"Siamo
soddisfatti che la nostra istanza di costituzione come parte civile sia stata
accolta nel processo per l'uccisione dell’Orsa Amarena”, dichiara Filomena
Ricci, delegata WWF per l’Abruzzo in una nota dell’Associazione. “Tra poche
settimane saranno già passati due anni da quando l’Orsa Amarena, che non aveva
mai dato segnali di aggressività verso l’uomo, è stata uccisa. Nella notte tra
il 31 agosto e il 1° settembre 2023, Andrea Leobruni si è reso responsabile di
un gesto privo di qualsiasi giustificazione. Auspichiamo che si arrivi
rapidamente ad una sentenza di condanna che da un lato punisca un atto
gravissimo e dall’altro sia da monito per chiunque voglia mettere in pericolo
la sopravvivenza dell’Orso bruno marsicano”.
Oltre a quella
del WWF Italia, patrocinato dall’Avv. Michele Pezone, sono state accolte le
richieste di costituzione di parte civile di molte altre associazioni, ma anche
del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, della Regione Abruzzo e di enti
locali. È importante, poi, che sia stata rigettata l’istanza della difesa che
chiedeva la nullità del decreto di citazione. Purtroppo, la stessa difesa ha
presentato ulteriori eccezioni che saranno discusse nella prossima udienza
fissata al 26 settembre 2025 quando, finalmente, si dovrà entrare
effettivamente nel giudizio.
“La presenza
nel processo testimonia l’attenzione del WWF verso l’Orso marsicano che è anche
oggetto del nostro progetto di conservazione “Orso 2x50” che punta al raddoppio
della popolazione entro il 2050 anche attraverso una serie di misure sul campo
che portiamo avanti nell’Oasi WWF Gole del Sagittario nel Comune di Anversa
degli Abruzzi e nei territori limitrofi”, aggiunge Filomena Ricci. “L’uccisione
di Amarena ha rappresentato un atto inaccettabile che mette a rischio una
sottospecie che conta circa 60 individui al mondo”.
La tutela della
fauna sta attraversando un brutto periodo in Italia: ogni settimana assistiamo
ad un nuovo tentativo di indebolire gli strumenti di difesa della fauna
italiana. Proprio in queste settimane, prima il Governo e poi i partiti di
maggioranza hanno presentato una proposta di modifica della legge sulla tutela
della fauna tesa ad aumentare la pressione venatoria. Invece di colpire chi
commette crimini contro gli animali, si vuole indebolire la normativa di tutela
e si vuole colpire chi protesta nei confronti delle stragi della fauna.
Contro questa
deregolamentazione della tutela faunistica, il WWF Italia ha lanciato una
petizione che ha ormai superato le 74.000 firme e che si può sottoscrivere a
questo link https://attivati.wwf.it/stop-caccia-selvaggia.
Immagine in
primo piano tratta dal video: Orso
Bruno. Crediti: Shutterstock - WWF Italia.
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