Dalla
piattaforma TRICK arrivano i primi dati su tracciabilità e circolarità nel
settore moda, dalla materia prima al fine vita, fondamentali per l’introduzione
del Passaporto digitale di prodotto previsto dalla normativa europea. Realizzata
da un consorzio di 31 partner, tra cui ENEA, la piattaforma TRICK (Empower
Circular Economy with Blockchain Data Traceability) rappresenta uno strumento
innovativo per tracciare tramite blockchain l’intero percorso di un capo
d’abbigliamento, dalla materia prima al fine vita. L’obiettivo è di supportare
in particolare le PMI che potranno così raccogliere dati protetti per prodotti
e servizi, valutandone impronta ambientale (PEF), qualità dei processi
produttivi, salubrità e circolarità delle materie prime utilizzate. ENEA ha
realizzato il data model “olistico” alla base della piattaforma, definendo come
i dati di tracciabilità e sostenibilità debbano essere raccolti, connessi e
organizzati per restituire un’informazione aggregata sul prodotto. Il modello è
conforme a metodologie e standard già esistenti (metodologia UNECE e modello a
eventi GS1 EPCIS) ed è basato su una imponente estensione della specifica CEN
CWA eBIZ.
Nell’ambito del
Green Deal dell’Unione Europea e del Regolamento sulla Progettazione
Ecocompatibile per i Prodotti Sostenibili (ESPR), l’UE ha infatti stabilito che
entro il 2030 ogni prodotto tessile venduto nei suoi confini dovrà avere un “passaporto
digitale”, dovrà quindi essere associato tramite QR ad un registro digitale che
comprenda informazioni complete sul prodotto, dalla produzione allo
smaltimento/riciclaggio.
Il sistema di
tracciamento, insieme ai vari componenti software sviluppati, è stato già
testato su due filiere: quella del tessile tradizionale e del tessile tecnico
legato al workwear (divise, abbigliamento da lavoro resistente a calore,
fiamme, tessuti ignifughi e antistatici).
“Al momento nel
settore della moda non esistono molte soluzioni per gestire in modo organizzato
e standard una mole così ampia di dati. Abbondano invece piattaforme di
tracciabilità proprietarie imposte ai fornitori, costretti ad adeguare i propri
sistemi informatici per renderli interfacciabili con la piattaforma adottata da
ogni singolo brand”, spiega Gessica Ciaccio, ricercatrice ENEA del Dipartimento
Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili. “Il costo di questa procedura grava
soprattutto sulle aziende più piccole, mentre con l’approccio della piattaforma
TRICK, con il suo data model standard pubblico, è possibile abbattere i costi
di adeguamento”, aggiunge Ciaccio. “Da qui l’iniziativa sviluppata in
collaborazione con l’Ente Italiano di Normazione (UNI) e il Comitato Europeo di
Normazione (CEN). Ma fondamentale è anche il ruolo della blockchain, a garanzia
dell’affidabilità e della non modificabilità delle informazioni raccolte lungo
la filiera. Tema che sta molto a cuore alle aziende” conclude Ciaccio.
Nel corso della
fase pilota del progetto, ENEA ha condotto anche studi per valutare l’impronta
ambientale di due prodotti, la cosiddetta PEF (Product Environmental
Footprint): un cappotto in lana di alta qualità e un’uniforme da lavoro in
viscosa e meta-aramide, materiale resistente al calore e alla fiamma. Gli studi
hanno coinvolto l’intera filiera produttiva (produzione della fibra, filo,
tessuti, confezione, distribuzione e fine vita del prodotto) per raccogliere
dati su consumi di energia, materiali, acqua, emissioni e produzione di
rifiuti. “Siamo riusciti così a identificare i punti critici dal punto di vista
ambientale relativi al ciclo di vita dei capi, permettendo così alle aziende
coinvolte nel test di pianificare azioni di miglioramento lungo tutta la
filiera”, chiarisce Valentina Fantin, ricercatrice del Dipartimento ENEA
Sostenibilità, circolarità e adattamento al cambiamento climatico dei sistemi
produttivi e territoriali.
I risultati del
progetto sono stati presentati agli stakeholder di settore in occasione della
seconda conferenza “From
EU Research to Sustainable Circular Supply Chains” organizzata da Ecosystex, il network europeo
che si occupa di circolarità e sostenibilità nel tessile. L’evento, che ha
toccato anche il problema dell’integrazione della piattaforma con i sistemi
aziendali e doganali, è stato l’occasione per approfondire come TRICK possa
essere di supporto alle aziende per l’applicazione del Passaporto Digitale di
Prodotto e dei regolamenti in fase di definizione, come quello relativo
all’Ecodesign for Sustainable Products (ESPR).
“La conferenza
è stata un momento di confronto fondamentale per capire come arrivare a sistemi
produttivi più sostenibili e circolari, affrontando le sfide per mettere a
punto sistemi di tracciabilità lungo tutta la filiera, attualmente frammentata
e poco digitalizzata, definire standard di raccolta dati, ma anche per
garantire la confidenzialità, responsabilità del dato e sorveglianza del
mercato”, concludono le due ricercatrici ENEA.
Foto crediti: ENEA
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