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Alena Lavdovskaya, arte russa e mistero dell'immagine

Alena Lavdovskaya, arte russa e mistero dell'immagine

La moda riscopre l'illustrazione. Fra icone e grafica digitale, l'artista racconta del suo lavoro

Author: Anonym/Friday, November 22, 2013/Categories: News, Art, Moda, Итальянский репортер

La moda illustrata, quella che è entrata nel mito e che ha visto alcuni degli artisti più creativi del XX secolo prestarsi a veri divertissement per stilisti e pubblicitari, sta trovando nuova linfa. Una generazione di giovani talenti si sta dedicando alla riscoperta di quest'arte, arricchendola di spunti e ridisegnandone i confini grazie alla tecnologia. Alena Lavdovskaya è fra gli interpreti di questo nuovo corso. Illustratrice russa con le idee molto chiare, si muove fra le suggestioni dell'arte del suo Paese e un tratto ispirato ai maestri occidentali.

Illustrando la campagna pubblicitaria per “Tsum”, uno dei più importanti venditori di prodotti di lusso in Russia, a cosa ha fatto riferimento?
Tsum è parte del più vasto “Mercury Group”, che si occupa di portare i brand del lusso in Russia; è stato un grande onore per me disegnarne la campagna pubblicitaria per l’autunno inverno 2009.
È stato un percorso abbastanza vasto, lavorando con Daniil Gorbachenko, stylist, abbiamo preparato più di quaranta look e, per le illustrazioni, ho provato diversi stili e tecniche; la decisone finale è stata il grisaille. Abbiamo modificato le immagini durante il corso della campagna pubblicitaria, cercando di catturare il trend del momento di mese in mese.

Fra i marchi presenti presso Tsum vi sono Chanel e Dior. Bil Donovan è il primo “artist in residence” per Dior. Conosce il lavoro di questo artista?
Sì, mi piace il suo stile, i suoi acquarelli “freschi” e il suo modo di comporre la figura. Quando un artista ha la capacità di creare illustrazioni così spontanee da sempre un grande senso di libertà.

Un artista residente presso una maison può essere considerate un artist ache fa “arte per l’arte”.
“Artista per l’arte” – è davvero una grande possibilità, ma necessita di molto coraggio.

C’è una tecnica artistica che predilige?
Mi piace lo stile che cattura il momento; matita, inchiostro e schizzi veloci.

Qual è il suo illustratore preferito di sempre? E se c’è si riferisce a lui/lei quando disegna?
Credo che il più brillante illustratore di sempre sia stato Rene Gruau, con le sue linee, i suoi colori e i suoi dettagli: inimitabile. È il mio “guru” e quando cerco ispirazione mi riferisco sempre ai suoi capolavori.

È stato difficile per lei creare il suo stile con un retroterra come quello dell’arte russa, ricca di simboli?
Ho cercato di “immergermi” nell’arte russa studiandola al college; c’è sempre un aspetto interessante nel ricercare la storia che si nasconde dietro ad un’immagine, nell’indovinarne il mistero. Non è così difficile dopo tutto – credo che un illustratore che conosce la propria arte nazionale e i suoi simboli possa sempre trarne ispirazione.

Gli illustratori contemporanei fanno largo uso della grafica digitale. Qual è la sua opinione in merito?
Apprezzo l’arte digitale quando è buona. Ho grande stima degli illustratori che con il 3d riescono a creare, in modo stupefacente, mondi e personaggi. Il lavoro di Autumn Whitehurst, che usa prevalentemente la grafica digitale, mi piace molto. Anch’io a volte ne faccio uso, ma preferisco contaminare gli strumenti che ho a disposizione. Nelle mie illustrazioni, comunque, il punto di partenza sono sempre carta e matita; il fatto di usare strumenti digitali o lasciare il lavoro così come l’ho terminato manualmente, dipende da ciò sento in quel determinato momento. Anche se corro il “rischio” di passare per avere delle idee un po’ “datate”, continuo a preferire il disegno manuale e le tecniche pre-digitale, come inchiostro, tempera e pennarelli.

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