Il progetto
Harmonise, che vede la partecipazione di 17 partner UE, tra i quali ENEA e
Ansaldo Nucleare, finanziato da Euratom Research and Training Programme, la Comunità Europea dell’Energia Atomica, con il contributo UE di 2.499. 999,75
euro sul costo totale di 2.843.500,00 euro, ha come obiettivo quello di armonizzare
le procedure per ottenere le licenze di costruzione e di esercizio dei nuovi
impianti nucleari, introducendo una regolamentazione standard dell’Unione
europea sulla sicurezza.
“Il quadro
normativo e le procedure in materia di energia nucleare – si legge nella descrizione del
progetto - non sono flessibili e limitano l’introduzione di nuove
tecnologie per il funzionamento delle centrali nucleari e la costruzione di
centrali di fissione e fusione innovative. Pertanto, si rivela necessario
elaborare nuovi approcci per la concessione delle licenze. Il progetto
Harmonise, finanziato dall’UE, formulerà un approccio completo al fine di
acquisire le conoscenze necessarie per l’armonizzazione e la normalizzazione
delle metodologie, dei codici e delle norme. Si occuperà inoltre della
valutazione dei componenti dei reattori nucleari, tenendo conto al contempo del
coinvolgimento delle parti interessate. Il progetto analizzerà le questioni
relative a qualificazione, normalizzazione, verifica e convalida, nonché alla
concessione delle licenze per impianti di fissione e fusione. In più,
riesaminerà i vantaggi dati dall’adozione dei gemelli digitali durante la fase
di progettazione. Il progetto diffonderà i risultati ai regolatori in materia
di sicurezza nucleare degli Stati membri dell’UE e dell’Ucraina”.
“L’urgenza di
rivedere il sistema delle licenze, il cosiddetto licesing, soprattutto dal
punto di vista normativo nasce per incrementare la sicurezza e la sostenibilità
delle soluzioni innovative dell’industria nucleare”, spiega il responsabile del
progetto per ENEA Francesco Lodi, ricercatore del Dipartimento Nucleare.
La Comunità
europea dell’energia atomica ha avviato diversi programmi come Euratom-Horizon
Europe per svolgere attività di ricerca e formazione nel settore nucleare,
puntando sul continuo miglioramento della sicurezza e della radioprotezione. In
questo contesto si inserisce Harmonise, che analizza le innovazioni in termini
di sicurezza per i nuovi reattori a fissione e fusione e i requisiti di
licesing per le prossime installazioni. Il progetto persegue un approccio
integrato, basato sui risultati di altri progetti di ricerca e sulle attività
internazionali di cooperazione per l’armonizzazione delle metodologie e delle
norme oltre che sui risultati di recenti stress test su impianti nucleari in
Europa.
Nel progetto
sono coinvolti i centri di ricerca ENEA di Bologna e Frascati con ruolo di
supporto in diversi work package, in particolare quello dedicato allo sviluppo
concettuale di un nuovo licesing, basato su metriche di rischio e performance,
e quello incentrato sull’individuazione dei gap nelle norme ingegneristiche.
ENEA ha il ruolo di leader nel work package sulla sicurezza degli impianti.
“Tra le
attività per dar vita ad un contesto di licesing più omogeno e comprensivo, vi
è il sondaggio che ENEA ha condotto per raccogliere le principali novità
progettuali dei sistemi proposti oggi per il nucleare del futuro”, prosegue
Francesco Lodi. “Il focus è stato messo sulle innovazioni che hanno
implicazioni dirette sulle performance di sicurezza e su come queste si
inseriscono nell’attuale processo di licesing. Analizzando l’applicabilità
delle ‘Specific Safety Guides’ dell’Agenzia internazionale per l’energia
atomica (IAEA) al reattore a fissione di IV generazione Alfred, in Romania, e
al reattore a fusione Demo, che sarà il successore dell’impianto sperimentale
Iter in costruzione in Francia, è emerso che quasi il 90% delle raccomandazioni
dell’IAEA può essere applicato ai reattori a fissione innovativi, mentre la
percentuale diminuisce sensibilmente per i reattori a fusione”, conclude Lodi.
I risultati di
Harmonise saranno resi disponibili alle Autorità di regolamentazione della
sicurezza nucleare degli Stati UE come modello per future procedure di
autorizzazione, in modo da accelerare l’innovazione nei nuovi impianti a
fissione e fusione.
Ph. credit: ENEA.
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