apre Pitti Uomo 84

Apre Pitti Uomo 84

Author: Anonym / martes, 18 de junio de 2013 / Categories: Realidad, Moda, Italia, Toscana / Rate this article:
5.0
Secondo le stime del Sistema Moda Italia – Federazione Tessile e Moda Centro Studi, la moda maschile italiana archivia il 2012 con una dinamica di aumento pari a +1,6%. Nonostante questo dato, affermare che il settore goda di buona salute è prematuro, oltre che fuorviante e svilente.

Il trend positivo è dovuto a due fattori, uno incoraggiate per i mercati e uno desolante per chi la moda, quella vera, la crea: sono infatti in aumento le esportazioni sui mercati esteri e la produzione di maglieria. Essendo questi due dati strettamente legati, il ruolo della creatività sarà fondamentale nell’anno in corso. Per chi crede il contrario, ovvero che mercati e stile non possano accordarsi, ecco una smentita.

Niente da togliere a chi produce maglieria, considerando soprattutto che il settore è fra le eccellenze del sistema-moda italiano (e ha chiuso il 2012 con un +2,9%); quel che preoccupa è la perdita di punti percentuale – sia in fatto di esportazioni che di importazioni – del prodotto sartoriale, delle cravatte e della camiceria. Gli italiani stessi stanno lentamente smettendo di acquistare prodotti made in Italy; alle flessioni negative del sell-out di tutto lo scorso anno, si aggiungono quelle di inizio 2013, che si assesta su un -7,4%.

La sfida del 2013, e degli anni a venire, dovrebbe essere quella di ristabilire un equilibrio fra un tipo di produzione più commerciale, pop, che permetta di mantenere prestazioni positive sui mercati – scarificando un po’ di creatività – e un ritorno di fiducia verso chi investe sul lusso, sui nuovi talenti (non quelli che disegnano t-shirt) e sull’artigianato. Per fare questo basterebbe una politica di investimenti mirati: guadagnando 546 milioni in un anno attraverso le esportazioni, il surplus commerciale ha raggiunto il miliardo e mezzo di euro; Pitti Uomo ha il dovere di chiedere che ne venga messa in circolo almeno una parte. Se il futuro della moda maschile devono essere magliettine stampate, golfini da borghesucci al mare con impresso sul cartellino “hand made”, e pantaloni in jersey, allora tutto quanto detto sopra non ha più senso; Pitti Uomo non avrebbe bisogno di esistere e, al massimo, l’Italia potrebbe tenere per sé i pascoli per allevare le pecore.


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