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L’ultimo saluto a Margaret Thatcher

L’ultimo saluto a Margaret Thatcher

“Essere potenti è come essere donna. Se hai bisogno di dimostrarlo vuole dire che non lo sei”

Author: Anonym/lunes, 8 de abril de 2013/Categories: Realidad

“Essere potenti è come essere donna. Se hai bisogno di dimostrarlo vuole dire che non lo sei” 
In risposta a questa sua affermazione, un giornale sovietico etichettò la Thatcher come la “Lady di ferro”, soprannome che si è portata dietro per il resto della sua carriera politica.
La Lady di ferro è morta ieri, colpita da un ictus, nella sua suite all’Hotel Ritz al centro di Londra. E’ stata la prima e unica donna del Regno Unito a ricoprire la carica di primo ministro, guidando il partito dei Conservatori a tre vittorie elettorali e governando dal 1979 al 1990, il più lungo periodo in carica per un ministro dagli inizi del Novecento.
Il primo commento del premier britannico David Cameron è stato: “Abbiamo perso una grande leader” annunciando anche l’immediata interruzione del tour diplomatico in Europa iniziato proprio lunedì. “L’America perde una vera amica” è stato il commento del presidente degli Stati Uniti Barack Obama.
La Thatcher avrà esequie solenni ma non un funerale di stato e non ci sarà una camera ardente, secondo le direttive della stessa Lady di ferro. I funerali, come reso noto da Downing Street, dove è stata issata la bandiera a mezz’asta, avranno la stessa rilevanza attribuita a quelli della Regina Madre e di Lady Diana. Le esequie si terranno nella cattedrale di St. Paul e la cerimonia, alla quale parteciperà anche la Regina Elisabetta, di svolgerà con gli onori militari. Ai funerali seguirà poi la cremazione con la sola presenza dei familiari.

Nacque il 13 Ottobre 1925 a Grantham, nel Lincolnshire, Margaret Hilda Roberts (prese poi il cognome del marito, Thatcher, quando si sposò nel 1951), figlia di un droghiere di campagna, impegnato in politica a livello locale. Iniziò da studentessa a interessarsi di politica, guidando un’associazione conservatrice universitaria. Laureatasi in chimica, lavorò prima per un’industria di materiali plastici per poi trasferirsi a Dartford, nel Kent, dove lavorò in un’industria conserviera. Nella sua mente, però, la politica ricopriva un ruolo di primo piano, tanto da candidarsi alle elezioni del 1950 e 1951. In entrambe uscì sconfitta.
Molto determinata fin da giovane, riuscì a muoversi bene scardinando le rigidità maschiliste della politica fino a conquistare la leadership del partito Conservatore nel 1975. Il collasso dei servizi pubblici, scioperi e disoccupazione alle stelle, aiutarono la Thatcher a vincere le elezioni politiche del 1979, ottenendo la maggioranza nella Camera dei Comuni. Entrando a passo spedito a Downing Street, la Thatcher citò San Francesco d’Assisi, dicendo: “Dove c’è discordia che si possa portare armonia. Dove c’è errore che si porti la verità. Dove c’è dubbio, si porti la fede. E dove c’è disperazione, che si possa portare la speranza”.
Il suo governo non fu tutto rose e fiori. Affrontò a muso duro il potere dei sindacati, con una legge che rese lo sciopero illegale se non approvato a voto segreto dalla maggioranza dei lavoratori. Si ispirò al pensiero economico di Friedrich von Hayek (scuola austriaca) e a quello di Milton Friedman (scuola di Chicago) e assieme a Ronald Regan incarnò lo spirito rivoluzionario conservatore alla cui base c’è il teorema “meno Stato, più mercato”.

L’operato della Thatcher è sempre stato molto discusso. Per molti la Lady di ferro ha contribuito a far crescere l’economia inglese alla stregua di USA e Giappone, per altri ha attuato una spietata macelleria sociale, aumentando le disuguaglianze e colpendo soprattutto i più poveri. La Thatcher di certo recò una serie di problemi sociali, ma permise al Regno Unito di modernizzarsi. Anche in politica estera l’approccio della Thatcher fu molto determinato. Reagì con grande durezza all’invasione delle isole Falkland, ordinata dalla giunta militare argentina nel 1982, riuscendo così a recuperare e rilanciare l’orgoglio nazionale, costato però innumerevoli vittime di guerra. Si oppose alla moneta unica e al processo di integrazione.
Il declino della Lady di ferro iniziò nel 1989, mentre cominciava a crollare il mondo comunista. La sua caduta avvenne dopo uno sciopero al quale parteciparono più di diciotto milioni di persone e, nel novembre del 1990, alle elezioni per la carica di leader del Partito Conservatore, la Thatcher non raggiunse la maggioranza richiesta. Prese atto della sconfitta, lasciò la sua residenza di Downing Street faticando a nascondere le lacrime.
Negli ultimi anni la Thatcher si era progressivamente ritirata dalla vita pubblica, anche per le sue condizioni di salute, da tempo soffriva di Alzheimer. Una delle sue ultime apparizioni risale al 2010 quando fu invitata a Downing Street da David Cameron.

La vita della Lady di ferro è stata ripercorsa nel film Iron Lady, distribuito l’8 Luglio 2011. In Italia è stato diffuso il 22 Dicembre 2011. Il budget del film è stato stimato in quattordici milioni di dollari statunitensi. La regia è di Phyllida Lloyd. Protagonista nei panni della Thatcher è stata l’attrice Meryl Streep. La storia del Primo Ministro britannico è vissuta attraverso gli occhi della donna, ormai ottantenne, che vive con nostalgia i momenti del suo passato, specie quelli trascorsi al fianco del marito Denis. Il film, oltre a vincere due Premi Oscar nel 2012, ha anche riempito le casse delle sale cinematografiche.

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