I cervi
d’Abruzzo sono salvi. Il Consiglio di Stato infatti ha accolto il ricorso
presentato dalle associazioni LAV, LNDC Animal Protection e WWF Italia e ha
confermato la sospensione della delibera della Giunta Regionale che disponeva
l’uccisione di 469 cervi, cuccioli compresi. La vicenda aveva suscitato grande
indignazione anche al di fuori del mondo animalista e ambientalista,
raccogliendo appelli da parte di numerose personalità dell’arte e della
cultura, oltre a 136mila firme con una petizione online e decine di migliaia di
email di protesta inviate dai cittadini all’amministrazione regionale.
"Si tratta
di un precedente importante per chiarire che la programmazione venatoria deve
essere fondata su dati certi, raccolti nelle modalità previste dalla legge.
Cosa che non è avvenuta in questo caso, come conferma questa pronuncia del
Consiglio di Stato. Una pronuncia che potrà valere anche per altre Regioni e
riguardanti altri animali”, afferma Michele Pezone, l’avvocato che ha curato il
ricorso presentato da LAV, LNDC Animal Protection e WWF Italia.

Crediti foto: © Enrica Bellinello.
LAV, LNDC e WWF
esprimono soddisfazione per il risultato ottenuto in difesa di animali che
rischiavano di essere uccisi senza alcun motivo reale, se non per fare
l’ennesimo regalo alla lobby venatoria che rappresenta un bacino elettorale
importante per una certa parte politica.
“Il fatto che
il Consiglio di Stato abbia ritenuto valide le nostre ragioni ci riempie di
soddisfazione perché è la dimostrazione che eravamo e siamo nel giusto. Il
Consiglio di Stato rimane un baluardo di legalità e di rispetto delle norme,
sempre prezioso quando si tratta di arginare politiche che vanno contro gli
animali e l’ambiente. Dedichiamo questa vittoria alle centinaia di migliaia di
cittadini che hanno sostenuto le nostre iniziative a favore dei cervi abruzzesi
e ai milioni di turisti che ogni anno affollano la Regione attratti dalla sua
natura e dagli animali selvatici che la popolano”, dichiarano le Associazioni.
Foto in primo piano: Cervo maschio. Crediti foto: © F.Cianchi.
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