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La grande magia 18 декабрь 2012 й0

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"La grande magia" di Eduardo de Filippo, in tour nei teatri italiani, ha incantato La Pergola di Firenze.

La Tavola Doria torna in Italia 6 декабрь 2012 й0

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Il dipinto cinquecentesco è tornato in Italia dopo aver fatto perdere le proprie tracce per circa settant’anni. A donarlo il Fuji ...

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Cipro isola di Afrodite 23 октябрь 2012 й0

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La bellezza senza tempo di cinquantasei capolavori antichi di millenni, fino al 5 gennaio 2013 nelle Sale delle Bandiere del Quirinale.

Paul Klee e l'Italia 11 октябрь 2012 й0

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Alla Galleria Nazionale di Arte Moderna cento opere celebrano Klee.

 LA MAFIA NORMALE 25 сентябрь 2012 й0

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progetto teatrale 'work in progress' realizzato dal giornalista Marco Rizzo e diretto dal regista Piervittorio Demitry e portato in scena a Trapani.

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Il Consiglio regionale del Lazio interviene su due situazioni di crisi nel mondo del lavoro

10 сентябрь 2012 й

Roma Fictionfest 2012

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28 окт 2014

GANGSTER ALLA CORTE D’INGHILTERRA

GANGSTER ALLA CORTE D’INGHILTERRA

Author: Anonym / 28 октябрь 2014 й / Categories: Attualità, Teatro, Italia, Toscana / Rate this article:
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In “Riccardo III” Massimo Ranieri, professionista di ferro, conferma di saper passare con disinvoltura e con uguale meticolosa efficacia da un tipo di spettacolo all’altro, dai suo recital cantati (e non solo) come “Canto perché non so nuotare” e “Sogno e son desto” al varieté-avanspettacolo napoletano resuscitato di “Viviani varietà” a questo Shakespeare storico, recitato con esiti di assoluta dignità artistica. Il suo è un Riccardo pienamente all’altezza, “scientifico” e disilluso nel delitto e nella criminosa conquista del potere, con un velo di sottile ironia. Da regista ha avuto l’intelligenza di fare del dramma – più del solito – un ben congegnato meccanismo corale, in cui tutti i 15 interpreti hanno un ruolo - ciascuno a suo modo – determinante. Ricordiamo quanto meno la statura d’attore del Buckingham di Paolo Lorimer, la magnifica, incisiva e tragicissima Duchessa di York di Carla Càssola, l’autorevole Hastings di Paolo Giovanucci, e poi Edoardo Vandelli, Gaia Bassi, Margherita Di Rauso, Antonio Rampino, Federica Vincenti. Il personaggio del protagonista, qui, è un “primus inter pares”, e non un mattatore incontrollabile e assoluto. Semmai, l’atmosfera fumosa e tenebrosa – in bianco e nero – da film noir d’epoca, tra sigarette e drink a gogò, non regge per l’intera durata (2 ore e 45’) dello spettacolo: nella parte finale, quando il clima della vicenda si fa più guerresco e, quindi, più medievale, l’equilibrio della rilettura scenica sembra rompersi, e la parte finale ha un che frettoloso, di disorganico (come se l’adattamento e il taglio del testo non fossero ben riusciti). Da segnalare anche la scenografia – una sorta di cilindro rotante che si apre e chiude - di Lorenzo Cutuli e le musiche Vip di Ennio Morricone: una partitura suggestivamente varia, che passa da tamburi di sapore guerresco ed arcaico ad appassionati toni da “colonna sonora” melodica e d’effetto, a sonorità da musica colta “d’avanguardia” anni Trenta-Quaranta (e del resto Morricone nasceva musicalmente in quei decenni avviandosi ad una carriera di compositore ‘colto’). 


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