Questa mattina
si è svolta davanti al TAR Abruzzo di L’Aquila l’udienza sul ricorso
amministrativo presentato dalle associazioni LAV, LNDC Animal Protection e WWF
Italia contro la delibera della Giunta abruzzese che consentirà la caccia al
Cervo in Abruzzo. L’ordinanza del TAR ha respinto la domanda di tutela
cautelare e la richiesta delle Associazioni. “Con profonda delusione prendiamo
atto del pronunciamento del TAR – commentano le Associazioni – In questi mesi
si è atteso invano un confronto sia tecnico sia politico con l’amministrazione
regionale che oggi si assume la responsabilità di aver reso cacciabile il Cervo
in Abruzzo”.

Ph. © Luca Di Vincenzo.
Ora il destino
dei 469 cervi in Abruzzo è segnato: dal 14 ottobre potranno essere uccisi dai
cacciatori. La campagna svolta dalle Associazioni in questi due mesi ha
coinvolto migliaia di cittadini, più di 134.000 le firme sulla petizione on
line, 46.000 i cittadini che hanno scritto direttamente al Presidente Marsilio
per chiedere lo stop alla caccia, tante personalità del mondo della cultura e
dello spettacolo e anche le cooperative del turismo naturalistico si sono unite
all’appello per salvare i cervi, ma nulla ha potuto far tornare la Giunta
Marsilio sui suoi passi. E nemmeno il pronunciamento del TAR di oggi sospende
la delibera regionale.
Certo, la
Regione può ancora tornare sui suoi passi, ma finora questa volontà non è
emersa. Resta il rammarico di non aver potuto impedire la mattanza dei cervi
che avverrà solo perché l’amministrazione regionale, utilizzando il pretesto
dei danni all’agricoltura e degli incidenti stradali imputati ai cervi,
argomenti che le associazioni hanno smontato – dati alla mano – nel corso delle
audizioni in 3° Commissione Consiliare, ha deciso di effettuare un piano
venatorio, di caccia di selezione e non un piano di contenimento di animali che
causano danni. Lo riportano chiaramente i documenti, anche se spesso la
discussione si è spostata su questo terreno, dimostrando così il primario
interesse della Regione per soddisfare le richieste dei cacciatori. La loro
attività “ludico-sportiva” comporterà un vero e proprio massacro dei cervi in
Abruzzo.
“Ora –
concludono le Associazioni – stiamo valutando se ricorrere al Consiglio di
Stato, non possiamo tollerare che gli animali possano essere consegnati al
piombo dei cacciatori. Intanto ringraziamo tutte le persone che ci hanno
sostenuto in questa campagna in difesa del Cervo in Abruzzo, invitandole a
continuare a seguire le iniziative che proveremo a mettere in atto e coltivare
ogni giorno l’impegno in difesa della natura”.
Foto in primo piano: © Enrica Bellinello.
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