L’eruzione
dell’Etna, iniziata il 24 dicembre 2025, a partire dal pomeriggio del 1°
gennaio 2026 è stata interessata da una nuova fenomenologia caratterizzata
dall’apertura di una piccola fessura eruttiva ad una quota di circa 2100 m
s.l.m. localizzata subito a monte del M. Simone, alla base della parete Nord
della Valle del Bove. Ne dà notizia l’Istituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia. Da questa fessura eruttiva, interessata da una debole attività
esplosiva e da un basso tasso effusivo medio (circa 5m 3 /s) misurato da dati
satellitari, viene emessa una colata lavica che si sta sviluppando all’interno
della porzione centrale della desertica Valle del Bove.
Questa mattina
i dati forniti dall’Osservatorio Etneo hanno evidenziato che la lunghezza
massima del campo lavico era di circa 2.8 km e il fronte lavico più avanzato si
attestava a una quota di circa 1420 m s.l.m. alle ore 12:30, subito ad Est del
rilievo di Rocca Musarra. Contestualmente prosegue una debole attività
esplosiva Stromboliana al Cratere Voragine che produce blande emissioni di
cenere. Le simulazioni relative al possibile sviluppo della colata lavica,
realizzate dall’Osservatorio Etneo, hanno evidenziato che se il tasso effusivo
alla bocca si mantiene costante, la colata lavica rimarrà confinata all’interno
della desertica Valle del Bove.
In primo piano: l'eruzione dell'Etna. Crediti foto: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
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