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DAL CINEMA ALLA LIRICA: DOPO SCOLA, ECCO VANZINA (CON “TOSCA”) AL FESTIVAL PUCCINIANO 17 июль 2016 й0

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Debutto assoluto nell’opera anche per il regista di film comici, che firma a Torre del Lago un allestimento curato e affascinante, che apre ...

Alitalia connette Roma e Città del Messico 16 июнь 2016 й0

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La compagnia inaugura il suo secondo volo intercontinentale con il Ministro Dario Franceschini e l’Ambasciatore Juan José Guerra Abud

Enia Lucarelli, sessant’anni nella moda con un brevetto 15 июнь 2016 й0

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Dalla passione e dal genio di una bambina che nel 1955 ha inventato un nuovo metodo per creare moda, è nata la Scuola professionale di alta ...

Enia Lucarelli, il coraggio e la genialità di una grande donna e di una straordinaria creatrice di moda 15 июнь 2016 й0

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Negli stessi anni in cui nasceva a Firenze la moda italiana ad opera di Giovanni Battista Giorgini, Enia, enfant prodige della moda studiava e ...

Juan José Guerra Abud, Ambasciatore del Messico a Roma: “l’Italia è un Paese meraviglioso” 15 июнь 2016 й0

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“Stare qui per me è un arricchimento anche personale di cultura, conoscenza e spirito”. Fondamentale nel suo programma ...

ALBERTAZZI, ADDIO AD UN RE DEL PALCOSCENICO 30 май 2016 й0

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Grandissimo attore, un monumento del teatro che ha unito classicità di stile e desiderio di utilizzare nuovi linguaggi. La scomparsa a ...

BARBER CELEBRATION A ROMA CON ANTIGA BARBEARIA DE BAIRRO 29 май 2016 й0

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Nel mare di Porto Cervo 15 regate nel calendario 2016 dello Yacht Club Costa Smeralda 6 май 2016 й0

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Il prestigioso Trofeo Clemen inaugura il programma. L’anno prossimo i festeggiamenti del cinquantenario del Club

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21 ғин 2013

Anime di Materia

Anime di Materia

Author: Anonym / 21 ғинуар 2013 й / Categories: Attualità, Arte, Italia / Rate this article:
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Titolo suggestivo per la personale dell’artista libico Ali Wak Wak ospitata dal Complesso del Vittoriano a Roma. Fino al 28 febbraio le sue “Anime di Materia” raccontano una storia tanto recente quanto intimamente connessa al lungo regime dittatoriale di Gheddafi.
Attraverso il riuso di residuati bellici, Wak Wak costruisce sculture il cui volto ha l’ironia di chi non si è lasciato sconfiggere dalla violenza; opere quasi vocali tanto è forte il messaggio che ne scaturisce. Tutte nate dopo l’aprile 2011, queste creature possiedono i tratti più intimi dell’arte primitiva, capace di evocare il buio o la luce con un semplice taglio sul rame, e tutta la carica vitale della “primavera araba”.
Dal lungo Muro dell’identità di elmetti/teste che aprono il percorso espositivo ed osservano, lungo buona parte di esso, i visitatori, quella che segue è una galleria di animali “fantastici” – per dimensioni e carattere ora reale ora fiabesco – uomini dallo sguardo triste e bambini che sembrano giocare alla guerra imbracciando fucili grandi il doppio di loro. Per quanto immerse in una sorta di poesia triste, queste sculture sono più che mai simbolo di una tragica realtà: il desiderio di rinascita della Libia è forte, ma la sua immagine agli occhi del mondo, la sua posizione politica e il destino della sua gente dipendono soprattutto dalle scelte che sarà capace di fare nei prossimi anni. L’arte, anche questa volta, dà voce a un sentimento incerto. Quello che si può plasmare in poche ore o in alcuni giorni – per ogni opera è indicato il “tempo di assemblaggio” – con i resti della guerra, è la parafrasi ora di ciò che nessuno vorrebbe mai più vivere e sopportare, ora dei desideri di un popolo appena liberato.
“Grazie, perché vi siete caricati delle nostre preoccupazioni. La Libia deve, vuole e sta diventando un paese aperto; questa mostra è l’inizio di un dialogo di civiltà fra Roma e il nostro Paese e non l’espressione, come in passato, di interessi personali.” Bahiya Alamen Kanoun, presidentessa del comitato che segue le vittime di guerra, ha salutato così, in conferenza stampa, l’iniziativa.
L’esposizione, promossa da Health Ricerca e Sviluppo, spin-off dell’Università di Bologna impegnata nel settore scientifico sanitario, in collaborazione con Camera di Commercio di Roma, si avvale del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Presidenza della Regione Lazio e di Roma Capitale, nonché del Ministero degli Esteri, del Ministero della Cultura di Libia, Charity Libyan Disable e il King Senussi’s Castle Museum di Bengasi. Sostenuta da Eni e organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando per la curatela di Elena Croci.

L’ingresso gratuito, più che un incentivo per visitarla, è un biglietto speciale per scoprire un aspetto diverso di qualcosa che il mondo intero ha seguito, da lontano, con il fiato sospeso.

  Foto di Oliviero Olivieri

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