Dal 2005 i
Campi Flegrei sono soggetti a una nuova fase bradisismica, attualmente ancora
in corso.
Con lo studio “Space
and time distribution of seismic source energy at Campi Flegrei, Italy through
the last unrest phase (1.1.2000–31.12.2023)” appena pubblicato sulla
rivista internazionale ‘Physics of the Earth and Planetary Interiors’ (Volume 356,
2024, 107258, ISSN 0031-9201) i ricercatori dell’Istituto Nazionale di
Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno analizzato un rilevante set di
dati sulle variazioni spazio-temporali dei parametri sismici, acquisiti tra il
1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, con l’obiettivo di comprendere meglio i
fenomeni che caratterizzano l'attuale crisi vulcanica.
La ricerca
ha evidenziato che la distribuzione spaziale e temporale dei terremoti avviene
prevalentemente in sciami, con una durata media di circa un giorno per ogni
sciame.
Edoardo Del
Pezzo, associato di ricerca dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV e primo
autore dello studio, precisa: “A partire dal 2010 abbiamo osservato un
incremento del numero di sciami e di eventi all'interno di ciascuno di essi,
suggerendo un’evoluzione dell’attività sismica della caldera. Tuttavia, non
abbiamo rilevato un aumento significativo del momento sismico totale, ovvero
dell'energia rilasciata, all'interno di ciascuno sciame nel tempo”.
Un aspetto
innovativo dello studio ha riguardato l'analisi della densità spaziale
dell'energia sismica.
Francesca
Bianco, Direttrice del Dipartimento Vulcani dell’INGV e coautrice dello studio,
specifica: “Negli ultimi 15 mesi - da ottobre 2022 a dicembre 2023 - si è
rilevato un ampliamento delle zone di frattura nella parte occidentale della
caldera, a una profondità di circa 3000 metri sotto il livello del mare. Questa
zona di maggiore fratturazione coincide con aree caratterizzate da forti
contrasti di attenuazione sismica, suggerendo un'intensa attività di
deformazione delle rocce. La distribuzione della densità spaziale
dell’energia sismica, insieme allo studio statistico della distribuzione
temporale dei terremoti, evidenziano importanti proprietà del bradisismo,
confermando che la fase di instabilità dei Campi Flegrei è ancora in
corso, con un progressivo ampliamento delle zone di frattura verso sud e ovest
rispetto a misurazioni effettuate 22 mesi prima, da dicembre 2020 a ottobre
2022”.
Questo
studio suggerisce l’utilità del monitoraggio in continuo del parametro della
densità spaziale dell’energia sismica, insieme alla classica distribuzione
spaziale degli ipocentri.
Quest'ultima,
infatti, nel caso di numerosi eventi in volumi relativamente di piccole
dimensioni, non permette una visione immediata della reale energia in gioco,
che è invece un parametro cruciale per comprendere l'evoluzione della
crisi bradisismica in atto e per contribuire a definire eventuali scenari
evolutivi del fenomeno vulcanico.
La ricerca si
inquadra negli innumerevoli progetti in corso volti alla comprensione
dell'affascinante fenomeno del bradisismo flegreo, importante non solo per
motivi scientifici ma anche per l'enorme impatto sociale di un'eventuale
eruzione nell'area.
Ph. credit: INGV.
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