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Il Messico alla Biennale di Venezia con “Actos de Dios” di Pablo Vargas Lugo giovedì 9 maggio 20190

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Le riflessioni dell’artista: “… la presenza della religione nella sfera politica è forte (…) il discorso ...

Gran finale per il Torneo Internazionale Giovanile con Filippo Moroni. La slovena Pia Lovric vince nel femminile mercoledì 8 maggio 20190

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Anche la 44ª edizione vede vincitore un italiano, come nel 2018 Lorenzo Musetti, ora numero due al mondo.

Karla de Lara, la “madre dell’iperrealismo pop” al Macro giovedì 2 maggio 20190

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Da domani la grande artista messicana realizzerà un’opera al Museo d’Arte Contemporanea Roma, davanti agli occhi dei ...

Il Presidente López Obrador esorta gli investitori messicani e statunitensi ad includere i settori sociali nei progetti economici martedì 30 aprile 20190

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“Devo ringraziare il Presidente Donald Trump per la sua apertura a discutere sui nostri temi commerciali, migratori e di sicurezza con ...

Pan-crazio, dal mito al testo di Alma Daddario martedì 30 aprile 20190

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Dal mito di Pan alla contemporanea, reale “libertà di avere paura”, come recita il sottotitolo dello spettacolo che vede ...

Vertice di alto livello fra leader e imprenditori del Messico e degli Stati Uniti venerdì 19 aprile 20190

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A Mérida, il bilaterale di affari segna un rafforzamento delle relazioni economiche tra i due Paesi.

Torneo Internazionale Giovanile al Circolo del Tennis Firenze, per la prima volta con la prequalificazione giovedì 11 aprile 20190

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È stata presentata l’edizione n. 44 del Torneo che tradizionalmente si svolge durante la settimana di Pasqua e si conclude il ...

Americans in Florence a Palazzo Rosselli del Turco lunedì 8 aprile 20190

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Nell’ambito delle celebrazioni del bicentenario del Consolato Generale USA, la mostra curata da Vito Abba porta a Firenze le opere di alcuni ...

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16 dic 2022

Il genetliaco dimenticato

Il genetliaco dimenticato

Autore: Giuseppe Liotta / venerdì 16 dicembre 2022 / Categorie: Attualità, Teatro, Italia / Vota questo articolo:
4.0

Cento anni fa, il 18 febbraio del 1922, nacque e Livorno Luigi Squarzina, insieme a Giorgio Strehler (Trieste,1921) il Padre Fondatore del teatro di Regia in Italia, ma mentre per il regista triestino, lo scorso anno, ci sono state un susseguirsi di manifestazioni, eventi, ricordi personali, memoires giornalistiche che ne raccontavano e illustravano il grande magistero teatrale, nel caso, quest’anno che sta per chiudersi, di Squarzina il classico “assordante silenzio”, reso ancora più colpevole, a mio avviso, dal semplice fatto che l’uomo di teatro Luigi Squarzina, livornese di nascita, ma di Lugo di Romagna (di cui è stato “cittadino onorario”), la famiglia, romano, genovese ed emiliano – per molti anni ha insegnato al Dams, Università di Bologna, dopo esserne stato uno dei principali fondatori – è stato il regista più importante del teatro italiano del Novecento, un autentico Maestro da cui è partita la meglio gioventù registica del dopoguerra, a cominciare da Luca Ronconi, Massimo Castri, Mario Missiroli, e poi Aldo Trionfo, Giancarlo Cobelli e, per l’acribia delle sue più recenti indagini drammatico-registiche, lo stesso Federico Tiezzi.

Non è questa la sede per raccontare la poliedrica vita teatrale di Luigi Squarzina caratterizzata da innumerevoli interessi artistici e professionali, diversificati nei generi drammatico /letterari e perfino attorali, teorici e pedagogici, tenuti saldamente insieme da un’unica e forte passione per il Teatro di cui ne diventa il più razionale e multiforme interprete. Poetica (le istanze del fare) e Storia (il rapporto ineludibile fra politica e società) sembrano in lui assolutamente congenite, affini all’esistenza stessa. Intellettuale organico, secondo la definizione di Gramsci per cui non si può separare l’homo faber dall’homo sapiens, Squarzina è stato uno storico e studioso del teatro che ha lasciato dei libri fondamentali per capire la storia dello spettacolo teatrale moderno e contemporaneo che non poteva essere riconosciuto e spiegato se non attraverso i rapporti di forza esistenti nella società in quei momenti di grandi trasformazioni culturali e tecnologiche che si sono succedute nel corso dei secoli, e farli interagire fra di loro: dai greci, agli elisabettiani, dall’illuminismo alle correnti di pensiero ottocentesco, alle avanguardie del primo e del secondo ‘900, fino all’idea/ipotesi di un teatro dell’avvenire come utopia realizzata sulla scena teatrale, all’aperto come nel chiuso di una sala teatrale di cui riusciva ad esplorarne tutte le possibilità visive moltiplicandole in prospettive inusuali e plurime come nel suo Molière/Bulgacov del 1976, che mi pare sia, alla fine, lo spettacolo che meglio lo definisce e comprende. Oltre sessanta anni di teatro vissuti intensamente a partire dal 1947 (Tutti miei figli di A. Miller) fino alla morte avvenuta l’8 ottobre 2010, ci hanno lasciato in eredità una mole enorme di materiali che fanno parte dell’imponente Archivio donato all’Istituto Gramsci di Roma, mentre la Biblioteca ricca di preziosissimi volumi è confluita nella Fondazione Cini di Venezia (Sezione Teatro e Melodramma) che insieme ai quasi 50 spettacoli dal vivo, le innumerevoli regie televisive e radiofoniche, gli otto testi teatrali, le tante regie di opere liriche e i numerosi adattamenti costituiscono un patrimonio d’eccellenza unico e ineguagliabile, probabilmente irraggiungibile. Ecco perché bisogna essere grati al Teatro Rossini di Lugo che ne ha ricordato i 100 anni dalla nascita con una eccezionale serata d’onore di ricordo e di spettacolo, affidato il primo agli interventi di Oliviero Ponte di Pino che ne ha illustrato in maniera impareggiabile l’accattivante biografia artistica, intanto che Massimo Popolizio, Tommaso Cardarelli, Michele Nani, Sandra Toffolatti, in lettura drammatizzata, recitavano, scene nodali (ma era quasi l’intero testo) dei tre atti di Tre quarti di luna, lo spettacolo che segnò l’esordio come attore di Luca Ronconi, al Teatro Valle nel 1953. Festosi e insistiti applausi dal numeroso pubblico presente, alla fine della intensa mise en éspace, fra i quali la moglie di Squarzina, Silvia Danesi, e Maria Ida Biggi, direttrice dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Cini. Un prezioso evento che fa un po’ giustizia di un genetliaco dimenticato.

 

Nella foto: Giovanni Barberini Direttore del Teatro Rossini di Lugo.

Nella Galleria fotografica: le immagini della mise en éspace di Tre quarti di luna al Teatro Rossini.


Foto credit: Giuseppe Melandri



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